martedì 11 dicembre 2012
Ti prego, resisti
Le parole sono come il vento.
No non è vero. Sono come pugnali. Ti colpiscono, ti cascano addosso e tu non puoi fare altro che constatare le ferite dopo tutto questo.
Vedere quanto sangue è sgorgato da quelle ferite.
Capire se ancora respiri.
E se respiri cerchi di farlo piano, buttando fuori tutto quel dolore che hai dentro.
Che ti resta. Non se ne va mai del tutto. Perchè al suo posto compaiono mille cicatrici. Mille piccoli segni di quanto hai sofferto.
Di quanto quelle parole ti abbiano segnato.
Di quanto ricordi di quegli attimi terribili.
La rabbia che scorre imperterrita, mentre quel fiume di parole mi travolge, mi segna.
Dio non riesco neanche a scrivere qualcosa di sensato.
Ma ho tanto di quel dolore dentro da non riuscire nemmeno a capire come scrivere quello che voglio dire.
Non mollare ti prego.
Non lasciare che la vita scivoli via dalle tue mani.
Quella vita così importante, così bella, così intensa.
Non lasciarti annegare nel fiume della rabbia e del dolore.
Sfogala, su di me se vuoi, quella rabbia che ti fa soffrire.
Sfogala sulla mia pelle, che ne ha tante ormai di cicatrici.
Non mi importa di averne altre, se so che hanno un senso.
Getta tutto su di me.
Lascia che io sia la tua roccia.
Lascia che io stia lì ad accarezzarti la testa e a dirti che tutto andrà bene.
Lascia che io ti stia accanto.
Resisti ti prego, non mollare.
Fallo per tutte le risate.
Fallo per quei sorrisi.
Fallo per quegli abbracci senza fine in quella metropolitana affollata.
Fallo per le mie mani che si aggrappavano a te senza speranza.
Fallo per le lacrime che ho versato per te. Per il ricordo di te.
Per il ricordo della tua voce.
Fallo perchè devi farlo, perchè se molli tu, mollo anche io.
Non avrebbe senso continuare a resistere in un mondo dove tu non ci sei.
Resisti, Francesco.
Resisti.
Accanto a me.
mercoledì 5 dicembre 2012
Sei l'herpes
Oggi mi sono voluta fare del male. Ho detto ma si, rileggiamoci i vecchi post, magari salta fuori qualcosa di divertente.
BELLA ROBA.
In realtà è stato molto istruttivo. Da quando questo blog è stato aperto la mia vita è cambiata di molto. Mi sento cambiata io.
Ma ci sono cose purtroppo che nella vita non cambiano mai.
Piuttosto che non se ne vanno mai.
Magari ti illudono. Ti lasciano per un po' e poi rispuntano. Come te.
Tu sei come l'herpes. Quello fastidioso che di solito ti viene sempre nello stesso posto sul labbro, che quando riesci a mandare via dici oh finalmente, non ti voglio più rivedere.
E invece immancabilmente spunta fuori, nei momenti peggiori.
Sei il mio herpes umano.
Spunti fuori quando meno me lo aspetto, mi stravolgi e sparisci di nuovo.
E ogni volta spero, prego con tutta me stessa che sia l'ultima.
Certo un miglioramento c'è stato.
Non ti cerco più, non ti penso relativamente più. Non vado più a letto piangendo perchè tu, HERPES, mi hai fatto stare male. Non sento più nel cuore quell'inquietudine che sentivo un tempo. Che tra l'altro è brutto dirlo, ma mi ci ero quasi abituata.
C'è un altro pensiero nella mia vita adesso.
Un pensiero che non fa male.
Un pensiero che mi fa sorridere mentre sono per la strada e che mi fa stare bene.
Che uso a volte quando magari sono giù, per ritirarmi su e stare meglio.
Ma l'herpes è sempre lì in agguato.
Magari non si vede, ma c'è.
Magari dorme, ma rispunta immancabilmente quando riesci finalmente a trovare un fottuto equilibrio.
Basta.
Non hai capito che finalmente sono andata avanti?
Che fondamentalmente di te non me ne frega più nulla?
Che mi hai fatto troppo male in passato per poter pensare di parlarmi in modo tranquillo, una conversazione così, come tra due vecchi amici?
Ma cosa c'è di sbagliato in te?
Cosa non funziona in te?
Hai avuto più volte occasione di dimostrarmi che te ne fregava qualcosa.
Più volte mi hai ferito quasi a morte e ti ho dato come una deficiente non una seconda, ma una terza, una quarta, una quinta e anche una sesta possibilità.
E tu? Che hai fatto per me?
Cosa hai fatto per me se non ferirmi, umiliarmi, ignorarmi deliberatamente?
Perchè tanto sapevi che ero lì, pendevo dalle tue labbra, volevo qualcosa di te, qualsiasi cosa.
Ed ero felice di avere un'ora della tua attenzione, quando sapevi essere dolce, quando la tua voce roca diventava miele per me.
Ma era tutta una recita.
Tutto un inganno.
Basta.
Gli herpes mi hanno stufato.
Anzi facciamo così.
Io mi faccio venire un herpes e tu SPARISCI DALLA MIA VITA.
Meglio avere l'herpes che ritrovarti di nuovo nella mia esistenza.
BELLA ROBA.
In realtà è stato molto istruttivo. Da quando questo blog è stato aperto la mia vita è cambiata di molto. Mi sento cambiata io.
Ma ci sono cose purtroppo che nella vita non cambiano mai.
Piuttosto che non se ne vanno mai.
Magari ti illudono. Ti lasciano per un po' e poi rispuntano. Come te.
Tu sei come l'herpes. Quello fastidioso che di solito ti viene sempre nello stesso posto sul labbro, che quando riesci a mandare via dici oh finalmente, non ti voglio più rivedere.
E invece immancabilmente spunta fuori, nei momenti peggiori.
Sei il mio herpes umano.
Spunti fuori quando meno me lo aspetto, mi stravolgi e sparisci di nuovo.
E ogni volta spero, prego con tutta me stessa che sia l'ultima.
Certo un miglioramento c'è stato.
Non ti cerco più, non ti penso relativamente più. Non vado più a letto piangendo perchè tu, HERPES, mi hai fatto stare male. Non sento più nel cuore quell'inquietudine che sentivo un tempo. Che tra l'altro è brutto dirlo, ma mi ci ero quasi abituata.
C'è un altro pensiero nella mia vita adesso.
Un pensiero che non fa male.
Un pensiero che mi fa sorridere mentre sono per la strada e che mi fa stare bene.
Che uso a volte quando magari sono giù, per ritirarmi su e stare meglio.
Ma l'herpes è sempre lì in agguato.
Magari non si vede, ma c'è.
Magari dorme, ma rispunta immancabilmente quando riesci finalmente a trovare un fottuto equilibrio.
Basta.
Non hai capito che finalmente sono andata avanti?
Che fondamentalmente di te non me ne frega più nulla?
Che mi hai fatto troppo male in passato per poter pensare di parlarmi in modo tranquillo, una conversazione così, come tra due vecchi amici?
Ma cosa c'è di sbagliato in te?
Cosa non funziona in te?
Hai avuto più volte occasione di dimostrarmi che te ne fregava qualcosa.
Più volte mi hai ferito quasi a morte e ti ho dato come una deficiente non una seconda, ma una terza, una quarta, una quinta e anche una sesta possibilità.
E tu? Che hai fatto per me?
Cosa hai fatto per me se non ferirmi, umiliarmi, ignorarmi deliberatamente?
Perchè tanto sapevi che ero lì, pendevo dalle tue labbra, volevo qualcosa di te, qualsiasi cosa.
Ed ero felice di avere un'ora della tua attenzione, quando sapevi essere dolce, quando la tua voce roca diventava miele per me.
Ma era tutta una recita.
Tutto un inganno.
Basta.
Gli herpes mi hanno stufato.
Anzi facciamo così.
Io mi faccio venire un herpes e tu SPARISCI DALLA MIA VITA.
Meglio avere l'herpes che ritrovarti di nuovo nella mia esistenza.
lunedì 3 dicembre 2012
Dax
Ho 25 anni. Quasi 26.
Sono relativamente giovane.
Dico relativamente perché ci sono cose che purtroppo ho vissuto anche io, cose che in un paese "civile" non si dovrebbero vivere. Eppure sono marchiate a fuoco nella mia mente. Sono cose che non si cancelleranno mai e che fanno parte della persona che sono diventata.
Ieri un compagno è stato accoltellato da due neonazisti.
Le lame neonaziste in una città medaglia d'oro per alla resistenza sono forti.
Forti della loro codardia, forti della loro alta protezione, forti del fatto che tanto NULLA verrà fatto.
Niente viene più fatto. Non basta arrestare due individui.
E' quello che c'è dietro che è criminale. I vari Forza Nuova, Casa Pound et similari, sono associazioni CRIMINALI e ILLEGALI secondo la nostra Costituzione che condanna l'apologia di fascismo.
E mentre c'è chi inneggia al fatto che la libertà vuol dire anche libertà di essere fascista, c'è speranza di vedere in giro persone che sappiano la vera realtà: nessuno toglie il diritto di essere fascista, ma andare in giro a manifestare cantando Faccetta nera, facendo il saluto romano e inneggiando a Mussolini, cari signori, E' REATO.
Ovviamente per chi ancora tiene in considerazione la Costituzione che con tanta fatica abbiamo conquistato dopo un ventennio di dittatura violenta e sanguinaria, in cui la libertà era pari a zero.
E adesso che un altro compagno è stato accoltellato c'è chi ricorda negli articoli che questo succede agli sgoccioli dell'anniversario della morte di Dax.
E nella mia mente, come un masso, sono caduti a fiotti i ricordi di quel giorno.
Faceva freddo. Avevo sedici anni e il mio compleanno era passato da poco tempo.
E in quei teneri sedici anni, nell'innocenza di un'adolescenza ancora agli albori, mi ricordo le lacrime che scorrevano sul mio viso, il pensiero che scorreva nella mia testa di quello che aveva detto mia madre, sessantottina nel sangue e negli anni: ma ancora ci accoltellano?
E mi ricordi di aver gridato a squarciagola DAX E' VIVO E LOTTA INSIEME A NOI! LE NOSTRE IDEE NON MORIRANNO MAI! E di aver pensato sì, cazzo, sarà così, Dax è morto fisicamente, ma la sua anima, il suo coraggio, le sue idee non sono morte sulla lama di quei bastardi.
E ogni volta che alzerò il pugno lo alzerà lui con me.
Ogni volta che griderò Siempre! Lo griderà anche lui con me.
Ricordo di aver voluto vendetta. No non vendetta. Giustizia. Ricordo di aver pensato di volere dell'altro sangue per placare quella sete che lascia la morte di un amico. Di un compagno.
E' come perdere una parte di cuore. Che non tornerà.
E ricordo quel pugno alzato quando siamo sfilati davanti alla sua bara.
Quanti pugni alzati, quante lacrime sui visi, quanta rabbia.
Quanto dolore.
E adesso che la lama putrida dell'estremismo di destra ha colpito ancora una volta, facendo scorrere il sangue di un compagno, macchiandosi di sangue ROSSO, ancora ci dicono che dobbiamo stare calmi.
Noi.
Ma non è più possibile.
Sono relativamente giovane.
Dico relativamente perché ci sono cose che purtroppo ho vissuto anche io, cose che in un paese "civile" non si dovrebbero vivere. Eppure sono marchiate a fuoco nella mia mente. Sono cose che non si cancelleranno mai e che fanno parte della persona che sono diventata.
Ieri un compagno è stato accoltellato da due neonazisti.
Le lame neonaziste in una città medaglia d'oro per alla resistenza sono forti.
Forti della loro codardia, forti della loro alta protezione, forti del fatto che tanto NULLA verrà fatto.
Niente viene più fatto. Non basta arrestare due individui.
E' quello che c'è dietro che è criminale. I vari Forza Nuova, Casa Pound et similari, sono associazioni CRIMINALI e ILLEGALI secondo la nostra Costituzione che condanna l'apologia di fascismo.
E mentre c'è chi inneggia al fatto che la libertà vuol dire anche libertà di essere fascista, c'è speranza di vedere in giro persone che sappiano la vera realtà: nessuno toglie il diritto di essere fascista, ma andare in giro a manifestare cantando Faccetta nera, facendo il saluto romano e inneggiando a Mussolini, cari signori, E' REATO.
Ovviamente per chi ancora tiene in considerazione la Costituzione che con tanta fatica abbiamo conquistato dopo un ventennio di dittatura violenta e sanguinaria, in cui la libertà era pari a zero.
E adesso che un altro compagno è stato accoltellato c'è chi ricorda negli articoli che questo succede agli sgoccioli dell'anniversario della morte di Dax.
E nella mia mente, come un masso, sono caduti a fiotti i ricordi di quel giorno.
Faceva freddo. Avevo sedici anni e il mio compleanno era passato da poco tempo.
E in quei teneri sedici anni, nell'innocenza di un'adolescenza ancora agli albori, mi ricordo le lacrime che scorrevano sul mio viso, il pensiero che scorreva nella mia testa di quello che aveva detto mia madre, sessantottina nel sangue e negli anni: ma ancora ci accoltellano?
E mi ricordi di aver gridato a squarciagola DAX E' VIVO E LOTTA INSIEME A NOI! LE NOSTRE IDEE NON MORIRANNO MAI! E di aver pensato sì, cazzo, sarà così, Dax è morto fisicamente, ma la sua anima, il suo coraggio, le sue idee non sono morte sulla lama di quei bastardi.
E ogni volta che alzerò il pugno lo alzerà lui con me.
Ogni volta che griderò Siempre! Lo griderà anche lui con me.
Ricordo di aver voluto vendetta. No non vendetta. Giustizia. Ricordo di aver pensato di volere dell'altro sangue per placare quella sete che lascia la morte di un amico. Di un compagno.
E' come perdere una parte di cuore. Che non tornerà.
E ricordo quel pugno alzato quando siamo sfilati davanti alla sua bara.
Quanti pugni alzati, quante lacrime sui visi, quanta rabbia.
Quanto dolore.
E adesso che la lama putrida dell'estremismo di destra ha colpito ancora una volta, facendo scorrere il sangue di un compagno, macchiandosi di sangue ROSSO, ancora ci dicono che dobbiamo stare calmi.
Noi.
Ma non è più possibile.
Davide "Dax" Cesare - Morto il 16 marzo 2003
Accoltellato da mani fasciste.
Il passato deve insegnare, non far dimenticare.
domenica 25 novembre 2012
50 euro
50 euro. 50 fottuti euro. questo vale secondo mio padre, l'uomo che dovrebbe aver contribuito a mettermi al mondo, la mia passione per la Lube, per la pallavolo.
Ti do 50 euro se non vai a Verona oggi.
50 euro. Come per dire tanto i soldi comprano tutto.
Anche la felicità di una ragazza che questo giorno lo aspettava da tanto.
E' così che ci vede la società di oggi? Ragazzi che svenderebbero le proprie passioni per cinquanta euro?
Che non si farebbero problemi ad abbandonare qualcosa che amano per una banconota?
