Non è una classifica. Per questo userò le lettere al posto dei numeri.
A) BEATLES
Quando ero piccola, e dico davvero piccola, mi piaceva mettere su il greatest hits che aveva mio padre e cantare per tutta la sala saltellando come una scema. Mentirei se negassi l'importanza che i Fab Four hanno avuto nella mia cultura musicale. Insomma se alla fine ho un po' di gusto è merito anche di questi quattro ragazzi di Liverpool, dei dischi di mio padre e dei racconti del loro concerto a Milano di mia madre (con tanto di aneddoto di mia nonna che sale sulla sedia a ballare! son cose che ti cambiano la vita!). Mi piaceva cantare Yesterday, ma adoravo scatenarmi al ritmo di Yellow Submarine, Love me do, I want to hold your hand e Help! Che poi, a differenza di mia madre, io sia più vicina musicalmente all'evoluzione di John Lennon, lei era una fan convinta di Paul, questo non conta. Senza i Beatles il mio percorso musicale non sarebbe mai cominciato.
B)Led Zeppelin
Jimmy Page. Jimmy Page ragazzi. E dico di nuovo: JIMMY PAGE. Posso dire sinceramente che nella mia età semi adulta, il gruppo fondamentale, quello che mi ha fatto cambiare la rotta, che mi ha aperto un mondo pieno di assoli senza precedenti, di musica fatta con l'anima, di leggende metropolitane assurde e di rock puro, sono loro. Lui è il mio chitarrista preferito, adoro vedere i loro live dell'epoca, danno un senso di ebbrezza, di libertà completa. Quando Jimmy suona è come se nell'aria si liberasse una droga unica, capace di far afflosciare la spina dorsale a chiunque. Quest'uomo che suona la chitarra con l'archetto da violino, che suona la chitarra come se ci stesse facendo l'amore, no no, non l'amore, proprio sesso animalesco. Con l'anima. Since I've Been Loving You è LA canzone, senza nulla togliere alla strafamosa Stairway To Heaven, che ho ascoltato davvero TROPPE VOLTE, il blues rude, ma al tempo stesso romantico di questa canzone è unico. Celestiale.
Ma no Bonzo, No Led Zeppelin. Bonzo, tu che ci stai guardando da lassù.. Cazzo che canzone Moby Dick!
C)Guns 'N Roses
Non prendetevela con me. Se c'è qualcuno da incolpare per questa mia dipendenza, sono due tizi, uno di nome Giulio, l'altro di nome Francesco (ah Fra, guarda che Appetite ce l'ho ancora io, dalle medie, pensi di venire a riprendertelo? :P) Entrambi questi loschi figuri in un giorno di tantissimi anni fa (non fatemi dire quanti vi prego!) misero nelle mie mani Appetite For Destruction. Era fatta. Potevo non incontrarli mai nella mia vita (dubito) e invece a soli tredici anni ascoltai d'un fiato quell'album, che parlava di sesso, di droga e di fottuto rock 'n roll. Adesso di anni ne ho 26. La passione per loro non è passata. Anzi se possibile negli anni è aumentata, è cresciuta, mi ha spinto oltre le solite quattro canzoni che tutti conoscono (di solito Don't cry, che vale per due visto i due testi diversi, November Rain e Sweet Child O Mine) e mi ha reso dipendente da Bad Obsession, da 14 years, da So fine, da It's So Easy e da altri pezzi che molto spesso vengono ignorati.
Cattivi ragazzi, che ammettevano senza remore di scambiarsi non solo opinioni musicali nel loro covo, ma droga, alcol e anche ragazze. Ancora oggi mi sorprendo che siano tutti vivi e più o meno in salute.
C'è da dire che poi hanno una cosa che nessun altro gruppo ha: Duff McKagan e Izzy Stradlin. Duff è il mio bassista preferito in assoluto (SI LO SO TECNICAMENTE NON è JACO PASTORIUS, MA PER ME E' COSì..) e Izzy Stradlin si pone a uno dei primi posti come songwriter. Oltretutto scusate se è poco, ma ha sopportato per oltre vent'anni quell'egocentrico idiota di Axl Rose.. Varrà pure qualcosa no?
