lunedì 3 dicembre 2012

Dax

Ho 25 anni. Quasi 26.
Sono relativamente giovane.
Dico relativamente perché ci sono cose che purtroppo ho vissuto anche io, cose che in un paese "civile" non si dovrebbero vivere. Eppure sono marchiate a fuoco nella mia mente. Sono cose che non si cancelleranno mai e che fanno parte della persona che sono diventata.
Ieri un compagno è stato accoltellato da due neonazisti.
Le lame neonaziste in una città medaglia d'oro per alla resistenza sono forti.
Forti della loro codardia, forti della loro alta protezione, forti del fatto che tanto NULLA verrà fatto.
Niente viene più fatto. Non basta arrestare due individui.
E' quello che c'è dietro che è criminale. I vari Forza Nuova, Casa Pound et similari, sono associazioni CRIMINALI e ILLEGALI secondo la nostra Costituzione che condanna l'apologia di fascismo.
E mentre c'è chi inneggia al fatto che la libertà vuol dire anche libertà di essere fascista, c'è speranza di vedere in giro persone che sappiano la vera realtà: nessuno toglie il diritto di essere fascista, ma andare in giro a manifestare cantando Faccetta nera, facendo il saluto romano e inneggiando a Mussolini, cari signori, E' REATO.
Ovviamente per chi ancora tiene in considerazione la Costituzione che con tanta fatica abbiamo conquistato dopo un ventennio di dittatura violenta e sanguinaria, in cui la libertà era pari a zero.
E adesso che un altro compagno è stato accoltellato c'è chi ricorda negli articoli che questo succede agli sgoccioli dell'anniversario della morte di Dax.
E nella mia mente, come un masso, sono caduti a fiotti i ricordi di quel giorno.
Faceva freddo. Avevo sedici anni e il mio compleanno era passato da poco tempo.
E in quei teneri sedici anni, nell'innocenza di un'adolescenza ancora agli albori, mi ricordo le lacrime che scorrevano sul mio viso, il pensiero che scorreva nella mia testa di quello che aveva detto mia madre, sessantottina nel sangue e negli anni: ma ancora ci accoltellano?
E mi ricordi di aver gridato a squarciagola DAX E' VIVO E LOTTA INSIEME A NOI! LE NOSTRE IDEE NON MORIRANNO MAI! E di aver pensato sì, cazzo, sarà così, Dax è morto fisicamente, ma la sua anima, il suo coraggio, le sue idee non sono morte sulla lama di quei bastardi.
E ogni volta che alzerò il pugno lo alzerà lui con me.
Ogni volta che griderò Siempre! Lo griderà anche lui con me.
Ricordo di aver voluto vendetta. No non vendetta. Giustizia. Ricordo di aver pensato di volere dell'altro sangue per placare quella sete che lascia la morte di un amico. Di un compagno.
E' come perdere una parte di cuore. Che non tornerà.
E ricordo quel pugno alzato quando siamo sfilati davanti alla sua bara.
Quanti pugni alzati, quante lacrime sui visi, quanta rabbia.
Quanto dolore.
E adesso che la lama putrida dell'estremismo di destra ha colpito ancora una volta, facendo scorrere il sangue di un compagno, macchiandosi di sangue ROSSO, ancora ci dicono che dobbiamo stare calmi.
Noi.
Ma non è più possibile.

Davide "Dax" Cesare - Morto il 16 marzo 2003 
Accoltellato da mani fasciste. 

Il passato deve insegnare, non far dimenticare. 




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