E non è giustificabile. Non si può dire ma tuo padre ha paura per te, ho 25 fottuti anni, devo poter decidere io dove andare, cosa fare, senza che nessuno si senta in DIRITTO di dirmi ti pago, ti compro, tanto quello che a te piace è sostituibile.
Ma solo io penso che faccia schifo tutto questo?
Ti do 50 euro se non vai a Verona oggi.
50 euro. Come per dire tanto i soldi comprano tutto.
Anche la felicità di una ragazza che questo giorno lo aspettava da tanto.
E' così che ci vede la società di oggi? Ragazzi che svenderebbero le proprie passioni per cinquanta euro?
Che non si farebbero problemi ad abbandonare qualcosa che amano per una banconota?
E non è giustificabile. Non si può dire ma tuo padre ha paura per te, ho 25 fottuti anni, devo poter decidere io dove andare, cosa fare, senza che nessuno si senta in DIRITTO di dirmi ti pago, ti compro, tanto quello che a te piace è sostituibile.
Ma solo io penso che faccia schifo tutto questo?
lunedì 22 ottobre 2012
Sono solo due corpi
E' brutto quando non sai dove guardare, perchè dentro di te cresce un qualcosa che non sai descrivere. Sai solo che a un certo punto qualcosa è cambiato.
Qualcosa si è spezzato, oppure qualcosa è nato.
Qualcosa è stato creato dal nulla del buio e non riesci a capire cos'è che dentro di te fa nascere un'inquietudine pazzesca, una paura, un batticuore infinito.
E c'è un pensiero dentro di te che ti tormenta, che blocca il tuo sorriso a metà.
Che ti fa restare bloccata a mezz'aria, senza riuscire a continuare, senza ricordare.
Ma perchè è dovuto succedere?
Perché?Cos'è successo che fa nascere in me quest'ansia?
E' l'ansia di vivere..
E' l'ansia di voler risentire quella sensazione dentro di te.
Bugiarda, falsa, cattiva. Come puoi?
Dentro di me due persone si scontrano.
Non so chi vincerà.
Però so quello che ho sentito.
So quello che hai sentito tu.
E' brutto.
E' sbagliato.
Sono solo due corpi che si avvicinano. Che ci devi fare?
Qualcosa si è spezzato, oppure qualcosa è nato.
Qualcosa è stato creato dal nulla del buio e non riesci a capire cos'è che dentro di te fa nascere un'inquietudine pazzesca, una paura, un batticuore infinito.
E c'è un pensiero dentro di te che ti tormenta, che blocca il tuo sorriso a metà.
Che ti fa restare bloccata a mezz'aria, senza riuscire a continuare, senza ricordare.
Ma perchè è dovuto succedere?
Perché?Cos'è successo che fa nascere in me quest'ansia?
E' l'ansia di vivere..
E' l'ansia di voler risentire quella sensazione dentro di te.
Bugiarda, falsa, cattiva. Come puoi?
Dentro di me due persone si scontrano.
Non so chi vincerà.
Però so quello che ho sentito.
So quello che hai sentito tu.
E' brutto.
E' sbagliato.
Sono solo due corpi che si avvicinano. Che ci devi fare?
venerdì 19 ottobre 2012
Lucida pazzia: dirò la verità
Quello che sto per fare non è semplice, per cui se in alcuni punti risulterò poco chiara, per favore, capitemi.
Sono timida. Per quanto io possa credere a volte di essere una tigre, che punta la preda e va a prendersela senza problemi, in realtà la preda molto spesso sono io.
Preda di grosse paure che alla fine sono INESISTENTI, ma che riescono comunque a farmi rovinare tutto. Non solo. Ma spesso mi mette addosso una furia che mi fa precorrere i tempi, bruciare le tappe, a volte giusto per evitare di andare troppo avanti e soffrire di più.
Sembra una boiata. E lo è in effetti.
Le mie paure mi hanno portato spesso a rimanere sola.
A non avere pazienza, a non aspettare.
Oggi è stata una giornata particolare. Ero stanca morta, ma sono arrivata a casa lucida. Con gli occhi rossi, mezza morta, ma lucida. Anche se durante la giornata ci sono state persone che mi hanno dato consigli tra loro contrastanti ho deciso che avrei affrontato la situazione alla mia maniera, facendo l'unica cosa di cui sono sicura: scrivere.
Ed eccomi qui davanti a un'altra pagina bianca da riempire e l'unica cosa di cui voglio riempirla sei tu.
Probabilmente sai quanto vali.
Non credo di doverti informare di quanto sei fantastico.
Però forse non sei consapevole di esserlo durante alcuni piccoli gesti che fai che ti fanno automaticamente spiccare fra tutti.
Come quando ti pieghi sul foglio per scrivere.
O come quando fai quel mezzo sorrisetto alzando solo un angolo della bocca.
Mi piaci. Credo che tu l'abbia notato, perchè, come ha detto una mia amica oggi, io sono trasparente. E forse per questo non posso essere una tigre. Non posso nascondere e mettere in atto tattiche e altro.
Sono cristallina.
Sono sicura che quando parlo con te per esempio ho gli occhi che brillano. E non credere siano sempre così.
Sono brillanti quando ti ho davanti e mi parli guardandomi negli occhi.
Mi piaci.
Non hai idea di quanto fai battere il mio cuore.
Non ne hai una minima idea.
Non prenderla male. Non ti sto dichiarando il mio amore incondizionato.
Ti sto dicendo che mi piaci.
Che rendi migliore la mia giornata. Che mi piace l'effetto che mi fai. L'effetto del primo sorso di birra.
Un bell'effetto.
Ed è qui che tutto si incasina.
Perchè dentro di me cova il desiderio di poterti rendere questo effetto in qualche modo.
Ma dentro di me, nascosta, si cela anche la paura. Paura che tu non voglia assolutamente sapere come ci si sente.
Almeno non con me.
Il che è concesso, viviamo in una società libera. Ma sarebbe un grande spreco.
Almeno sarebbe brutto senza neanche avermi donato una possibilità.
Perchè per quanto io sia trasparente l'ho detto sono anche timida.
E questa timidezza mi impedisce di far capire alle persone, soprattutto se di genere maschile, quanto potrei fare, cosa potrei essere, se solo mi si permettesse di andare per poco oltre la sfera dell'amicizia.
Che ci perderesti in fondo? Solo qualche giorno della tua vita, che paragonato a tutti gli anni che avrai da vivere e che hai vissuto, non è niente.
Vorrei solo provare a farti sorridere.
Che dici mi fai provare?
Sono timida. Per quanto io possa credere a volte di essere una tigre, che punta la preda e va a prendersela senza problemi, in realtà la preda molto spesso sono io.
Preda di grosse paure che alla fine sono INESISTENTI, ma che riescono comunque a farmi rovinare tutto. Non solo. Ma spesso mi mette addosso una furia che mi fa precorrere i tempi, bruciare le tappe, a volte giusto per evitare di andare troppo avanti e soffrire di più.
Sembra una boiata. E lo è in effetti.
Le mie paure mi hanno portato spesso a rimanere sola.
A non avere pazienza, a non aspettare.
Oggi è stata una giornata particolare. Ero stanca morta, ma sono arrivata a casa lucida. Con gli occhi rossi, mezza morta, ma lucida. Anche se durante la giornata ci sono state persone che mi hanno dato consigli tra loro contrastanti ho deciso che avrei affrontato la situazione alla mia maniera, facendo l'unica cosa di cui sono sicura: scrivere.
Ed eccomi qui davanti a un'altra pagina bianca da riempire e l'unica cosa di cui voglio riempirla sei tu.
Probabilmente sai quanto vali.
Non credo di doverti informare di quanto sei fantastico.
Però forse non sei consapevole di esserlo durante alcuni piccoli gesti che fai che ti fanno automaticamente spiccare fra tutti.
Come quando ti pieghi sul foglio per scrivere.
O come quando fai quel mezzo sorrisetto alzando solo un angolo della bocca.
Mi piaci. Credo che tu l'abbia notato, perchè, come ha detto una mia amica oggi, io sono trasparente. E forse per questo non posso essere una tigre. Non posso nascondere e mettere in atto tattiche e altro.
Sono cristallina.
Sono sicura che quando parlo con te per esempio ho gli occhi che brillano. E non credere siano sempre così.
Sono brillanti quando ti ho davanti e mi parli guardandomi negli occhi.
Mi piaci.
Non hai idea di quanto fai battere il mio cuore.
Non ne hai una minima idea.
Non prenderla male. Non ti sto dichiarando il mio amore incondizionato.
Ti sto dicendo che mi piaci.
Che rendi migliore la mia giornata. Che mi piace l'effetto che mi fai. L'effetto del primo sorso di birra.
Un bell'effetto.
Ed è qui che tutto si incasina.
Perchè dentro di me cova il desiderio di poterti rendere questo effetto in qualche modo.
Ma dentro di me, nascosta, si cela anche la paura. Paura che tu non voglia assolutamente sapere come ci si sente.
Almeno non con me.
Il che è concesso, viviamo in una società libera. Ma sarebbe un grande spreco.
Almeno sarebbe brutto senza neanche avermi donato una possibilità.
Perchè per quanto io sia trasparente l'ho detto sono anche timida.
E questa timidezza mi impedisce di far capire alle persone, soprattutto se di genere maschile, quanto potrei fare, cosa potrei essere, se solo mi si permettesse di andare per poco oltre la sfera dell'amicizia.
Che ci perderesti in fondo? Solo qualche giorno della tua vita, che paragonato a tutti gli anni che avrai da vivere e che hai vissuto, non è niente.
Vorrei solo provare a farti sorridere.
Che dici mi fai provare?
martedì 16 ottobre 2012
Sorrow
Questa è una dedica.
Hey TATO!
Ciao Tato, tesoro oggi è il tuo compleanno!!
Fratellone, Matt, Maestro, quanti nomignoli hai avuto????
Auguri bestiaccia.
Ti voglio un bene dell'anima!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Son tutti per te!
Son tutti per te!
AUGURI =))))))))
Quella sensazione sotto la pelle
Dentro di noi c'è una misteriosa parte che alcuni chiamano anima.
Io sinceramente non so cos'è, ma so che c'è, è quel qualcosa che ti fa battere il cuore quando improvvisamente nella tua giornata irrompe qualcuno che ti piace.
Una giornata grigia, passata a far rimbalzare la matita sul foglio pensando, erroneamente, di far passare il tempo, di fregare il tic tac del tempo con quel suono sordo e basso.
Guardi fuori dalla finestra mentre le lancette dell'orologio sembrano immobili, sono lì che non si muovono, ti prendono quasi in giro. Quando a un certo punto entra quel qualcuno di speciale che ti fa sorridere.
Sorridere.
Molti sottovalutano questo piccolo gesto, le labbra si stirano all'insù e si aprono fino a mostrare i denti.
Piccolissimo gesto, a volte impercettibile. Ma quanto è bello farlo. Quando sul tram sorridi e solo tu sai il perchè e la persona seduta davanti a te ti guarda senza capire, chiedendosi ma cosa diavolo ha da sorridere?
La città vive, fregandosene dei suoi abitanti.
Ma tu sotto la pelle senti qualcosa vibrare. Senti il tremolio di una vita, il pensiero di quella persona ti fa sentire come se galleggiassi.
Sotto la mia pelle lo sento.
Sento quell'attesa e quell'arrivo.
Io sinceramente non so cos'è, ma so che c'è, è quel qualcosa che ti fa battere il cuore quando improvvisamente nella tua giornata irrompe qualcuno che ti piace.
Una giornata grigia, passata a far rimbalzare la matita sul foglio pensando, erroneamente, di far passare il tempo, di fregare il tic tac del tempo con quel suono sordo e basso.
Guardi fuori dalla finestra mentre le lancette dell'orologio sembrano immobili, sono lì che non si muovono, ti prendono quasi in giro. Quando a un certo punto entra quel qualcuno di speciale che ti fa sorridere.
Sorridere.
Molti sottovalutano questo piccolo gesto, le labbra si stirano all'insù e si aprono fino a mostrare i denti.
Piccolissimo gesto, a volte impercettibile. Ma quanto è bello farlo. Quando sul tram sorridi e solo tu sai il perchè e la persona seduta davanti a te ti guarda senza capire, chiedendosi ma cosa diavolo ha da sorridere?
La città vive, fregandosene dei suoi abitanti.
Ma tu sotto la pelle senti qualcosa vibrare. Senti il tremolio di una vita, il pensiero di quella persona ti fa sentire come se galleggiassi.
Sotto la mia pelle lo sento.
Sento quell'attesa e quell'arrivo.
lunedì 8 ottobre 2012
Epilessia.. Cosa vuol dire viverla..
Era una caldissima giornata d'agosto. Io avevo 17 anni.
Ero piccola. Troppo piccola per affrontare le parole di una fredda e distaccatissima dottoressa che senza mezzi termini mi disse che soffrivo di epilessia.
Seria, non voglio piangermi addosso. Non l'ho mai fatto.
Ho da subito capito che avrei dovuto conviverci, quindi dopo averci pianto per un po' ho deciso che non avrei MAI accettato pietà da nessuno.
E' per questo che sto scrivendo questo post.
Per far capire cosa viviamo ogni giorno noi epilettici. E nonostante tutto c'è ancora gente che ci guarda storto.
Se si cerca su wiki Epilessia si trova una voce molto accurata.
La parte che mi ha interessato di più all'inizio è stato cercare quale tipo di epilessia avevo io. Io soffro di un tipo particolare di epilessia, chiamata morfeica perchè le mie crisi avvengono solo mentre dormo.
La mia epilessia comprende crisi sia parziali che generalizzate.
Le crisi parziali sono crisi che coinvolgono solo alcune parti del proprio corpo e durante le quali il soggetto non perde coscienza. Se mi capitano mi sveglio, mi rigiro, riprendo il controllo del mio corpo e mi riaddormento.
Le crisi generalizzate invece sono orrende.
Nella mia vita ne ho vissute poche e mi ritengo fortunata.
Avere una crisi epilettica è un'esperienza orrenda, spaventosa, dal quale è difficile riprendersi in breve tempo.
Tutto quello che mi ricordo di quei momenti è il terrore che invade il mio corpo.
E il risveglio.
Il tremendo risveglio in un letto in cui sono stata trasportata, il sudore che mi ha bagnato i capelli, la lingua gonfia dai morsi, il corpo che fatica a rispondere ai comando e la mente che sembra inceppata.
Grazie al mio neurologo e all'aver capito finalmente come interpretare i segnali che potrebbero portarmi a una crisi generalizzata, ultimamente non me ne sono capitate.
Ma la paura, il ricordo rimane. Quelli nessuno potrà mai togliermeli.
Le cause dell'epilessia sono sconosciute. Ogni tanto leggo su internet o su qualche giornale che gli scienziati stanno tentando di capire perchè il cervello della maggior parte delle persone funziona normalmente e il mio si comporta in modo diverso, attraverso qualsiasi tipo di esperimento.
Ma ancora nulla, così io vado avanti per la mia strada senza sapere perchè proprio io sono stata scelta per avere questa croce addosso.
Perchè è davvero una croce.