In agonia dal 1991, quando Izzy ha sloggiato, morti definitivamente quando Duff ha levato le tende. Adesso è solo un circo squallido.
D)Iron Maiden
La prima volta, come tutte le prima volte, non si scorda mai. La mia prima volta metallara sono stati gli Iron Maiden. Ed è stato amore a prima vista. Bruce mi ha stregato e non mi ha mai lasciato. Uno dei ricordi più belli della mia esistenza è stato il Wacken del 2008, dove migliaia di persone, davvero migliaia e migliaia, cantavano a una sol voce Hallowed Be Thy Name. Il cuore batteva, il caldo soffocante, ma non mi sono risparmiata. Mai, per loro la voce l'ho sempre trovata. E adesso, ogni tanto tiro fuori i loro album, con la lacrimuccia, pensando a quei tempi in cui riuscivo a meravigliarmi della voce di Bruce. Adesso forse non mi meraviglio, ma il cuore batte sempre così.
E)Darkthrone
La scoperta del black per me è stata un bagno gelido: un risveglio profondo e inaspettato dalla piatta realtà in cui mi ero arenata. Lo ammetto, mi sono persa nel power metal. Lo ammetto. Mea fottuta culpa.
I Darkthrone mi hanno scosso, violato e aperto gli occhi. A Blaze In The Northern Sky è l'album che più di tutti gli album che ho ascoltato nella mia vita mi ha fatto venire i brividi, più di tutti, difficile da ascoltare, ci vuole passione, Qui o li ami o non puoi fingere. Io li amo.
Il loro suono rozzo, cattivo, violento e gelido mi ha rapito. Sono andata oltre, ho ascoltato anche gli altri, ho ascoltato i progetti solisti di Fenriz, il batterista (per me il miglior batterista al mondo, numero 1), ovvero gli Storm (con il collega Satyr dei Satyricon) e gli Isengard, progetto completamente in solitaria, di una finezza e al tempo stesso di una rozzaggine completa.
Da ascoltare RIGOROSAMENTE in vinile.
F)Carcass
Jeff, Bill e Ken. Scusate se è poco, ma ringrazio ancora quel caso che me li ha fatti conoscere. Perchè li ho amati all'istante. Rozzi, cattivi, testi sottili ma assolutamente per uno stomaco forte, sono un gruppo particolare che sembra riflettere due immagini diverse: da un lato c'è la cura per il dettaglio, ogni singola cosa deve essere al suo posto. Dall'altra una violenza nel gettare note su chi presta l'orecchio, il totale caos.
Guidati alla voce dal grande Jeff Walker, un pari merito con i più grandi bassisti con Duff, perchè.. cavolo se lo merita.
G)Dream Theater
Tecnicamente eccelsi (e guai a chi osa replicare), come molti grandi c'è chi li ama alla follia e chi invece li odia a morte. Mezzi termini non ci sono. Io li amo.
Penso sinceramente che Scenes from a Memory sia uno degli album più fighi di tutta la storia del metal e siccome questi qui di album superiori come qualità a SFAM possono vantarne, direi che meritano decisamente di rientrare nella mia classifica. Dio ringrazi gli mp3, perchè a forza di ascoltare Finally Free ho fuso il cd. Non è solo questione di tecnica: io sono legata a questi grandi per vari motivi, anche personali mi ricordano alcune persone davvero importanti nella mia vita ma questo non conta.
I DT per me sono stati una transizione verso qualcosa di più: volevo di più dalla musica che semplici melodie, volevo la qualità.
H) Bon Jovi
Sì LO AMMETTO! I Bon Jovi. Eh beh che c'è?? Problemi? Ok passando sopra il fatto che molto di quello che hanno fatto post 1994 è una gran cagata (ma non tutto, qualcosa si salva sempre) non citarli sarebbe come non citare i Beatles. Per me loro sono stati forse il primo gruppo davvero serio che ascoltavo. E questo grande merito ce l'ha mia sorella che le sue cassette me le passava e me le faceva sentire (oltre a lasciarle nel mio walkman). E così scoprii i Bon Jovi, scoprii la voce splendida di Jon, non ha solo un bel faccino ha ANCHE quello è diverso, e scoprii che alla fine sono anche io una romanticona. Che si scioglie letteralmente ogni volta che ascolta Always.
