martedì 11 dicembre 2012
Ti prego, resisti
Le parole sono come il vento.
No non è vero. Sono come pugnali. Ti colpiscono, ti cascano addosso e tu non puoi fare altro che constatare le ferite dopo tutto questo.
Vedere quanto sangue è sgorgato da quelle ferite.
Capire se ancora respiri.
E se respiri cerchi di farlo piano, buttando fuori tutto quel dolore che hai dentro.
Che ti resta. Non se ne va mai del tutto. Perchè al suo posto compaiono mille cicatrici. Mille piccoli segni di quanto hai sofferto.
Di quanto quelle parole ti abbiano segnato.
Di quanto ricordi di quegli attimi terribili.
La rabbia che scorre imperterrita, mentre quel fiume di parole mi travolge, mi segna.
Dio non riesco neanche a scrivere qualcosa di sensato.
Ma ho tanto di quel dolore dentro da non riuscire nemmeno a capire come scrivere quello che voglio dire.
Non mollare ti prego.
Non lasciare che la vita scivoli via dalle tue mani.
Quella vita così importante, così bella, così intensa.
Non lasciarti annegare nel fiume della rabbia e del dolore.
Sfogala, su di me se vuoi, quella rabbia che ti fa soffrire.
Sfogala sulla mia pelle, che ne ha tante ormai di cicatrici.
Non mi importa di averne altre, se so che hanno un senso.
Getta tutto su di me.
Lascia che io sia la tua roccia.
Lascia che io stia lì ad accarezzarti la testa e a dirti che tutto andrà bene.
Lascia che io ti stia accanto.
Resisti ti prego, non mollare.
Fallo per tutte le risate.
Fallo per quei sorrisi.
Fallo per quegli abbracci senza fine in quella metropolitana affollata.
Fallo per le mie mani che si aggrappavano a te senza speranza.
Fallo per le lacrime che ho versato per te. Per il ricordo di te.
Per il ricordo della tua voce.
Fallo perchè devi farlo, perchè se molli tu, mollo anche io.
Non avrebbe senso continuare a resistere in un mondo dove tu non ci sei.
Resisti, Francesco.
Resisti.
Accanto a me.
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