Sapete la famosa patente? Sapete che io per fare la patente devo mettermi sotto il microscopio a mo di cavia per farmi dare un nulla osta dall'asl che dura DUE ANNI, dopo i quali devo rifare la patente?
Sembra poco. Ma ricordarmi ogni giorno che sono diversa non è bello.
Se dormo da un amico o da un'amica devo spiegargli per bene che se mi capita qualcosa c'è tutta una trafila di cose da fare e da non fare.
A volte spavento le persone.
Ogni volta che bevo una birra penso sinceramente se mi farà talmente male da farmi stare male la notte.
E ogni volta che prendo un farmaco qualsiasi, anche un antidolorifico mi chiedo se farà conflitto con i medicinali che prendo.
Ormai da otto anni convivo con la CARBAMAZEPINA. Tegretol.
Da otto anni convivo con la mia epilessia.
Nella voce di wiki si trova anche una sezione molto interessante: storia dell'epilessia.
Da chi nell'antichità pensava che l'epilessia fosse una punizione di un Dio furioso a chi pensava fosse una possessione demoniaca, di tutto e di più, l'epilessia è considerato il male cosiddetto SACRO.
Grazie a Dio arrivò Ippocrate a ipotizzare che forse era una malattia e non una sorta di punizione divina, lasciando però il soprannome di MORBO SACRO all'epilessia.
Epilettici famosi? Nel nostro fan club possiamo contare su esponenti del calibro di Giulio Cesare.
Ragazzi questo si che mi tira su.
Il fatto è che sono stanca.
Sto male, ma soprattutto sono invidiosa.
Sono invidiosa di chi può star su tutta la notte senza avere paura poi a chiudere gli occhi per dormire.
Sono invidiosa di chi può divertirsi senza avere paura.
Sono invidiosa.
Non è giusto, ma è così.
Ma del resto neanche l'epilessia è giusta.
Eppure è così.
Ero piccola. Troppo piccola per affrontare le parole di una fredda e distaccatissima dottoressa che senza mezzi termini mi disse che soffrivo di epilessia.
Seria, non voglio piangermi addosso. Non l'ho mai fatto.
Ho da subito capito che avrei dovuto conviverci, quindi dopo averci pianto per un po' ho deciso che non avrei MAI accettato pietà da nessuno.
E' per questo che sto scrivendo questo post.
Per far capire cosa viviamo ogni giorno noi epilettici. E nonostante tutto c'è ancora gente che ci guarda storto.
Se si cerca su wiki Epilessia si trova una voce molto accurata.
La parte che mi ha interessato di più all'inizio è stato cercare quale tipo di epilessia avevo io. Io soffro di un tipo particolare di epilessia, chiamata morfeica perchè le mie crisi avvengono solo mentre dormo.
La mia epilessia comprende crisi sia parziali che generalizzate.
Le crisi parziali sono crisi che coinvolgono solo alcune parti del proprio corpo e durante le quali il soggetto non perde coscienza. Se mi capitano mi sveglio, mi rigiro, riprendo il controllo del mio corpo e mi riaddormento.
Le crisi generalizzate invece sono orrende.
Nella mia vita ne ho vissute poche e mi ritengo fortunata.
Avere una crisi epilettica è un'esperienza orrenda, spaventosa, dal quale è difficile riprendersi in breve tempo.
Tutto quello che mi ricordo di quei momenti è il terrore che invade il mio corpo.
E il risveglio.
Il tremendo risveglio in un letto in cui sono stata trasportata, il sudore che mi ha bagnato i capelli, la lingua gonfia dai morsi, il corpo che fatica a rispondere ai comando e la mente che sembra inceppata.
Grazie al mio neurologo e all'aver capito finalmente come interpretare i segnali che potrebbero portarmi a una crisi generalizzata, ultimamente non me ne sono capitate.
Ma la paura, il ricordo rimane. Quelli nessuno potrà mai togliermeli.
Le cause dell'epilessia sono sconosciute. Ogni tanto leggo su internet o su qualche giornale che gli scienziati stanno tentando di capire perchè il cervello della maggior parte delle persone funziona normalmente e il mio si comporta in modo diverso, attraverso qualsiasi tipo di esperimento.
Ma ancora nulla, così io vado avanti per la mia strada senza sapere perchè proprio io sono stata scelta per avere questa croce addosso.
Perchè è davvero una croce.
Sapete la famosa patente? Sapete che io per fare la patente devo mettermi sotto il microscopio a mo di cavia per farmi dare un nulla osta dall'asl che dura DUE ANNI, dopo i quali devo rifare la patente?
Sembra poco. Ma ricordarmi ogni giorno che sono diversa non è bello.
Se dormo da un amico o da un'amica devo spiegargli per bene che se mi capita qualcosa c'è tutta una trafila di cose da fare e da non fare.
A volte spavento le persone.
Ogni volta che bevo una birra penso sinceramente se mi farà talmente male da farmi stare male la notte.
E ogni volta che prendo un farmaco qualsiasi, anche un antidolorifico mi chiedo se farà conflitto con i medicinali che prendo.
Ormai da otto anni convivo con la CARBAMAZEPINA. Tegretol.
Da otto anni convivo con la mia epilessia.
Nella voce di wiki si trova anche una sezione molto interessante: storia dell'epilessia.
Da chi nell'antichità pensava che l'epilessia fosse una punizione di un Dio furioso a chi pensava fosse una possessione demoniaca, di tutto e di più, l'epilessia è considerato il male cosiddetto SACRO.
Grazie a Dio arrivò Ippocrate a ipotizzare che forse era una malattia e non una sorta di punizione divina, lasciando però il soprannome di MORBO SACRO all'epilessia.
Epilettici famosi? Nel nostro fan club possiamo contare su esponenti del calibro di Giulio Cesare.
Ragazzi questo si che mi tira su.
Il fatto è che sono stanca.
Sto male, ma soprattutto sono invidiosa.
Sono invidiosa di chi può star su tutta la notte senza avere paura poi a chiudere gli occhi per dormire.
Sono invidiosa di chi può divertirsi senza avere paura.
Sono invidiosa.
Non è giusto, ma è così.
Ma del resto neanche l'epilessia è giusta.
Eppure è così.
Questa sono io. Eve. Che vi da una buona notte.
Speriamo.
venerdì 5 ottobre 2012
Guardando indietro
Dal mio cuore, sinceramente.
Vorrei ringraziarti perchè hai fatto nascere in me un odio profondo, così profondo che sono riuscita a dirti addio.
Vorrei ringraziarti perchè mi hai disintossicato da te. Adesso non ho più bisogno di sentirti.
Vorrei ringraziarti perchè solo qualche mese fa ero un'illusa, una stupida che credeva di contare qualcosa.
Mentre adesso so di non contare assolutissimamente nulla.
Per te almeno.
Vorrei dirti grazie perchè in un colpo solo, dopo come ti sei comportato, la mia mente ha cancellato tutti quei bei ricordi che avevo di te e mi ha fatto capire quanto tu fossi solo una merda.
Vorrei ringraziarti perchè dal modo in cui mi hai fatto capire che non valevo più un cazzo per te, ho capito che tu vali ancora meno. Sei uno schifoso codardo e tale resterai.
Ho capito tante cose da quando ho detto basta.
Ho capito che valgo molto di più di quello che tu credi. E' solo che tu non lo puoi capire.
Ho capito che volevamo cose diverse, ma non hai mai avuto il coraggio di dirlo.
Ho capito che ho sprecato una parte di me stessa molto importante, ti ho mostrato un lato di me che in pochi conoscono e tu l'hai sprecato.
Ho capito fondamentalmente che sei un mona, come direbbe una mia amica. Traduzione? Un cretino patentato. (e sono stata gentile)
Guardando indietro penso che avrei dovuto prendere questa via molto prima. L'unico rimpianto è aver sprecato così tanto tempo a sperare che tu potessi davvero provare qualcosa, o pensare a me.
Invece sono stata una stupida.
In compenso tu sei stato un emerito stronzo. Non hai avuto le palle.
E questo diciamocelo è veramente molto peggio.
You lost.
I Moved On..
Vorrei ringraziarti perchè hai fatto nascere in me un odio profondo, così profondo che sono riuscita a dirti addio.
Vorrei ringraziarti perchè mi hai disintossicato da te. Adesso non ho più bisogno di sentirti.
Vorrei ringraziarti perchè solo qualche mese fa ero un'illusa, una stupida che credeva di contare qualcosa.
Mentre adesso so di non contare assolutissimamente nulla.
Per te almeno.
Vorrei dirti grazie perchè in un colpo solo, dopo come ti sei comportato, la mia mente ha cancellato tutti quei bei ricordi che avevo di te e mi ha fatto capire quanto tu fossi solo una merda.
Vorrei ringraziarti perchè dal modo in cui mi hai fatto capire che non valevo più un cazzo per te, ho capito che tu vali ancora meno. Sei uno schifoso codardo e tale resterai.
Ho capito tante cose da quando ho detto basta.
Ho capito che valgo molto di più di quello che tu credi. E' solo che tu non lo puoi capire.
Ho capito che volevamo cose diverse, ma non hai mai avuto il coraggio di dirlo.
Ho capito che ho sprecato una parte di me stessa molto importante, ti ho mostrato un lato di me che in pochi conoscono e tu l'hai sprecato.
Ho capito fondamentalmente che sei un mona, come direbbe una mia amica. Traduzione? Un cretino patentato. (e sono stata gentile)
Guardando indietro penso che avrei dovuto prendere questa via molto prima. L'unico rimpianto è aver sprecato così tanto tempo a sperare che tu potessi davvero provare qualcosa, o pensare a me.
Invece sono stata una stupida.
In compenso tu sei stato un emerito stronzo. Non hai avuto le palle.
E questo diciamocelo è veramente molto peggio.
You lost.
I Moved On..
giovedì 4 ottobre 2012
Multa per aver fantasticato troppo
Quando non riesco a dormire e mi rigiro nel letto peggio di un involtino primavera le cause possono essere molteplici, ma solitamente la principale è che la mia mente tende a non volere spegnersi manco a morire.
Ad esempio questa sera mi tormenta con due cose: la prima è l'odio insopportabile per una certa categoria di persone. Direi che sono arrivata a un punto della mia esistenza in cui voglio definitivamente fregarmene dicendo ODIO LE PERSONE CHE SI SENTONO IN DIRITTO DI GUARDARTI DALL'ALTO AL BASSO. Per i motivi più vari. Per come vesti, per cosa ascolti, perchè non sei conforme a tutti quegli automi che queste persone si ritrovano per amici, scegliete voi.
Francamente sono stanca di sentirmi in imbarazzo. Sono stanca di sentirmi insicura perchè ci sono al mondo teste di cazzo così grandi che passano le loro giornate a giudicarti, a massacrarti socialmente.
Che si fottano. Forse sto maturando. O forse mi sono semplicemente rotta le palle.
Chiaro.
La seconda cosa che non mi permette di dormire è banale, scontata, quasi mi vergogno a scriverla, ma non sono una che finge, che scrive solo per fare la figa. Scrivo perchè amo scrivere.
Il motivo è la cotta.
Ora che l'essere umano da secoli ormai sia condizionato in quasi tutto che fa dalla cosiddetta COTTA, ovvero dalla sensazione di aver finalmente trovato in questo enorme (ma anche poco popolato lasciatemelo dire) universo qualcuno di lontanamente interessante che potrebbe forse convincerti a muoverti e aprirti è un dato di fatto.
Scrittori, poeti, musicisti, di tutto e di più, hanno scritto e riscritto su qualsiasi aspetto dell'amore.
Ma quello che non concepisco è che solitamente il cuore non impara mai.
Ma proprio mai.
Perchè se hai voluto bene e sei rimasto col culo per terra, facendoti anche male, senza riuscire per mesi a risalire, dicendoti che la prossima volta sarà diverso, che la prossima volta cavolo prima di avvicinarmi, di affezionarmi a qualsiasi persona ci penserò non due ma venti volte, è anche vero che il cuore spesso questo insegnamento non se lo ricorda mai.
Il cuore è fondamentalmente ignorante.
Così quando tende a guarire finalmente, a ritornare piano piano sulle sue gambe, a rialzarsi e a guardare oltre quella spanna di tristezza che l'ultimo soggetto si è lasciato dietro insieme al dolore e al rimorso di aver mai donato qualcosa a un viscido essere umano come quello, il cuore si perde.
E ricomincia il solito giro. Che almeno per me, permettetevi di parlarvi un po' della pazzia che c'è in me, significa fantasticare.
Immaginare, domandarsi come sarebbe baciarlo, oppure sfiorargli la guancia mentre riposa accanto a noi. O come sarebbe sentire la sua voce che ti sussurra dolcemente parole d'amore.
Ecco fondamentalmente il fantasticare, anche se bellissimo per carità, dovrebbe avere un limite.
Come per l'alcol quando devi guidare.
Oltre un tot arriva la multa.
Perchè è deleterio.
Perchè ti porta a immaginare situazioni che tu sai non avverranno mai, o magari si ma non potrai gustartele, perchè è la novità che rende l'attimo speciale.
Allora vorrei fare un appello: tu uomo speciale, che sei speciale, per favore, dammi un segno.
Trovarti tra la folla è stato bello, sto cercando di tenere il mio cuore legato. E anche se recalcitante, alla fine ha ceduto e ha detto si per ora.
Mi piaci, mi interessi, evitiamo le vie di mezzo.
Fosse tutto così semplice cavolo la vita sarebbe un sogno.
Ma lui è davvero così, così bello, così interessante, e si vede che c'è un mondo vasto e stupendo dietro quegli occhi così unici.
E io voglio scoprirlo.
Ad esempio questa sera mi tormenta con due cose: la prima è l'odio insopportabile per una certa categoria di persone. Direi che sono arrivata a un punto della mia esistenza in cui voglio definitivamente fregarmene dicendo ODIO LE PERSONE CHE SI SENTONO IN DIRITTO DI GUARDARTI DALL'ALTO AL BASSO. Per i motivi più vari. Per come vesti, per cosa ascolti, perchè non sei conforme a tutti quegli automi che queste persone si ritrovano per amici, scegliete voi.
Francamente sono stanca di sentirmi in imbarazzo. Sono stanca di sentirmi insicura perchè ci sono al mondo teste di cazzo così grandi che passano le loro giornate a giudicarti, a massacrarti socialmente.
Che si fottano. Forse sto maturando. O forse mi sono semplicemente rotta le palle.
Chiaro.
La seconda cosa che non mi permette di dormire è banale, scontata, quasi mi vergogno a scriverla, ma non sono una che finge, che scrive solo per fare la figa. Scrivo perchè amo scrivere.
Il motivo è la cotta.
Ora che l'essere umano da secoli ormai sia condizionato in quasi tutto che fa dalla cosiddetta COTTA, ovvero dalla sensazione di aver finalmente trovato in questo enorme (ma anche poco popolato lasciatemelo dire) universo qualcuno di lontanamente interessante che potrebbe forse convincerti a muoverti e aprirti è un dato di fatto.
Scrittori, poeti, musicisti, di tutto e di più, hanno scritto e riscritto su qualsiasi aspetto dell'amore.
