contròllo [kon'trɔllo]
s.m.
1 sm
atto, effetto del controllare
2 sm
persona o complesso di persone incaricate di controllare qualcosa
3 sm
padronanza, dominio
Cos'è il controllo? Cos'è realmente il controllo? E' una delle tante domande che mi attanagliano il cervello, ma che oggi è di particolare importanza. Io credo che il controllo sia qualcosa che non puoi definire veramente fino a che non lo perdi. Lo perdi, ti scivola tra le mani ed è una sensazione strepitosa: senti un vago timore percorrerti la spina dorsale, un brivido freddo che dura un istante, quell'istante in cui lasci andare quel nastro di seta che ti lega al controllo di te stesso.
Lo lasci cadere a terra e lo lasci lì, guardandolo senza capire più nulla.
Perdere il controllo, perderlo o lasciarlo andare?
E' così diverso. Perderlo significa perderlo, per caso, non per colpa nostra, come direbbe il Luiso per causa non imputabile alla parte.
Lasciarlo andare invece significa gettarsi di propria volontà in un mare nero, scuro, dove non si vede nulla al di sotto della superficie. Fidarsi di chi hai di fronte a te e lasciargli le redini..
E tutto diventa un contorno offuscato, tutto diventa sfumato, senti solo quella voce che ti guida, che ha preso il controllo di te.
E a volte fa paura. Fa paura non riconoscere nessuna forma, nessun oggetto, nessun colore, riconoscere solo quel timbro di voce. Ed è quando riacquisti il controllo di te che, guardandoti indietro, vedi una strage.
E ti piace, quella strana sanguinaria opera d'arte.
Perdere il controllo, perdere il tempo, lo spazio, perdere tutto.
Lasciare solo spazio per un ricordo, terribile e insieme meraviglioso.
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