Denunciatemi.
I) Aerosmith
Non credo esistano voci al mondo come quella di Steven Tyler. Ne sono profondamente convinta.
Ogni loro canzone per me, è perfetta così. Sono pochi, davvero pochi i gruppi che riescono a farmi ascoltare un album completamente, senza mandare avanti o rimandare ad altri momenti l'ascolto di alcune canzoni.
Gli Aerosmith fanno centro. Essenziali.
J) Queen
Freddie, Brian, John e Roger.
Esplico. In terza media la nostra insegnante (ancora la ringrazio DI MOLFETTA GRANDISSIMA!) di musica portò una cassetta con i video dei Queen. E' difficile ricordare di un gruppo la prima canzone che abbiamo sentito. Io con loro me la ricordo. Fu A Kind Of Magic. Tale titolo, tale fu l'effetto: una magia. Ne fui folgorata. Mi sembrava che fossero fuori da ogni schema. E lo sono. Mi sembrava che fossero completamente al di fuori di ogni possibile categorizzazione. E infatti lo sono. Non fu amore, fu puro piacere.
E' possibile non amarli? E' possibile davvero non apprezzare questo gruppo?
Secondo me no. Non si può non apprezzare la voce di Freddie, una voce immortale, una voce che ci è stata portata via da una terribile malattia, ma che ancora oggi vive nei cuori di chi continua ad ascoltarli, di chi continua a sentirli dentro questi ragazzi.
Dai video fantastici, non essenziali, ma assolutamente meravigliosi (solo un vero uomo può essere figo vestito da donna, Roger Taylor insegna XD ), alle canzoni. CHE CANZONI!
Non ci sarà mai un grazie abbastanza grande per aver composto alcune delle canzoni che adoro di più in assoluto.
E poi i Queen hanno Brian May. Saranno i capelli ricci? ahahaha per quanto Brian sia un gran bell'uomo, no, non è per la chioma meravigliosa che si ritrova sulla testa, ma per il suo modo di suonare, che lo pone al numero due della classifica dei migliori chitarristi, per me (le classifiche sono personali, io non sono una musicista, quindi per favore evitate di storcere il naso). Brian non solo è secondo tra i chitarristi, ma è primo a pari merito con Freddie come songwriter.
Per l'uomo che ha composto Who wants to live forever, grazie ricciolone.
Mi hai cambiato la vita.
Questi sono i dieci gruppi che mi hanno cambiato l'esistenza.
Magari non siete d'accordo, ma il mondo è bello perchè è vario (frase fatta, ma d'effetto).
Buona notte!
lunedì 30 settembre 2013
giovedì 8 agosto 2013
Cosa faresti per me? Parte 4
Tommaso superò la folla che riempiva la discoteca e arrivò fuori. Sulle mani sentiva ancora il pulsare della gola di Alicia, il sangue che tentava inutilmente di scorrere. Si sedette in macchina e si preparò due strisce, le sniffò velocemente e si guardò le mani. Tremava. Tremava come una foglia al vento. Alicia era il suo turbine, il suo tornado. Mi ama. Ma cosa diavolo dice? Come fa ad amarmi? Non ci conosciamo neanche così bene. Come fa a dire che mi ama?
I pensieri scorrevano troppo veloci nella sua testa. La prima volta che aveva visto Alicia nuda, nel suo candore assoluto. Aveva le gote rosse di chi ancora si vergogna. Il primo abbraccio. Il primo sorriso, seduti a un solo tavolo di distanza.
Amava un fantasma, ecco cosa amava. Amava qualcuno che non esisteva. Qualcuno che non c'era, che lui aveva finto di essere. Si rollò una sigaretta, poi la accese. Si abbandonò sul sedile e chiuse gli occhi per un attimo.
Non era nessuno. Oltre ad Alicia poteva contare altre cinque o sei ragazze che smaniavano per lui. Lei non aveva niente di speciale. Niente.