Ma quello che non concepisco è che solitamente il cuore non impara mai.
Ma proprio mai.
Perchè se hai voluto bene e sei rimasto col culo per terra, facendoti anche male, senza riuscire per mesi a risalire, dicendoti che la prossima volta sarà diverso, che la prossima volta cavolo prima di avvicinarmi, di affezionarmi a qualsiasi persona ci penserò non due ma venti volte, è anche vero che il cuore spesso questo insegnamento non se lo ricorda mai.
Il cuore è fondamentalmente ignorante.
Così quando tende a guarire finalmente, a ritornare piano piano sulle sue gambe, a rialzarsi e a guardare oltre quella spanna di tristezza che l'ultimo soggetto si è lasciato dietro insieme al dolore e al rimorso di aver mai donato qualcosa a un viscido essere umano come quello, il cuore si perde.
E ricomincia il solito giro. Che almeno per me, permettetevi di parlarvi un po' della pazzia che c'è in me, significa fantasticare.
Immaginare, domandarsi come sarebbe baciarlo, oppure sfiorargli la guancia mentre riposa accanto a noi. O come sarebbe sentire la sua voce che ti sussurra dolcemente parole d'amore.
Ecco fondamentalmente il fantasticare, anche se bellissimo per carità, dovrebbe avere un limite.
Come per l'alcol quando devi guidare.
Oltre un tot arriva la multa.
Perchè è deleterio.
Perchè ti porta a immaginare situazioni che tu sai non avverranno mai, o magari si ma non potrai gustartele, perchè è la novità che rende l'attimo speciale.
Allora vorrei fare un appello: tu uomo speciale, che sei speciale, per favore, dammi un segno.
Trovarti tra la folla è stato bello, sto cercando di tenere il mio cuore legato. E anche se recalcitante, alla fine ha ceduto e ha detto si per ora.
Mi piaci, mi interessi, evitiamo le vie di mezzo.
Fosse tutto così semplice cavolo la vita sarebbe un sogno.
Ma lui è davvero così, così bello, così interessante, e si vede che c'è un mondo vasto e stupendo dietro quegli occhi così unici.
E io voglio scoprirlo.
martedì 2 ottobre 2012
Dead Man Walking
Abbiamo parlato dei Neodea la scorsa settimana.
Questa settimana invece parliamo dei Dead Man Walking ( o DMW).
Come sono arrivata a conoscere questo gruppo è abbastanza banale: l'università è un ricettacolo pazzesco di band.
Ma arriviamo al perchè oggi ho scelto loro.
A me piace l'originale. So che di questi tempi è davvero dura esserlo, ma ci sono gruppi che neanche si sforzano. Prendono riff già suonati, parole fin troppo abusate e sfornano canzoni veramente... ODIOSE.
Poi ci sono gruppi che invece prendono il coraggio di sperimentare e di andare oltre determinati stupidi schemi. Non essendo una musicista nel vero e proprio senso della parola mi soffermerò su ciò che conosco meglio, ovvero la voce.
Questa ragazza ce l'ha. Una voce che vi incuriosirà, particolare, di sicuro gradevole ma non nel senso stucchevole del termine.
Qui sotto potrete ascoltare Alice:
E se la cosa vi ha incuriosito vi consiglio di visitare sito facebook: https://www.facebook.com/pages/Dead-Man-Walking/190658365075
E la loro pagina Myspace: http://www.myspace.com/italiandeadmanwalking dove potrete tra l'altro ascoltare alcuni pezzi di altre loro canzoni. Da sottolineare DeStato, molto intrigante. Aspettando novembre per l'uscita del loro album.
HELP UNDERGROUND MUSIC.
VAI OLTRE.
Eve.
Questa settimana invece parliamo dei Dead Man Walking ( o DMW).
Come sono arrivata a conoscere questo gruppo è abbastanza banale: l'università è un ricettacolo pazzesco di band.
Ma arriviamo al perchè oggi ho scelto loro.
A me piace l'originale. So che di questi tempi è davvero dura esserlo, ma ci sono gruppi che neanche si sforzano. Prendono riff già suonati, parole fin troppo abusate e sfornano canzoni veramente... ODIOSE.
Poi ci sono gruppi che invece prendono il coraggio di sperimentare e di andare oltre determinati stupidi schemi. Non essendo una musicista nel vero e proprio senso della parola mi soffermerò su ciò che conosco meglio, ovvero la voce.
Questa ragazza ce l'ha. Una voce che vi incuriosirà, particolare, di sicuro gradevole ma non nel senso stucchevole del termine.
Qui sotto potrete ascoltare Alice:
E la loro pagina Myspace: http://www.myspace.com/italiandeadmanwalking dove potrete tra l'altro ascoltare alcuni pezzi di altre loro canzoni. Da sottolineare DeStato, molto intrigante. Aspettando novembre per l'uscita del loro album.
HELP UNDERGROUND MUSIC.
VAI OLTRE.
Eve.
giovedì 20 settembre 2012
Neodea
Questo il loro nuovo singolo:
Ora in Italia ci lamentiamo sempre.
Di tutto, ma fondamentalmente del fatto che non abbiamo bravi artisti.
Bene, state certi che non rimarrete delusi.
Loro sono di sicuro una band che merita di essere ascoltata e seguita,
Quindi, siccome l'andazzo anche nelle radio, è ormai quello di mandare o musica bella ma vecchia o scegliere musica davvero orrorifica, aiutiamoli!
RICHIEDETE LA LORO CANZONE NEI SEGUENTI MODI:
suggest@virginradioitaly.it - redazione@virginradioitaly.it
SMS: 342.41.41.411
FACEBOOK : https://www.facebook.com/virginradioitaly
TWITTER: https://twitter.com/#!/virginradioit
342 41 41 411 (solo quando sono in onda ) o mail a generation@virginradio.it
https://www.facebook.com/giuliasalviofficial
Giulia Salvi Official
VIRGIN GENERATION Virgin Radio > dalle 18 alle 20 in diretta da lun a ven Virg...Visualizza altro
https://www.facebook.com/virgingeneration
Let's go!
Di tutto, ma fondamentalmente del fatto che non abbiamo bravi artisti.
Bene, state certi che non rimarrete delusi.
Loro sono di sicuro una band che merita di essere ascoltata e seguita,
Quindi, siccome l'andazzo anche nelle radio, è ormai quello di mandare o musica bella ma vecchia o scegliere musica davvero orrorifica, aiutiamoli!
RICHIEDETE LA LORO CANZONE NEI SEGUENTI MODI:
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mercoledì 5 settembre 2012
Cosa faresti per me?
Il gatto di Alicia stava sempre sulla finestra. Guardava sempre giù, come una piccola vedetta e faceva andare la coda di qua e di là, sempre, ripetutamente. Alicia era sdraiata sul letto e guardava il soffitto senza vederlo realmente. Non si era neanche svestita, neanche si era tolta gli anfibi. Si era gettata sul letto e aveva sospirato. Come faceva sempre. Da ormai quattro mesi.
Alicia era stata alla Zona di guerra, un locale appena fuori Torino, come ogni sera, solo per vedere lui. Solo per vedere Tommaso, tra la gente. Stava seduta con gli amici senza parlare, con il bicchiere in mano sperando che fosse la serata giusta. Una di quelle serate in cui Tommaso le si avvicinava e la portava a casa sua. La usava? Si. Tommaso poteva avere chi voleva e Alicia lo sapeva. Forse la sceglieva perchè non c'era veramente nessuno che lo guardava come lo guardava lei.
Il cellulare di Alicia squillò. "Dove sei tesoro? Sei scomparsa." Era proprio lui.
Alicia non rispose.
Cosa sei disposta a fare per amarmi, le aveva detto l'ultima volta. "Tutto Tommy, tutto quello che vuoi." Le era sembrato infantile chiederlo. Per poche ore con lui ogni tanto lei non guardava più nessuno. Non c'era nessuno a parte lui. "E si che non è neanche bello!" Diceva la sua migliore amica, Gaia. "Guarda com'è secco, troppo alto e poi i capelli dove sono finiti? E tutti quei tatuaggi."
Alicia amava i suoi tatuaggi. A volte dopo aver fatto l'amore, lei restava lì a guardarli, sfiorandoli leggermente con le dita, mentre lui la guardava sorridendo.
Era diverso. Alicia lo avvertiva quando durante quelle notti la abbracciava, cercando quell'affetto che solo lei gli dava.
Ma quella sera, come da quattro sere, Tommaso l'aveva guardata, salutata e poi era tornato a parlare con gli amici. Alicia riprese in mano il cellulare. "Sono a casa. Buona notte."
Tommaso al locale prese in mano il cellulare e guardò il messaggio. Scosse la testa, si scusò con gli altri e uscì. Si sedette sul bordo del marciapiede e si rollò una sigaretta poi l'accese e di nuovo scosse la testa.
Non capiva.
Alicia si faceva troppi problemi. Loro stavano bene insieme, c'era una grande attrazione, perché velocizzare le cose? Perchè non godersele?
Aspirò e buttò fuori una boccata generosa di fumo.
Quella ragazza gli voleva davvero bene. Perchè non sapeva, però era così. Forse per come lo guardava. Con gli occhi che brillavano. "Vai già a letto tesoro?" La risposta stringata fu: "Si." Era arrabbiata. Tommaso non poteva farci niente. Lui di fare di più non aveva voglia e non voleva illuderla. Rimise il cellulare nella tasca e gettò la sigaretta per strada.
Si mise a camminare verso la macchina pensando ancora a quel si, così, da solo, senza niente accanto.
Come Alicia. Quella sera l'aveva guardato, gli aveva sorriso e lui come tutta risposta si era voltato dall'altra parte. Aveva fatto lo stronzo, ma gli piaceva giocare un pò per vedere fino a che punto si sarebbe spinta lei.
Cosa faresti per me Alicia? Lei aveva risposto tutto.
Cosa farei per Alicia? Non tutto.
Però qualcosa per lei farò. Forse un giorno capirà che era per il suo bene se ogni tanto sparisco, pensò Tommaso. Sono un bastardo, non deve affezionarsi a me. Entrò in macchina e si lasciò andare per un secondo. Alicia era fragile. Si era innamorata, lui lo sapeva anche se lei faceva finta di no.
Lui non era innamorato. Con lei stava bene. Dopo, parlavano, ridevano, insomma era un buon after. Ma Tommaso non poteva permettere ad Alicia di avvicinarsi. Dalla tasca tirò fuori un sacchettino, poi con cautela, sulla custodia di un cd si preparò tre strisce. La guardò, poi ne tirò una, poi un'altra, poi l'ultima. Alicia di quello non sapeva nulla. Assolutamente nulla.
Questo lo credeva lui.
Alicia pensò a quando dallo spiraglio della porta del bagno del locale aveva visto Tommaso piegarsi e sniffare due strisce di coca come se niente fosse. Poi si era acceso una sigaretta e tranquillamente se l'era fumata appoggiato al muro del bagno, aspettando che l'effetto salisse.
Quando erano insieme Tommaso spariva per alcuni minuti per poi tornare più vispo. E Alicia capiva.
E ogni volta il cuore le saltava nel petto.
Tommaso accese la macchina e prese l'uscita. Ma invece di girare a destra, prese a sinistra e si diresse verso l'appartamento di Alicia. Alicia che dormiva, ma lui l'avrebbe svegliata. Aveva voglia di lei e se voleva davvero fare tutto, si sarebbe svegliata e l'avrebbe soddisfatto.
Arrivò sotto il suo portone e la chiamò. Alicia sdraiata sul letto, con le lacrime che le rigavano le guance, guardò il cellulare. "Che vuoi?" "Sono qua sotto tesoro. Fammi salire." "No." "Dai che lo vuoi anche tu. Fammi salire tesoro." Alicia si arrese.
Si arrendeva sempre al suo volere. Qualsiasi ora fosse, Tommaso vinceva. Gli aprì il portone e Tommaso fece le scale a quattro a quattro. Arrivò alla sua porta e la vide lì, con i suoi occhi tristi come sempre, che come sempre lo aspettava. La prese e la spinse dentro. La bloccò contro il muro e la baciò. La prese in braccio e la portò a letto. Il gatto continuava a guardare giù.
(Fine parte 1)
Alicia era stata alla Zona di guerra, un locale appena fuori Torino, come ogni sera, solo per vedere lui. Solo per vedere Tommaso, tra la gente. Stava seduta con gli amici senza parlare, con il bicchiere in mano sperando che fosse la serata giusta. Una di quelle serate in cui Tommaso le si avvicinava e la portava a casa sua. La usava? Si. Tommaso poteva avere chi voleva e Alicia lo sapeva. Forse la sceglieva perchè non c'era veramente nessuno che lo guardava come lo guardava lei.
Il cellulare di Alicia squillò. "Dove sei tesoro? Sei scomparsa." Era proprio lui.
Alicia non rispose.
Cosa sei disposta a fare per amarmi, le aveva detto l'ultima volta. "Tutto Tommy, tutto quello che vuoi." Le era sembrato infantile chiederlo. Per poche ore con lui ogni tanto lei non guardava più nessuno. Non c'era nessuno a parte lui. "E si che non è neanche bello!" Diceva la sua migliore amica, Gaia. "Guarda com'è secco, troppo alto e poi i capelli dove sono finiti? E tutti quei tatuaggi."
Alicia amava i suoi tatuaggi. A volte dopo aver fatto l'amore, lei restava lì a guardarli, sfiorandoli leggermente con le dita, mentre lui la guardava sorridendo.
Era diverso. Alicia lo avvertiva quando durante quelle notti la abbracciava, cercando quell'affetto che solo lei gli dava.
Ma quella sera, come da quattro sere, Tommaso l'aveva guardata, salutata e poi era tornato a parlare con gli amici. Alicia riprese in mano il cellulare. "Sono a casa. Buona notte."
Tommaso al locale prese in mano il cellulare e guardò il messaggio. Scosse la testa, si scusò con gli altri e uscì. Si sedette sul bordo del marciapiede e si rollò una sigaretta poi l'accese e di nuovo scosse la testa.
Non capiva.
Alicia si faceva troppi problemi. Loro stavano bene insieme, c'era una grande attrazione, perché velocizzare le cose? Perchè non godersele?
Aspirò e buttò fuori una boccata generosa di fumo.
Quella ragazza gli voleva davvero bene. Perchè non sapeva, però era così. Forse per come lo guardava. Con gli occhi che brillavano. "Vai già a letto tesoro?" La risposta stringata fu: "Si." Era arrabbiata. Tommaso non poteva farci niente. Lui di fare di più non aveva voglia e non voleva illuderla. Rimise il cellulare nella tasca e gettò la sigaretta per strada.
Si mise a camminare verso la macchina pensando ancora a quel si, così, da solo, senza niente accanto.
Come Alicia. Quella sera l'aveva guardato, gli aveva sorriso e lui come tutta risposta si era voltato dall'altra parte. Aveva fatto lo stronzo, ma gli piaceva giocare un pò per vedere fino a che punto si sarebbe spinta lei.
Cosa faresti per me Alicia? Lei aveva risposto tutto.
