mercoledì 5 settembre 2012

Cosa faresti per me?

Il gatto di Alicia stava sempre sulla finestra. Guardava sempre giù, come una piccola vedetta e faceva andare la coda di qua e di là, sempre, ripetutamente. Alicia era sdraiata sul letto e guardava il soffitto senza vederlo realmente. Non si era neanche svestita, neanche si era tolta gli anfibi. Si era gettata sul letto e aveva sospirato. Come faceva sempre. Da ormai quattro mesi.
Alicia era stata alla Zona di guerra, un locale appena fuori Torino, come ogni sera, solo per vedere lui. Solo per vedere Tommaso, tra la gente. Stava seduta con gli amici senza parlare, con il bicchiere in mano sperando che fosse la serata giusta. Una di quelle serate in cui Tommaso le si avvicinava e la portava a casa sua. La usava? Si. Tommaso poteva avere chi voleva e Alicia lo sapeva. Forse la sceglieva perchè non c'era veramente nessuno che lo guardava come lo guardava lei.
Il cellulare di Alicia squillò. "Dove sei tesoro? Sei scomparsa." Era proprio lui.
Alicia non rispose.
Cosa sei disposta a fare per amarmi, le aveva detto l'ultima volta. "Tutto Tommy, tutto quello che vuoi." Le era sembrato infantile chiederlo. Per poche ore con lui ogni tanto lei non guardava più nessuno. Non c'era nessuno a parte lui. "E si che non è neanche bello!" Diceva la sua migliore amica, Gaia. "Guarda com'è secco, troppo alto e poi i capelli dove sono finiti? E tutti quei tatuaggi."
Alicia amava i suoi tatuaggi. A volte dopo aver fatto l'amore, lei restava lì a guardarli, sfiorandoli leggermente con le dita, mentre lui la guardava sorridendo.
Era diverso. Alicia lo avvertiva quando durante quelle notti la abbracciava, cercando quell'affetto che solo lei gli dava.
Ma quella sera, come da quattro sere, Tommaso l'aveva guardata, salutata e poi era tornato a parlare con gli amici. Alicia riprese in mano il cellulare. "Sono a casa. Buona notte."
Tommaso al locale prese in mano il cellulare e guardò il messaggio. Scosse la testa, si scusò con gli altri e uscì. Si sedette sul bordo del marciapiede e si rollò una sigaretta poi l'accese e di nuovo scosse la testa.
Non capiva.
Alicia si faceva troppi problemi. Loro stavano bene insieme, c'era una grande attrazione, perché velocizzare le cose? Perchè non godersele?
Aspirò e buttò fuori una boccata generosa di fumo.
Quella ragazza gli voleva davvero bene. Perchè non sapeva, però era così. Forse per come lo guardava. Con gli occhi che brillavano. "Vai già a letto tesoro?" La risposta stringata fu: "Si." Era arrabbiata. Tommaso non poteva farci niente. Lui di fare di più non aveva voglia e non voleva illuderla. Rimise il cellulare nella tasca e gettò la sigaretta per strada.
Si mise a camminare verso la macchina pensando ancora a quel si, così, da solo, senza niente accanto.
Come Alicia. Quella sera l'aveva guardato, gli aveva sorriso e lui come tutta risposta si era voltato dall'altra parte. Aveva fatto lo stronzo, ma gli piaceva giocare un pò per vedere fino a che punto si sarebbe spinta lei.
Cosa faresti per me Alicia? Lei aveva risposto tutto.
Cosa farei per Alicia? Non tutto.
Però qualcosa per lei farò. Forse un giorno capirà che era per il suo bene se ogni tanto sparisco, pensò Tommaso. Sono un bastardo, non deve affezionarsi a me. Entrò in macchina e si lasciò andare per un secondo. Alicia era fragile. Si era innamorata, lui lo sapeva anche se lei faceva finta di no.
Lui non era innamorato. Con lei stava bene. Dopo, parlavano, ridevano, insomma era un buon after. Ma Tommaso non poteva permettere ad Alicia di avvicinarsi. Dalla tasca tirò fuori un sacchettino, poi con cautela, sulla custodia di un cd si preparò tre strisce. La guardò, poi ne tirò una, poi un'altra, poi l'ultima. Alicia di quello non sapeva nulla. Assolutamente nulla.
Questo lo credeva lui.
Alicia pensò a quando dallo spiraglio della porta del bagno del locale aveva visto Tommaso piegarsi e sniffare due strisce di coca come se niente fosse. Poi si era acceso una sigaretta e tranquillamente se l'era fumata appoggiato al muro del bagno, aspettando che l'effetto salisse.
Quando erano insieme Tommaso spariva per alcuni minuti per poi tornare più vispo. E Alicia capiva.
E ogni volta il cuore le saltava nel petto.

Tommaso accese la macchina e prese l'uscita. Ma invece di girare a destra, prese a sinistra e si diresse verso l'appartamento di Alicia. Alicia che dormiva, ma lui l'avrebbe svegliata. Aveva voglia di lei e se voleva davvero fare tutto, si sarebbe svegliata e l'avrebbe soddisfatto.
Arrivò sotto il suo portone e la chiamò. Alicia sdraiata sul letto, con le lacrime che le rigavano le guance, guardò il cellulare. "Che vuoi?" "Sono qua sotto tesoro. Fammi salire." "No." "Dai che lo vuoi anche tu. Fammi salire tesoro." Alicia si arrese.
Si arrendeva sempre al suo volere. Qualsiasi ora fosse, Tommaso vinceva. Gli aprì il portone e Tommaso fece le scale a quattro a quattro. Arrivò alla sua porta e la vide lì, con i suoi occhi tristi come sempre, che come sempre lo aspettava. La prese e la spinse dentro. La bloccò contro il muro e la baciò. La prese in braccio e la portò a letto. Il gatto continuava a guardare giù.

(Fine parte 1)

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