Cosa farei per Alicia? Non tutto.
Però qualcosa per lei farò. Forse un giorno capirà che era per il suo bene se ogni tanto sparisco, pensò Tommaso. Sono un bastardo, non deve affezionarsi a me. Entrò in macchina e si lasciò andare per un secondo. Alicia era fragile. Si era innamorata, lui lo sapeva anche se lei faceva finta di no.
Lui non era innamorato. Con lei stava bene. Dopo, parlavano, ridevano, insomma era un buon after. Ma Tommaso non poteva permettere ad Alicia di avvicinarsi. Dalla tasca tirò fuori un sacchettino, poi con cautela, sulla custodia di un cd si preparò tre strisce. La guardò, poi ne tirò una, poi un'altra, poi l'ultima. Alicia di quello non sapeva nulla. Assolutamente nulla.
Questo lo credeva lui.
Alicia pensò a quando dallo spiraglio della porta del bagno del locale aveva visto Tommaso piegarsi e sniffare due strisce di coca come se niente fosse. Poi si era acceso una sigaretta e tranquillamente se l'era fumata appoggiato al muro del bagno, aspettando che l'effetto salisse.
Quando erano insieme Tommaso spariva per alcuni minuti per poi tornare più vispo. E Alicia capiva.
E ogni volta il cuore le saltava nel petto.
Tommaso accese la macchina e prese l'uscita. Ma invece di girare a destra, prese a sinistra e si diresse verso l'appartamento di Alicia. Alicia che dormiva, ma lui l'avrebbe svegliata. Aveva voglia di lei e se voleva davvero fare tutto, si sarebbe svegliata e l'avrebbe soddisfatto.
Arrivò sotto il suo portone e la chiamò. Alicia sdraiata sul letto, con le lacrime che le rigavano le guance, guardò il cellulare. "Che vuoi?" "Sono qua sotto tesoro. Fammi salire." "No." "Dai che lo vuoi anche tu. Fammi salire tesoro." Alicia si arrese.
Si arrendeva sempre al suo volere. Qualsiasi ora fosse, Tommaso vinceva. Gli aprì il portone e Tommaso fece le scale a quattro a quattro. Arrivò alla sua porta e la vide lì, con i suoi occhi tristi come sempre, che come sempre lo aspettava. La prese e la spinse dentro. La bloccò contro il muro e la baciò. La prese in braccio e la portò a letto. Il gatto continuava a guardare giù.
(Fine parte 1)
venerdì 31 agosto 2012
Sono fondamentalmente un'idiota
Sono positiva nella vita. Non ci posso fare nulla, sono un'idealista, credo nel positivo, credo che possa sempre succedere la migliore delle cose. E ci spero, ci fantastico, ci sogno.
Poi prendo sempre la realtà in faccia come un grosso schiaffo, come quando non si vede una porta trasparente e noi calmi e decisi PAM! In pieno volto.
Sono fondamentalmente romantica. Non sogno matrimoni, nè relazioni a lunga durata. Ma sogno la luna, le mani che si sfiorano, gli sguardi. Sogno qualcosa che non c'è diciamocelo.
Sono imbranata. I giochetti, quelli stupidi da bambini, NON FANNO PER ME.
Non sono una che gioca cazzo. Se qualcuno mi piace io cerco di farmi piacere, non di farmi predare. Stiamo parlando di sentimenti, non di una fottuta BATTUTA DI CACCIA.
Sono una cretina.
Perchè ci casco sempre. E sempre. E ancora sempre.
Perchè io ci sono quando vuoi tu, PORCO CANE!
E tu dove cazzo sei?
Sono un'idiota.
Non ridere tanto, di solito agli idioti piacciono solo i deficienti.
Poi prendo sempre la realtà in faccia come un grosso schiaffo, come quando non si vede una porta trasparente e noi calmi e decisi PAM! In pieno volto.
Sono fondamentalmente romantica. Non sogno matrimoni, nè relazioni a lunga durata. Ma sogno la luna, le mani che si sfiorano, gli sguardi. Sogno qualcosa che non c'è diciamocelo.
Sono imbranata. I giochetti, quelli stupidi da bambini, NON FANNO PER ME.
Non sono una che gioca cazzo. Se qualcuno mi piace io cerco di farmi piacere, non di farmi predare. Stiamo parlando di sentimenti, non di una fottuta BATTUTA DI CACCIA.
Sono una cretina.
Perchè ci casco sempre. E sempre. E ancora sempre.
Perchè io ci sono quando vuoi tu, PORCO CANE!
E tu dove cazzo sei?
Sono un'idiota.
Non ridere tanto, di solito agli idioti piacciono solo i deficienti.
mercoledì 29 agosto 2012
Minuetto (ovvero quanto la Martini aveva capito dell'amore)
E' un'incognita ogni sera mia...
Un'attesa, pari a un'agonia. Troppe volte vorrei dirti: no!
E poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho!
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no!
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei...
E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà per una notte...
... E cresce sempre più la solitudine,
nei grandi vuoti che mi lasci tu!
Rinnegare una passione no,
ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così
tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.
Troppo cara la felicità per la mia ingenuità.
Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore...
So - no sempre tua, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà, per una notte... sono tua...
... la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua...
E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai!
Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu,
il resto di una gioventù che ormai non ho più...
E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,
ora ammetto che la colpa forse è solo mia,
avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.
Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.
Io non so l'amore vero che sorriso ha...
Pensieri vanno e vengono, la vita è così...
Questa canzone è stata scritta negli anni 70 dall'immensa Mia Martini. Il mio mito italiano è sempre stata Mina, ma devo dire che Mia aveva davvero capito tutto. E sono sicura che da lassù Mimì adesso mi sta sentendo mentre penso cazzo sembra che questa tu l'abbia scritta sulla mia pelle.
CORREGGO: La canzone mi dicono è stata scritta da Califano. Ah Califfo, grazie, non credevo tu fossi così capace, però grazie, quello che ho scritto sopra vale anche per te.
Consigli Blog
Se volete dei consigli culinari fruttiferi, vi consiglio questo blog: http://blog.giallozafferano.it/aliceinfruit/
Da sperimentare, fantasia, cibo e gusto!
Da sperimentare, fantasia, cibo e gusto!
Controllo
contròllo [kon'trɔllo]
s.m.
1 sm
atto, effetto del controllare
2 sm
persona o complesso di persone incaricate di controllare qualcosa
3 sm
padronanza, dominio
Cos'è il controllo? Cos'è realmente il controllo? E' una delle tante domande che mi attanagliano il cervello, ma che oggi è di particolare importanza. Io credo che il controllo sia qualcosa che non puoi definire veramente fino a che non lo perdi. Lo perdi, ti scivola tra le mani ed è una sensazione strepitosa: senti un vago timore percorrerti la spina dorsale, un brivido freddo che dura un istante, quell'istante in cui lasci andare quel nastro di seta che ti lega al controllo di te stesso.
Lo lasci cadere a terra e lo lasci lì, guardandolo senza capire più nulla.
Perdere il controllo, perderlo o lasciarlo andare?
E' così diverso. Perderlo significa perderlo, per caso, non per colpa nostra, come direbbe il Luiso per causa non imputabile alla parte.
Lasciarlo andare invece significa gettarsi di propria volontà in un mare nero, scuro, dove non si vede nulla al di sotto della superficie. Fidarsi di chi hai di fronte a te e lasciargli le redini..
E tutto diventa un contorno offuscato, tutto diventa sfumato, senti solo quella voce che ti guida, che ha preso il controllo di te.
E a volte fa paura. Fa paura non riconoscere nessuna forma, nessun oggetto, nessun colore, riconoscere solo quel timbro di voce. Ed è quando riacquisti il controllo di te che, guardandoti indietro, vedi una strage.
E ti piace, quella strana sanguinaria opera d'arte.
Perdere il controllo, perdere il tempo, lo spazio, perdere tutto.
Lasciare solo spazio per un ricordo, terribile e insieme meraviglioso.
venerdì 24 agosto 2012
Una dedica
Ma non una di quelle banali.
Non una di quelle che ripete le solite cose stupide.
Non una di quelle banali.
Ma voglio davvero scrivere qualcosa che viene dal mio cuore.
Per farti capire quanto vali.
E non per farti capire che da quando sei nella mia vita io sorrido.
Senza motivo, ascoltando una canzone, io SORRIDO.
Lady Depression sorride, mentre è seduta in giardino con l'ipod nelle orecchie, pensando a te.
Pensando che sei in questo mondo.
Semplicemente pensando che nello stesso momento in cui io sorrido, tu stai vivendo, camminando parlando e penso che forse pensi a me. Parli di me.
Vali così tanto e neanche ti accorgi di quanto sei IMPORTANTE.
Di quanto sei intelligente, di quanto fai stare bene gli altri.
Di quanto si sente quando ti parlo la forza dei tuoi ideali.
Ascoltami. Non è straparlare.
E' una dedica a tutte le volte che sei stato lì, mentre tutti gli altri non c'erano. E tu c'eri sempre.
Tu non scappi.
E' una dedica a tutte le volte che mi hai spiegato qualcosa.
A tutte i pomeriggi passati assieme.
A tutte le volte che ci siamo guardati da lontano.
A te che sei bellissimo e non lo sai.
Ai tuoi occhi azzurri che sono unici. Che sono cristallini come te.
A te. Che ormai occupi il mio cuore e non lo vuoi più lasciare..
E scusami se te lo scrivo, vorrei urlarlo al mondo, vorrei davvero metterci tutto il mio fiato.
Ma Voglio tenere questa scoperta per me. Solo per me. Sono egoista. voglio che lo sappiano tutti che sei fantastico. Ma voglio anche tenermelo per me.
Non una di quelle che ripete le solite cose stupide.
Non una di quelle banali.
Ma voglio davvero scrivere qualcosa che viene dal mio cuore.
Per farti capire quanto vali.
E non per farti capire che da quando sei nella mia vita io sorrido.
Senza motivo, ascoltando una canzone, io SORRIDO.
Lady Depression sorride, mentre è seduta in giardino con l'ipod nelle orecchie, pensando a te.
Pensando che sei in questo mondo.
Semplicemente pensando che nello stesso momento in cui io sorrido, tu stai vivendo, camminando parlando e penso che forse pensi a me. Parli di me.
Vali così tanto e neanche ti accorgi di quanto sei IMPORTANTE.
Di quanto sei intelligente, di quanto fai stare bene gli altri.
Di quanto si sente quando ti parlo la forza dei tuoi ideali.
Ascoltami. Non è straparlare.
E' una dedica a tutte le volte che sei stato lì, mentre tutti gli altri non c'erano. E tu c'eri sempre.
Tu non scappi.
E' una dedica a tutte le volte che mi hai spiegato qualcosa.
A tutte i pomeriggi passati assieme.
A tutte le volte che ci siamo guardati da lontano.
A te che sei bellissimo e non lo sai.
Ai tuoi occhi azzurri che sono unici. Che sono cristallini come te.
A te. Che ormai occupi il mio cuore e non lo vuoi più lasciare..
E scusami se te lo scrivo, vorrei urlarlo al mondo, vorrei davvero metterci tutto il mio fiato.
Ma Voglio tenere questa scoperta per me. Solo per me. Sono egoista. voglio che lo sappiano tutti che sei fantastico. Ma voglio anche tenermelo per me.
lunedì 30 luglio 2012
La verità vi prego sulla musica
Ok, parliamo chiaro. Non sono una che segue le mode. Non mi piace. Anche non seguire le mode ormai è diventata una moda, ma tant'è, non mi piace neanche fare la iper alternativa. Seguo l'istinto e seguo il mio cuore. A volte ci si fa male, a volte si sbaglia, ma finora a me è andata bene.
Questo si applica ovviamente anche alla musica.
E' per questo che nel mio iphone ci sono gruppi che se solo sapessero di convivere forse vomiterebbero.
Darkthrone, Emperor, Satyricon, Mayhem, Bathory. I magici cinque. Se non sono nell'iphone, sono in un hard disk che porto sempre con me, anche in vacanza, in caso volessi inserirli.
Isengard, Carcass, Iron Maiden, Judas Priest, Ensiferum, Aura Noir, Aborym, Dark Tranquillity, Alice In Chains sono quelli che si avvicendano e che probabilmente troverete 356 giorni all'anno.
Però, perchè fermarsi qui?
Nel mio iphone ci sono altre cose. Altre cose che mi piacciono e che alcuni potrebbero contestare (senza però ricordarsi delle canzoni di Lady Gaga che ha fatto scivolare a caso nel suo lettore musicale, di nascosto...) ma che a me piacciono.
Evanescence - Fallen. Questo album c'è sempre. Potete contarci. Questo album è bellissimo e mi ispira. Sotto la voce di Amy ho scritto tantissimo, se non ci fosse stata lei chissà cosa sarebbe successo.
Bon Jovi. Sono il mio antidepressivo naturale, il mio prozac. Da quando avevo dodici anni, ascoltarli mi ha sempre fatto un effetto meraviglioso. Di loro non manca mai Crossroad, ma anche New Jersey, These Days e qualche volta Say It Isn't So.
I Subsonica ci sono sempre. Controllo del livello di rombo, per sentirmi a un loro concerto quando in realtà sono stipata nella metro. Se no Microchip Emozionale.
Per quanto io sia una grande fan e affamata consumatrice di metal, e soprattutto di metal pesante (black, death, ecc ecc) ci sono delle volte in cui il pop è essenziale. Primo perchè comunque ci sono cresciuta. Secondo perchè ogni tanto la leggerezza serve a tutti.
Mi piace Dido.
E adoro Cindy Lauper. Mi fa sorridere. Se ascolto Girls just wanna have fun per strada, è quasi certo che mi metterò a salticchiare e a sorridere come un'idiota ridendo ogni tanto.
Provate voi a non farlo..
Questo si applica ovviamente anche alla musica.
E' per questo che nel mio iphone ci sono gruppi che se solo sapessero di convivere forse vomiterebbero.
Darkthrone, Emperor, Satyricon, Mayhem, Bathory. I magici cinque. Se non sono nell'iphone, sono in un hard disk che porto sempre con me, anche in vacanza, in caso volessi inserirli.
Isengard, Carcass, Iron Maiden, Judas Priest, Ensiferum, Aura Noir, Aborym, Dark Tranquillity, Alice In Chains sono quelli che si avvicendano e che probabilmente troverete 356 giorni all'anno.
Però, perchè fermarsi qui?
Nel mio iphone ci sono altre cose. Altre cose che mi piacciono e che alcuni potrebbero contestare (senza però ricordarsi delle canzoni di Lady Gaga che ha fatto scivolare a caso nel suo lettore musicale, di nascosto...) ma che a me piacciono.
Evanescence - Fallen. Questo album c'è sempre. Potete contarci. Questo album è bellissimo e mi ispira. Sotto la voce di Amy ho scritto tantissimo, se non ci fosse stata lei chissà cosa sarebbe successo.
Bon Jovi. Sono il mio antidepressivo naturale, il mio prozac. Da quando avevo dodici anni, ascoltarli mi ha sempre fatto un effetto meraviglioso. Di loro non manca mai Crossroad, ma anche New Jersey, These Days e qualche volta Say It Isn't So.
I Subsonica ci sono sempre. Controllo del livello di rombo, per sentirmi a un loro concerto quando in realtà sono stipata nella metro. Se no Microchip Emozionale.
Per quanto io sia una grande fan e affamata consumatrice di metal, e soprattutto di metal pesante (black, death, ecc ecc) ci sono delle volte in cui il pop è essenziale. Primo perchè comunque ci sono cresciuta. Secondo perchè ogni tanto la leggerezza serve a tutti.
Mi piace Dido.
E adoro Cindy Lauper. Mi fa sorridere. Se ascolto Girls just wanna have fun per strada, è quasi certo che mi metterò a salticchiare e a sorridere come un'idiota ridendo ogni tanto.
Provate voi a non farlo..
Mi piace Leona Lewis. Ha una bella voce e canta cose non troppo scontate (anche se molte non sono sue, ma va beh).
E SI OH DIO PROTEGGIMI, mi piace Noemi.
Quella ragazza ha talento e voce. Non mi interessa se è uscita x factor, amici o dalla porta accanto.
Le sue canzoni sono finalmente canzoni reali. Non parlano di sbaciucchi e di cuoricini. E neanche solo di lacrime. Sono reali. Vi sfido ad ascoltarla almeno una volta. Se siete obiettivi, potrà non piacervi, ma almeno dovrete dire che c'è qualcosa.
E dopo Noemi chi potrebbe esserci che potrebbe portarvi allo sconvolgimento?
Mi piacciono i Modà. Si, avete capito. I Modà.
Mi piacciono. Li ho scoperti recentemente ma mi piacciono tanto. Mi piace la voce di Kekko (vi prego trovategli un nuovo soprannome) che sarebbe Francesco Silvestre, mi piacciono i testi, mi piacciono.
E voi direte sono da bimbiminkia.
E io dico ESTICAZZI.
Mi piacciono. Facciamo una cosa: ascoltate le prime due canzoni del video che vi posto. Resistete so che ce la potete fare. Se vi fanno cagare, pazienza. Ma non fatevi trascinare dai pregiudizi.
Ora come al solito mi sono dilungata. Il punto era che io ascolto un sacco di musica diversa. Per questo mi sento piena quando parlo di musica. Perchè ascoltare un solo genere, un solo gruppo, una sola cosa, non è ascoltare musica.
Poi volete farlo, fatelo. Però non rompete il cazzo a chi ha scelto una strada differente dalla vostra.
Andate per la vostra e non rompete.
Amen, potete andare.
domenica 29 luglio 2012
Meschina
Cambio d'umore solo se
se aggiungi veleno alle tue lacrime
sei stata così perfida che
che soffocherei tutti i respiri che fai...
ti voglio restituire solo un po' del mio dolore
VOGLIO VEDERTI STRISCIARE E CONCEDERTI A ME
Devi dirmiiii voglio solo te, voglio solo te
Devi dirmiiii hai ragione te, hai ragione te
Devi dirmi scusami e feriscimi e implorarmi di non ucciderti
Dimmi se lui e' meglio di me lui e' meglio di me
e convincimi che tu pensavi a me tu pensavi a me
mentre urlavi, godevi, piangevi e speravi di tradire lui con me
Son stato sempre attento a non farti mancare mai niente
di quello che chiedevi che sognavi e ricevevi ogni volta che poi lo chiedevi
Son stato in silenzio quando uscivi vestita da sera
io stanco dicevo "vai pure" e facevo a 2 mani da solo l'amore
Ti voglio restituire solo un po' del mio dolore
voglio vederti strisciare concederti a me
Devi dirmiiii voglio solo te, voglio solo te
Devi dirmiiii hai ragione te, hai ragione te
Devi dirmi scusami e feriscimi e implorarmi di non ucciderti
Dimmi se lui e' meglio di me lui e' meglio di me
e convincimi che tu pensavi a me tu pensavi a me
mentre urlavi, godevi, piangevi e speravi di tradire lui con me
Meschina ora basta voglio farla finita per tutte una volta
ma prima inginocchiati saziati e concediti ancora per l'ultima volta
Accontentami, guardami, piangi prega e chiedi SCUSAAAAAAAAA
Devi dirmiiii voglio solo te, voglio solo te
Devi dirmiiii hai ragione te, hai ragione te
Devi dirmi scusami e feriscimi e implorarmi di non ucciderti
Dimmi se lui e' meglio di me lui e' meglio di me
e convincimi che tu pensavi a me tu pensavi a me
mentre urlavi, godevi, piangevi e speravi di tradire lui con me... di tradire lui con me... di tradire lui con me...
venerdì 13 luglio 2012
La canzone che tutti ci vergogniamo di ascoltare
Eppure non possiamo fare a meno di ascoltarla.
Coraggio, non fate i duri e i puri: tutti ne abbiamo almeno una. Se poi decidete di fare i sinceri, il numero sale almeno a tre o quattro.
Io ne ho due di cui mi vergogno particolarmente, non perchè siano in realtà brutte o cantate male, ma perchè sono proprio lontane anni luce da ciò che io definisco e credo sia musica.
E adesso vi svelerò anche quali sono.
La prima è Man I Feel Like A Woman. di Shania Twain.
Lo ammetto. Canticchiare quella canzone mentre mi vesto mi fa sentire bella, mi fa sentire bene cazzo!
Cioè per un attimo, mi sento proprio Shania Twain, e ragazzi, quella donna è proprio figa!
La canto davanti allo specchio oppure anche nel mezzo della mia stanza, immaginando di avere un microfono in mano (cosa che non mi sono mai sognata di fare invece con una canzone dei Darkthrone XD, però lo ammetto l'ho fatto con alcune canzoni dei Satyricon...)
Se dovessi sentire questa canzone mentre sono in un locale, probabilmente la snobberei. Però ragazzi, dentro di me starei ballando.
E poi parliamo del testo.
Uomo, io mi sento donna.
Praticamente, ve lo riassumo, Shania dice che vuole uscire e vuole divertirsi. E vuole tanto farlo, divertirsi eh, e dice che la prerogativa di essere donna è che ogni tanto ci si diverte. Se si è come lei, di sicuro, togliendo anche l'ogni tanto..
E vuole sentirsi libera e anche un pò pazza. Insomma, secondo me è la canzone perfetta se vuoi uscire e prendere l'atteggiamento giusto.
E dico anche il video è bello. Cioè è carino. Almeno fa ridere. In questo caso è l'uomo che è visto come oggetto, tutti vestiti uguali, con i muscoli in mostra (che a me personalmente non piacciono, ma che alla cara Shania probabilmente faranno tremare i pizzi).
(Io vi posto il video, nel caso qualcuno voglia tentare :P)
La seconda canzone è ancora più indecente.
E guarda caso è sempre della donna qua sopra.
E anche questa volta si parla di voi MASCHIETTI.
Si chiama That Don't Impress Me Much.
Ora va bene, lasciamo perdere il completino leopardato e i vari maschietti che insipidi l'uno dopo l'altro si danno il cambio nel video.
La cosa bella, beh una delle, è prima di tutto il due di picche che la nostra signorina lancia a una quantità sfacciata di quelli che alcune ragazze definirebbero bonazzi. Con una classe stratosferica. E con una faccia tosta ancora più grande.
E la seconda cosa bella è che tutta la canzone è un MOSTRUOSO DUE DI PICCHE a tutti quegli ometti là fuori che hanno un ego talmente smisurato da dover comprare due biglietti del treno quando viaggiano, perchè se no non ci stanno.
E per questo sorella Shania, che questa rientra tra le canzoni di cui mi vergogno tanto, ma proprio tanto, ma che apprezzo tanto, ma proprio tanto.
E adesso che mi sono sputtanata, voglio sapere le vostre.
Coraggio, non fate i duri e i puri: tutti ne abbiamo almeno una. Se poi decidete di fare i sinceri, il numero sale almeno a tre o quattro.
Io ne ho due di cui mi vergogno particolarmente, non perchè siano in realtà brutte o cantate male, ma perchè sono proprio lontane anni luce da ciò che io definisco e credo sia musica.
E adesso vi svelerò anche quali sono.
La prima è Man I Feel Like A Woman. di Shania Twain.
Lo ammetto. Canticchiare quella canzone mentre mi vesto mi fa sentire bella, mi fa sentire bene cazzo!
Cioè per un attimo, mi sento proprio Shania Twain, e ragazzi, quella donna è proprio figa!
La canto davanti allo specchio oppure anche nel mezzo della mia stanza, immaginando di avere un microfono in mano (cosa che non mi sono mai sognata di fare invece con una canzone dei Darkthrone XD, però lo ammetto l'ho fatto con alcune canzoni dei Satyricon...)
Se dovessi sentire questa canzone mentre sono in un locale, probabilmente la snobberei. Però ragazzi, dentro di me starei ballando.
E poi parliamo del testo.
Uomo, io mi sento donna.
Praticamente, ve lo riassumo, Shania dice che vuole uscire e vuole divertirsi. E vuole tanto farlo, divertirsi eh, e dice che la prerogativa di essere donna è che ogni tanto ci si diverte. Se si è come lei, di sicuro, togliendo anche l'ogni tanto..
E vuole sentirsi libera e anche un pò pazza. Insomma, secondo me è la canzone perfetta se vuoi uscire e prendere l'atteggiamento giusto.
E dico anche il video è bello. Cioè è carino. Almeno fa ridere. In questo caso è l'uomo che è visto come oggetto, tutti vestiti uguali, con i muscoli in mostra (che a me personalmente non piacciono, ma che alla cara Shania probabilmente faranno tremare i pizzi).
(Io vi posto il video, nel caso qualcuno voglia tentare :P)
La seconda canzone è ancora più indecente.
E guarda caso è sempre della donna qua sopra.
E anche questa volta si parla di voi MASCHIETTI.
Si chiama That Don't Impress Me Much.
Ora va bene, lasciamo perdere il completino leopardato e i vari maschietti che insipidi l'uno dopo l'altro si danno il cambio nel video.
La cosa bella, beh una delle, è prima di tutto il due di picche che la nostra signorina lancia a una quantità sfacciata di quelli che alcune ragazze definirebbero bonazzi. Con una classe stratosferica. E con una faccia tosta ancora più grande.
E la seconda cosa bella è che tutta la canzone è un MOSTRUOSO DUE DI PICCHE a tutti quegli ometti là fuori che hanno un ego talmente smisurato da dover comprare due biglietti del treno quando viaggiano, perchè se no non ci stanno.
E per questo sorella Shania, che questa rientra tra le canzoni di cui mi vergogno tanto, ma proprio tanto, ma che apprezzo tanto, ma proprio tanto.
E adesso che mi sono sputtanata, voglio sapere le vostre.
mercoledì 11 luglio 2012
Caldo
Suda, respira, agitati nella tua pelle magnifica. Rigirati su te stesso, tra le lenzuola, guardami. Lascia che i tuoi occhi infiniti e paurosi divorino la mia anima, lascia che divorino il rossore che appare ogni volta sulle mie guance quando ti vedo.
Divorami, saziati della mia carne, delle mie ossa, getta via tutto ciò che non voglio più, redimi parte di te.
Questo caldo scioglie ogni inibizione, scioglie ogni senso di essere e di esistere..
Scioglie quel meccanismo difensivo che avevo con tanta pazienza costruito..
E che ora faccio a pezzi senza problemi..
Il caldo mi ha anche fatto dimenticare..
Maledetto, orrendo, caldo sexy..
Divorami, saziati della mia carne, delle mie ossa, getta via tutto ciò che non voglio più, redimi parte di te.
Questo caldo scioglie ogni inibizione, scioglie ogni senso di essere e di esistere..
Scioglie quel meccanismo difensivo che avevo con tanta pazienza costruito..
E che ora faccio a pezzi senza problemi..
Il caldo mi ha anche fatto dimenticare..
Maledetto, orrendo, caldo sexy..
Ancora...
Se vuoi andare ti capisco
se mi lasci ti tradisco si...
ma se dormo sul tuo petto
di amarti io non smetto no
Tu stupendo sei in amore
sensuale sul mio cuore si...
se poi strappo un tuo lamento
e' importante questo mio momento
perché
Io ti chiedo ancora
il tuo corpo ancora
le tue braccia ancora
di abbracciarmi ancora
di amarmi ancora
di pigliarmi ancora
farmi morire ancora
perché ti amo ancora...
Confusione la tua mente
quando ama completamente si...
con le sue percezioni
mette a punto le mie inclinazioni
perché
Io ti chiedo ancora
la tua bocca ancora
le tue mani ancora
sul mio collo ancora
di restare ancora
consumarmi ancora
perché ti amo ancora
ancora ancora ancora
Ancora si...
Quando una canzone dice esattamente quello che si sente in un determinato momento..
Ancora..
mercoledì 23 maggio 2012
Giovanni Falcone
Popolo italiano, non scordarti dei tuoi eroi.
Non lasciarti affascinare da falsi idoli coperti di lustrini,
non lasciarti distrarre da balletti e musichette.
Ricorda chi per te, popolo, ha donato la sua vita
chi non ha avuto paura di combattere
e morire, per te, popolo ingrato.
Ingrato, si, ingrato, perchè non meriti eroi come lui.
Non meriti eroi che mettono sull'altare del sacrificio
se stessi, il loro cuore, il loro amore.
Ricordali, popolo italiano, perchè quel giorno a Capaci,
codardi uomini di mafia, altro che d'onore,
decisero che un uomo doveva morire,
perchè chi si alza e combatte, anche se da solo,
fa paura.
Perchè al suo fianco se ne potrebbero alzare altri,
e allora le cose potrebbero davvero cambiare.
Ricorda Giovanni.
Io ricordo e sorrido all'idea che quell'uomo
sia per me il motivo che mi spinge ad aprire ogni nuovo libro,
a studiare
e ad amare quello che faccio.
Io mi alzo.
E ricordo.
Non lasciarti affascinare da falsi idoli coperti di lustrini,
non lasciarti distrarre da balletti e musichette.
Ricorda chi per te, popolo, ha donato la sua vita
chi non ha avuto paura di combattere
e morire, per te, popolo ingrato.
Ingrato, si, ingrato, perchè non meriti eroi come lui.
Non meriti eroi che mettono sull'altare del sacrificio
se stessi, il loro cuore, il loro amore.
Ricordali, popolo italiano, perchè quel giorno a Capaci,
codardi uomini di mafia, altro che d'onore,
decisero che un uomo doveva morire,
perchè chi si alza e combatte, anche se da solo,
fa paura.
Perchè al suo fianco se ne potrebbero alzare altri,
e allora le cose potrebbero davvero cambiare.
Ricorda Giovanni.
Io ricordo e sorrido all'idea che quell'uomo
sia per me il motivo che mi spinge ad aprire ogni nuovo libro,
a studiare
e ad amare quello che faccio.
Io mi alzo.
E ricordo.
venerdì 11 maggio 2012
Giri l'angolo e....
Giri un angolo, uno qualsiasi e poof dal nulla misteriosamente può spuntare qualcuno, un'apparizione, un miraggio, un soggetto vero e proprio.
Liberi la tua mente per un istante, un solo istante, e allora capisci. Capisci che intorno a te c'è un mondo di svariati pesci (occhiolino occhiolino) che sono lì, in quel mare e che nuotano nuotano attorno a te.
E allora rifletti e dici io che sono stata qui, chiusa dentro questo cazzo di anemone, continuando a pungermi e a farmi male quando PROPRIO QUI, c'era qualcuno che merita un pò di attenzione.
Eh beh ma alla fine è così no? Fosse semplice, l'amore non sarebbe così bello e intrigante, fosse lineare e senza problemi sarebbe banale e noioso e forse i poeti avrebbero preferito scrivere di altro.
Perchè in fondo è così, ammettiamolo tutti, donne e uomini, è veramente così: a noi piace incasinarci, renderci la vita difficile, ci piacciono le sfide.
A noi donne piace il bastardo, ci piace pensare che per noi si trasformerà miracolosamente in Mister Perfezione, che ci coccolerà, ci amerà e smetterà di essere il figlio di puttana che in sostanza è.
Diciamolo, ammettiamolo una buona volta. Speriamo che lui cambi per noi, che rimanga un pò rude si, ma dolce e romantico. Insomma vogliamo un soggetto schizofrenico.
E gli uomini? Beh qui è ancora più difficile: o gli piacciono le stronze, quelle che se la tirano manco ce l'avessero firmata dal padre eterno e ricoperta d'oro, quelle che li ignorano e che li usano come zerbini, e allora diventano veri e propri zerbinetti con tanto di scritta benvenuti sulla fronte, o incontrano una ragazza dolce e gentile e allora fanno loro gli stronzi.
Poi c'è l'incastro perfetto ed è quando seriamente due persone non cercano affatto, non vogliono niente e nessuno a fianco e misteriosamente voltando l'angolo trovano qualcuno di perfetto o quasi.
Ho voltato l'angolo, proprio oggi.
E ho trovato quel misterioso individuo di cui parlavo proprio nell'ultimo post, Vorrei.
Quello dagli occhi intensi e dalla voglia di vivere. Dal sorriso solare e dalla voglia di cambiare questo mondo.
Ma dov'era finito in tutto questo tempo??????
Liberi la tua mente per un istante, un solo istante, e allora capisci. Capisci che intorno a te c'è un mondo di svariati pesci (occhiolino occhiolino) che sono lì, in quel mare e che nuotano nuotano attorno a te.
E allora rifletti e dici io che sono stata qui, chiusa dentro questo cazzo di anemone, continuando a pungermi e a farmi male quando PROPRIO QUI, c'era qualcuno che merita un pò di attenzione.
Eh beh ma alla fine è così no? Fosse semplice, l'amore non sarebbe così bello e intrigante, fosse lineare e senza problemi sarebbe banale e noioso e forse i poeti avrebbero preferito scrivere di altro.
Perchè in fondo è così, ammettiamolo tutti, donne e uomini, è veramente così: a noi piace incasinarci, renderci la vita difficile, ci piacciono le sfide.
A noi donne piace il bastardo, ci piace pensare che per noi si trasformerà miracolosamente in Mister Perfezione, che ci coccolerà, ci amerà e smetterà di essere il figlio di puttana che in sostanza è.
Diciamolo, ammettiamolo una buona volta. Speriamo che lui cambi per noi, che rimanga un pò rude si, ma dolce e romantico. Insomma vogliamo un soggetto schizofrenico.
E gli uomini? Beh qui è ancora più difficile: o gli piacciono le stronze, quelle che se la tirano manco ce l'avessero firmata dal padre eterno e ricoperta d'oro, quelle che li ignorano e che li usano come zerbini, e allora diventano veri e propri zerbinetti con tanto di scritta benvenuti sulla fronte, o incontrano una ragazza dolce e gentile e allora fanno loro gli stronzi.
Poi c'è l'incastro perfetto ed è quando seriamente due persone non cercano affatto, non vogliono niente e nessuno a fianco e misteriosamente voltando l'angolo trovano qualcuno di perfetto o quasi.
Ho voltato l'angolo, proprio oggi.
E ho trovato quel misterioso individuo di cui parlavo proprio nell'ultimo post, Vorrei.
Quello dagli occhi intensi e dalla voglia di vivere. Dal sorriso solare e dalla voglia di cambiare questo mondo.
Ma dov'era finito in tutto questo tempo??????
giovedì 10 maggio 2012
Vorrei
Vorrei tanto....
...un pò di tranquillità
...un abbraccio, sincero.
...un pò di tempo per me, solo per me, in tranquillità, senza pensare a niente.
...avere qualcosa per cui sorridere davvero
...un ragazzo di cui innamorarmi, qualcuno per cui valga davvero la pena distrarsi mentre si studia, per cui valga la pena ascoltare una canzone d'amore e pensare a lui, uno che oltre lo sguardo intenso abbia un'idea per cui vivere, che abbia la voglia di fare qualcosa per cambiare questo mondo, un ragazzo gentile, che sorride e che nel suo sorriso abbia la dolcezza e la forza di chi vuole davvero vivere.
...la forza di non innamorarmi di un semplice stronzo solo perchè spende due parole buone per me
...la forza di capire che c'è davvero quel qualcuno che cerco.
...vedere un mondo migliore, almeno per i miei figli.
...smettere di piangere ogni sera.
...un pò di tranquillità
...un abbraccio, sincero.
...un pò di tempo per me, solo per me, in tranquillità, senza pensare a niente.
...avere qualcosa per cui sorridere davvero
...un ragazzo di cui innamorarmi, qualcuno per cui valga davvero la pena distrarsi mentre si studia, per cui valga la pena ascoltare una canzone d'amore e pensare a lui, uno che oltre lo sguardo intenso abbia un'idea per cui vivere, che abbia la voglia di fare qualcosa per cambiare questo mondo, un ragazzo gentile, che sorride e che nel suo sorriso abbia la dolcezza e la forza di chi vuole davvero vivere.
...la forza di non innamorarmi di un semplice stronzo solo perchè spende due parole buone per me
...la forza di capire che c'è davvero quel qualcuno che cerco.
...vedere un mondo migliore, almeno per i miei figli.
...smettere di piangere ogni sera.
Me, solo me, intensamente me...
Errori. Quanti errori ho fatto.
Il primo è stato essere completamente me stessa, non ho innalzato muri ne preso distanze.
Come direbbe un mio amico, hai dato troppo Federì!
Mi sono aperta e credevo fosse bello. Eppure no, quando mi avvicinavo tu ti allontanavi, te ne fregavi, quando io mi allontanavo tu tornavi per poi tornare a essere glaciale.
I tira e molla non mi piacciono. Sono complicati, faticosi e stupidi.
Non mi piacciono neanche le strategie. Sono semplice e diretta.
Sono stata me stessa e non sono una di quelle che se la tirano, che fanno le fighette, non sono proprio così.
Sono limpida.
Quello che penso è quello che dico. Evidentemente non sei così.
E dico quello che penso quando lo penso e se ho dei problemi o delle cose non chiare con una persona io le chiarisco. Più semplice di così non può essere cazzo.
Non sono pippe mentali, sono solo una ragazza che nota certe cose e se te le chiedo vuol dire che con poco, con un no non è vero, puoi uscirne e cavartela.
Puoi tranquillizzarmi. oppure dirmi si è così.
Scegli tu. Ma ho chiesto solo chiarezza e ho ottenuto indifferenza e noncuranza e io odio sia l'una che l'altra.
E odio il fatto che tu continui a tornarmi in mente e continuano a tornarmi in mente quelle parole odiose LE TUE SOLITE PIPPE MENTALI, NON HO VOGLIA DI PARLARNE.
E odio il fatto che ho deciso di mollare, ma lo faccio per me stessa. Ho deciso di ignorarti, di far finta che la parentesi che si è aperta non sia mai esistita. E forse tu un giorno tornerai a parlarmi.
Ma odio il fatto che so già che quel giorno, sarò io a non risponderti.
Il primo è stato essere completamente me stessa, non ho innalzato muri ne preso distanze.
Come direbbe un mio amico, hai dato troppo Federì!
Mi sono aperta e credevo fosse bello. Eppure no, quando mi avvicinavo tu ti allontanavi, te ne fregavi, quando io mi allontanavo tu tornavi per poi tornare a essere glaciale.
I tira e molla non mi piacciono. Sono complicati, faticosi e stupidi.
Non mi piacciono neanche le strategie. Sono semplice e diretta.
Sono stata me stessa e non sono una di quelle che se la tirano, che fanno le fighette, non sono proprio così.
Sono limpida.
Quello che penso è quello che dico. Evidentemente non sei così.
E dico quello che penso quando lo penso e se ho dei problemi o delle cose non chiare con una persona io le chiarisco. Più semplice di così non può essere cazzo.
Non sono pippe mentali, sono solo una ragazza che nota certe cose e se te le chiedo vuol dire che con poco, con un no non è vero, puoi uscirne e cavartela.
Puoi tranquillizzarmi. oppure dirmi si è così.
Scegli tu. Ma ho chiesto solo chiarezza e ho ottenuto indifferenza e noncuranza e io odio sia l'una che l'altra.
E odio il fatto che tu continui a tornarmi in mente e continuano a tornarmi in mente quelle parole odiose LE TUE SOLITE PIPPE MENTALI, NON HO VOGLIA DI PARLARNE.
E odio il fatto che ho deciso di mollare, ma lo faccio per me stessa. Ho deciso di ignorarti, di far finta che la parentesi che si è aperta non sia mai esistita. E forse tu un giorno tornerai a parlarmi.
Ma odio il fatto che so già che quel giorno, sarò io a non risponderti.
martedì 8 maggio 2012
17 anni (una dedica speciale)
Siamo la generazione di internet. Per noi ormai è ancora più normale usare il computer che il telefono. Ormai più che i messaggi si inviano le email. Per chiamare? Si usa Skype, chiaro.
Qualche anno fa, nei miei teneri 17 anni, mi capitò proprio su internet di conoscere un ragazzo. Una persona che per me è stata davvero fondamentale, che fin dall'inizio mi ha dato l'idea di qualcuno che c'ha i controcoglioni. Stasera l'ho risentito dopo tanto tempo, mi ha fatto una domanda: ma hai scritto anche di me nei tuoi blog? Io gli ho risposto di no, per un semplice motivo, un motivo che può sembrare banale, stupido, ma che è reale: non ho niente da recriminargli.
Mi ricordo ancora i primi mesi in cui ho parlato con lui, tramite IRC, tramite il vecchio msn, poi quelle telefonate fino all'alba. Dall'una alle sette di mattina, anche magari parlando di stronzate, ma parlando veramente, ridendo, a volte scontrandoci, perchè siamo diversi, ma quante ore, quante?
Posso scrivere la reale verità qui, perchè lui mi legge come un libro aperto. A volte questa non è una cosa buona, ma è davvero così.
Mi sono innamorata di lui.
Gli ho voluto davvero bene, quel bene, o meglio quell'amore (chiamiamo le cose con il loro nome) che solo nell'adolescenza si può provare. Quel sognarlo ad occhi aperti.
E non lo conoscevo. Conoscevo solo il suo nick, il suo vero nome e la sua voce.
Sembra da pazzi vero?
Eppure è così. Lo ammetto, senza problemi, visto che lui lo sa, vero? (adesso starai sorridendo, pensando questa è proprio fuori!)
La prima volta che l'ho visto era agosto. Faceva un caldo maledetto e mi ricordo ancora che io indossavo una maglietta dei Clairvoyants e che abbiamo passeggiato per una Milano deserta. Io ero in imbarazzo. Non sapevo cosa dire o cosa fare.
Lui aveva ancora i capelli lunghi. E da qualche parte c'è ancora una vecchia foto di lui quel pomeriggio.
E mi ricordo gli sms di quell'estate. A centinaia. Che per anni ho tenuto gelosamente nel mio cellulare, fino a che li ho lasciati andare, così come ho lasciato andare quel ricordo romantico di te.
E ricordo le rare volte in cui ti ho visto. Una manciata di ore passate assieme. Delle risate, qualche birra, qualche sigaretta, molti silenzi, ma mai imbarazzanti.
E mi ricordo di te, mi ricordo di come comunque siamo diventati amici.
E mi ricordo anche di poco tempo fa (forse un anno e mezzo, forse di meno, forse di più) in cui tu mi hai detto che sapevi cosa provavo. Sapevi, perchè sai leggermi dentro. Te lo dico, mi sono sentita morire. Mi sono sentita male, perchè avevo un segreto, uno solo, e l'avevo portato dentro per anni con fatica e con tanta pazienza e tu l'avevi semplicemente capito.
Forse da quegli abbracci. Di quegli addii in metropolitana, in cui io mi aggrappavo a te e trattenevo quei singhiozzi, ma sono sicura che sai anche questo.
Ho parlato di te in passato, in altri luoghi.
Ho parlato di te così tanto in passato che credevo di non avere più nulla da dire.
E invece questo fiume di parole mi è venuto fuori violento e dolce, solo a risentirti, solo a ricordare quel pomeriggio assolato di agosto.
E a pensare a quante volte ho ascoltato Think about you, a ripetizione, pensando davvero a te.
E a pensare adesso a quanto non serve sentirti ogni giorno, perchè ogni volta riprendiamo da dove abbiamo interrotto.
Quell'ultima birra in quel freddo glaciale, in quel pub quasi fuori Milano. I silenzi. Che non hanno bisogno di essere riempiti. Perchè essere vicini, da amici, e volersi bene, vuol dire anche questo. Lasciare che il vento scorra gelido e che i silenzi seguano il loro corso.
Non c'è bisogno di parole per dirti che per me sei stato importante, che per te si ho sofferto, ma che non ho mai desiderato tornare indietro, perchè le lacrime che ho versato sono il vero simbolo di quanto tu sei stato importante per me. Perchè non sono mai e dico MAI cadute a causa di un tuo gesto o di una tua parola.
Non è necessario scrivertelo, ma ho deciso di farlo. Perchè in fondo qui ho scritto di tante persone che neanche meritano una sola parola. E non scrivere di te, sarebbe ingiusto.
E non scrivere quanto è bello adesso averti accanto, amico, Ramarro (ti ricordi?) sarebbe sbagliato. Sarebbe mentire.
Scusa (ma anche no) se non ti chiamo SINDACO
I risultati ormai ci sono. Alcuni andranno al ballottaggio.
Ma chi non ci andrà è la ridente cittadina di Rosello, 322 anime, in provincia di Chieti, piccola, tranquilla, situata nell'entroterra abruzzese, che può vantare Chiese e tanto altro.
Un paesino come tanti altri che però da oggi, anzi in realtà da ieri, può vantare (?) di avere come sindaco Federico Moccia. Per chi non lo conoscesse (oh tu essere fortunato fuggi da questa pagina e rimani in quel fortunato limbo!) è lo scrittore che a detta di quasi tutti fa sognare le teen ager italiane con i suoi libri.
Tre metri sopra il cielo, Scusa ma ti chiamo amore, Amore 14. Da cui poi sono stati tratti i film omonimi CHE HA GIRATO LUI e che hanno lanciato attori come Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti (di cui francamente potevo fare a meno, almeno io).
Con l'89% dei voti Moccia si porta a casa la striscia tricolore, ma ha scatenato in me una domanda alquanto semplice: chi sono i dementi che l'hanno votato?
Ora niente da dire, se vuoi leggerti Moccia invece di leggerti qualcosa d'altro, fatti tuoi. Non sono contro i romanzetti d'amore. Proprio oggi discutendo di libri è saltato fuori il nome di Sophie Kinsella, una scrittrice leggera, carina, divertente e i suoi libri parlano d'amore in tutte le salse, con qualche accenno al comico. Lei mi piace, perchè non è scontata. I libri di Moccia sono scontati.
Sono davvero ma davvero scontati. Gli Harmony in confronto sono grandi classici del novecento. E ho detto veramente tutto. Ma ripeto ognuno è libero di fare quello che vuole. Vuoi leggere Moccia e sognare che il bastardo di turno in realtà sia un cucciolone che non aspetta altro che te per trasformarsi misteriosamente nel principino azzurro? Ok, fallo.
Ma la gestione di una città è tutt'altra cosa. Rosello, cara cittadina, ridente villaggio abruzzese, sei proprio nella melma. Perchè davvero se Moccia ha intenzione di fare il sindaco come scrive i suoi libri, sei proprio nella merda.
Mi sembrava corretto dirtelo, cara Rosello, anche se non sono mai stata nelle tue vie e non credo che d'ora in poi lo farò. La città di Moccia, casualmente la moglie è proprio di quel paesino, ma tu guarda che coincidenza, non credo la vedrò mai. Ma spero vivamente che almeno questo impegno istituzionale impedisca a quel PAGLIACCIO CHE SI DEFINISCE SCRITTORE di pubblicare altri disastri letterari.
Lo spero con tutto il cuore.
Ma chi non ci andrà è la ridente cittadina di Rosello, 322 anime, in provincia di Chieti, piccola, tranquilla, situata nell'entroterra abruzzese, che può vantare Chiese e tanto altro.
Un paesino come tanti altri che però da oggi, anzi in realtà da ieri, può vantare (?) di avere come sindaco Federico Moccia. Per chi non lo conoscesse (oh tu essere fortunato fuggi da questa pagina e rimani in quel fortunato limbo!) è lo scrittore che a detta di quasi tutti fa sognare le teen ager italiane con i suoi libri.
Tre metri sopra il cielo, Scusa ma ti chiamo amore, Amore 14. Da cui poi sono stati tratti i film omonimi CHE HA GIRATO LUI e che hanno lanciato attori come Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti (di cui francamente potevo fare a meno, almeno io).
Con l'89% dei voti Moccia si porta a casa la striscia tricolore, ma ha scatenato in me una domanda alquanto semplice: chi sono i dementi che l'hanno votato?
Ora niente da dire, se vuoi leggerti Moccia invece di leggerti qualcosa d'altro, fatti tuoi. Non sono contro i romanzetti d'amore. Proprio oggi discutendo di libri è saltato fuori il nome di Sophie Kinsella, una scrittrice leggera, carina, divertente e i suoi libri parlano d'amore in tutte le salse, con qualche accenno al comico. Lei mi piace, perchè non è scontata. I libri di Moccia sono scontati.
Sono davvero ma davvero scontati. Gli Harmony in confronto sono grandi classici del novecento. E ho detto veramente tutto. Ma ripeto ognuno è libero di fare quello che vuole. Vuoi leggere Moccia e sognare che il bastardo di turno in realtà sia un cucciolone che non aspetta altro che te per trasformarsi misteriosamente nel principino azzurro? Ok, fallo.
Ma la gestione di una città è tutt'altra cosa. Rosello, cara cittadina, ridente villaggio abruzzese, sei proprio nella melma. Perchè davvero se Moccia ha intenzione di fare il sindaco come scrive i suoi libri, sei proprio nella merda.
Mi sembrava corretto dirtelo, cara Rosello, anche se non sono mai stata nelle tue vie e non credo che d'ora in poi lo farò. La città di Moccia, casualmente la moglie è proprio di quel paesino, ma tu guarda che coincidenza, non credo la vedrò mai. Ma spero vivamente che almeno questo impegno istituzionale impedisca a quel PAGLIACCIO CHE SI DEFINISCE SCRITTORE di pubblicare altri disastri letterari.
Lo spero con tutto il cuore.
lunedì 7 maggio 2012
Un sincero vaffanculo, con tutto il mio cuore
A volte bisogna levarsi i sassolini dalle scarpe, perchè a lungo, a tenerli lì, rischiano di farti veramente male...
Perciò oggi voglio essere generosa e voglio spargere un pò di vaffanculo:
-a te che ti senti tanto superiore da credere che io non capisca quando parli di ME... FUCK YOU!
-a te che ti senti tanto figa da potermi guardare male in metropolitana e ridere con le tue amichette stupide, tre teste vuote che capiscono solo Firmato=compra, tutto il resto schifo... FUCK YOU
-a te che a lezione ti occupi metà aula per i tuoi amici che non si prendono neanche la briga di arrivare non dico prima, ma almeno puntuali, mentre io e tre mie compagne dobbiamo a)litigare con te per ottenere tre posti o b) sederci sulle scale o per terra... FUCK YOU
-a te che dici tanto votare non serve a nulla, sono tutti uguali, e poi ti lamenti di chi è stato eletto.. VAI A VOTARE LA PROSSIMA VOLTA STRONZO! (e comunque sempre Fuck You!)
-a te che fai l'alternativo, il diverso postando cose idiote sulla tua bacheca di Facebook e poi fai su una storia atroce, come un bambino di due anni, per uno scudetto... MA CHE PENA!
-a te che pensi che sia sufficiente dire ho fatto il classico per essere una persona di spessore... NON HAI CAPITO UN CAVOLO DELLA VITA!
-a te che pensi che sia sufficiente scrivere Giurisprudenza tra le cose che hai fatto per far pensare agli altri che sei una persona seria e colta.. MA PER FAVORE!
-a te che pensi che Giurisprudenza sia solo la base per il lavoro e non una reale passione (e nonostante tutto ti ci iscrivi) FUCK YOU
-a chi pensa seriamente che giurisprudenza sia una facoltà per lobotomizzati o per gente stupida e senza valore (mentre invece ho trovato delle persone straordinarie) e che non si possa avere un reale amore e una reale passione per questa materia NON CAPISCI PROPRIO NIENTE. VAI A FARE ALTRO ALLORA!
-a te che mi hai usato, buttato, ripreso e poi buttato di nuovo, che mi ignori, che non capisci che magari anche io ho dei problemi e magari parlarne con te, che sei esterno a tutto, mi aiuterebbe, e che TE NE FREGHI CAVOLO, TE NE FREGHI E NON TE N'è MAI FREGATO UNO STRACAVOLO DI NIENTE.... Non ti dico neanche vaffanculo. Non te lo meriti.
-a quegli amici che ogni tanto spariscono, ricompaiono quando hanno bisogno e poi spariscono di nuovo... un pò come le zanzare..
-a te e non perchè tu sia stronzo, o perfido, o abbia fatto qualcosa di male, ma perchè sei fottutamente lontano anni luce da me, sei veramente lontanissimo da me, perchè sei bello, hai talento e io.. mi sento inferiore.. (e forse il vaffa dovrei pigliarmelo io).
-a te e anche a te che mi giudicate male, mi guardate male e credete con questo di avermi abbattuto, quando invece penso solo che una sia veramente una grandissima perdente che non farà mai nulla nella vita e l'altra che sia una con un grande talento che spende veramente troppo tempo ad odiare.
-e infine a te. Fratello, amico, maestro, signore, SEI STATO TUTTO. E io ancora ti voglio un bene dell'anima, ma le cicatrici che mi hai lasciato tu, internamente e non solo, non andranno mai via. Sono cicatrici permanenti che mi ricorderanno in eterno di non amare più così, dando tutto di me stessa, il 100%.
Ma non ti dirò vaffanculo. Ti dirò solo la verità: sei stato uno stronzo ma senza saperlo. E sono contenta di aver trovato un equilibrio con te.
Perciò oggi voglio essere generosa e voglio spargere un pò di vaffanculo:
-a te che ti senti tanto superiore da credere che io non capisca quando parli di ME... FUCK YOU!
-a te che ti senti tanto figa da potermi guardare male in metropolitana e ridere con le tue amichette stupide, tre teste vuote che capiscono solo Firmato=compra, tutto il resto schifo... FUCK YOU
-a te che a lezione ti occupi metà aula per i tuoi amici che non si prendono neanche la briga di arrivare non dico prima, ma almeno puntuali, mentre io e tre mie compagne dobbiamo a)litigare con te per ottenere tre posti o b) sederci sulle scale o per terra... FUCK YOU
-a te che dici tanto votare non serve a nulla, sono tutti uguali, e poi ti lamenti di chi è stato eletto.. VAI A VOTARE LA PROSSIMA VOLTA STRONZO! (e comunque sempre Fuck You!)
-a te che fai l'alternativo, il diverso postando cose idiote sulla tua bacheca di Facebook e poi fai su una storia atroce, come un bambino di due anni, per uno scudetto... MA CHE PENA!
-a te che pensi che sia sufficiente dire ho fatto il classico per essere una persona di spessore... NON HAI CAPITO UN CAVOLO DELLA VITA!
-a te che pensi che sia sufficiente scrivere Giurisprudenza tra le cose che hai fatto per far pensare agli altri che sei una persona seria e colta.. MA PER FAVORE!
-a te che pensi che Giurisprudenza sia solo la base per il lavoro e non una reale passione (e nonostante tutto ti ci iscrivi) FUCK YOU
-a chi pensa seriamente che giurisprudenza sia una facoltà per lobotomizzati o per gente stupida e senza valore (mentre invece ho trovato delle persone straordinarie) e che non si possa avere un reale amore e una reale passione per questa materia NON CAPISCI PROPRIO NIENTE. VAI A FARE ALTRO ALLORA!
-a te che mi hai usato, buttato, ripreso e poi buttato di nuovo, che mi ignori, che non capisci che magari anche io ho dei problemi e magari parlarne con te, che sei esterno a tutto, mi aiuterebbe, e che TE NE FREGHI CAVOLO, TE NE FREGHI E NON TE N'è MAI FREGATO UNO STRACAVOLO DI NIENTE.... Non ti dico neanche vaffanculo. Non te lo meriti.
-a quegli amici che ogni tanto spariscono, ricompaiono quando hanno bisogno e poi spariscono di nuovo... un pò come le zanzare..
-a te e non perchè tu sia stronzo, o perfido, o abbia fatto qualcosa di male, ma perchè sei fottutamente lontano anni luce da me, sei veramente lontanissimo da me, perchè sei bello, hai talento e io.. mi sento inferiore.. (e forse il vaffa dovrei pigliarmelo io).
-a te e anche a te che mi giudicate male, mi guardate male e credete con questo di avermi abbattuto, quando invece penso solo che una sia veramente una grandissima perdente che non farà mai nulla nella vita e l'altra che sia una con un grande talento che spende veramente troppo tempo ad odiare.
-e infine a te. Fratello, amico, maestro, signore, SEI STATO TUTTO. E io ancora ti voglio un bene dell'anima, ma le cicatrici che mi hai lasciato tu, internamente e non solo, non andranno mai via. Sono cicatrici permanenti che mi ricorderanno in eterno di non amare più così, dando tutto di me stessa, il 100%.
Ma non ti dirò vaffanculo. Ti dirò solo la verità: sei stato uno stronzo ma senza saperlo. E sono contenta di aver trovato un equilibrio con te.
domenica 6 maggio 2012
Ira funesta
Ci sono molte cose che nella vita mi fanno incazzare.
Il caffè venuto male ad esempio. Niente mi rovina la giornata più del caffè venuto male, di quello che ti fa storcere il naso, la bocca e lo stomaco. E il peggio è non sapere cosa hai sbagliato.
Hai fatto tutto quello che fai di solito quando prepari il caffè, niente di più niente di meno. Eppure alcune mattine viene benissimo, altre viene una poltiglia che non può neanche essere considerata fanghiglia.
Un'altra cosa è uscire presto la mattina, prendere la metro e farmi sei fermata stipata come una sardina, beccando anche la tipa che solitamente si piazza davanti alla porta e non si scolla neanche con un calcio in culo. Figurarsi con un permesso. Scatena solitamente il mio peggior lato da misantropa.
Un altro esempio? I ritardi. Non li sopporto.
Ora nessuno vi dice di arrivare al livello maniacale e nevrotico della sottoscritta. Assolutamente no.
Ma dico a meno che non ci sia un ritardo di un treno o simili (indipendenti dalla vostra volontà) arrivare puntuali è veramente semplice.
Ne volete sapere altre? (beh direi si, visto che siete arrivati fino a questo punto)
Eccole tutte per voi:
1)la saccenza, specialmente se strutturata su una sana e robusta ignoranza.
2) il falso moralismo di alcuni vegetariani (piccola spiegazione: non ho nulla contro il vegetarianesimo, anzi stimo coloro che sono vegetariani e li rispetto. Tuttavia c'è da fare un piccolo appunto: ci sono alcuni vegetariani in giro per il mondo che si ergono a eroi del rispetto per le altre creature, ma che nella riga dopo asseriscono di voler vedere morti coloro che mangiano la carne, o che comunque si dimostrano violenti e quanto mai irosi contro coloro che hanno scelto una via differente dalla loro. Io sono stata chiamata più volte su un sito, in cui peraltro ho cercato di intavolare un discorso serio, rispettoso e seriamente interessato, mangiacadaveri e non ho mai, se non per un caso, avuto una risposta che non fosse infarcita di insulti e di quant'altro.)
3)I poser (chiamasi poser colui/colei che fa il metallaro plus e poi passa il suo tempo non ad ascoltare la musica, ma a pensare a cosa fare per atteggiarsi a metallaro.)
4) Quelli che dicono che a giurisprudenza si impara tutto a memoria, sai che sforzo (tesoro passa diritto costituzionale e diritto privato al primo turno e forse allora potrò considerare di parlarti).
5)Quelli che vedono film e leggono libri solo in base allo schieramento politico.
6)CL (in generale.)
7)Quelli che devono sempre dire "No ma tu non sai, io so. No ma tu non hai letto, io si. No ma io avevo un amico, un cugino, uno zio, una qualsiasi persona e quindi le cose le so e invece tu no."
8) Il razzismo (lo so sembra frase fatta, ma è così, non lo concepisco.) IN TUTTE LE SUE FORME
9)Quelli che ti ignorano, senza motivo, quando magari tu avresti bisogno solo di qualcuno che ti ascolti. Però quando hanno bisogno loro, allora ci devi essere.
10) Questo dilagante voler essere alternativi, sempre alternativi a qualcosa, sempre alternativi all'alternativo, perchè se sei come sei veramente non sei alternativo, non sei cool. Ma cosa cazzo vi fumate????
(Post iniziato con seria e profonda voglia di scherzare e che invece boh.. è finito un pò più serio del previsto).
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