Non era particolarmente bella. Non era particolarmente simpatica. Non era.. Beh si era dolce e con lui lo era davvero tanto. Quella dolcezza così meravigliosa, quando lui tornava. Lei era sempre lì ad aspettarlo.
A ore improbabili. Anche dopo settimane di silenzio. Anche dopo litigi.
Ma litigi stupidi. Io non le ho mai promesso niente.
I pensieri sempre più rapidi di Tommaso si susseguirono nella sua mente.
La pelle candida di Alicia, poi uno squarcio, un segno scarlatto sulla sua pelle di porcellana.
Il segno dei denti di Tommaso sulla sua pelle quasi come quelli di un lupo mannaro.
Le aveva squarciato l'anima.
Strinse fra le mani il volante, quasi con la stessa forza con cui aveva stretto fra le dita il collo di Alicia. Tirò un'altra boccata poi guardò in strada. Davanti a lui, pochi metri più avanti c'era Alicia. Seduta sul marciapiede che piangeva, singhiozzava, quasi a vomitare quel cancro che lui le aveva instillato. Più piangeva, più urlava la sua rabbia, più cercava di spingere fuori quel male, quel dolore. E mentre si tirava indietro i capelli Tommaso vide sul suo collo bianco i segni delle sue dita.
All'improvviso Alicia lo guardò. Si guardarono, intensamente, per quei minuti di silenzio assordante, di caos perfetto. Come se il mondo per un attimo potesse sparire. Potesse davvero cessare di esistere, senza neanche toccarsi, senza neanche stare vicini.
Solo... guardandosi.
Leggera la neve cominciò a scendere. Tommaso scese dalla macchina e continuò a guardare Alicia. La neve sempre più fitta continuava a cadere e si posava sulla pelle di Alicia sciogliendosi, quasi a unirsi al suo candore. Continuarono a guardarsi senza muoversi, senza dire nulla. Occhi negli occhi, anima nell'anima. Alicia si alzò e diede un'ultima occhiata all'uomo che amava e decise che era ora di andare. Di partire, di lasciarlo alle spalle. Si avvicinò a lui e gli accarezzò il viso, sempre in silenzio, parlando solo attraverso lo sguardo.
"Faresti una cosa per me?" disse allora quasi sottovoce. Circondati ormai da un bianco paesaggio, tutto era scomparso in pochi minuti. "Sì." disse lui.
"Lasciami andare."
Poi si girò e prese a camminare, senza voltarsi, senza guardare indietro, lasciandosi dietro solo le orme dei suoi passi e il vuoto dell'anima di Tommaso.
I pensieri scorrevano troppo veloci nella sua testa. La prima volta che aveva visto Alicia nuda, nel suo candore assoluto. Aveva le gote rosse di chi ancora si vergogna. Il primo abbraccio. Il primo sorriso, seduti a un solo tavolo di distanza.
Amava un fantasma, ecco cosa amava. Amava qualcuno che non esisteva. Qualcuno che non c'era, che lui aveva finto di essere. Si rollò una sigaretta, poi la accese. Si abbandonò sul sedile e chiuse gli occhi per un attimo.
Non era nessuno. Oltre ad Alicia poteva contare altre cinque o sei ragazze che smaniavano per lui. Lei non aveva niente di speciale. Niente.
Non era particolarmente bella. Non era particolarmente simpatica. Non era.. Beh si era dolce e con lui lo era davvero tanto. Quella dolcezza così meravigliosa, quando lui tornava. Lei era sempre lì ad aspettarlo.
A ore improbabili. Anche dopo settimane di silenzio. Anche dopo litigi.
Ma litigi stupidi. Io non le ho mai promesso niente.
I pensieri sempre più rapidi di Tommaso si susseguirono nella sua mente.
La pelle candida di Alicia, poi uno squarcio, un segno scarlatto sulla sua pelle di porcellana.
Il segno dei denti di Tommaso sulla sua pelle quasi come quelli di un lupo mannaro.
Le aveva squarciato l'anima.
Strinse fra le mani il volante, quasi con la stessa forza con cui aveva stretto fra le dita il collo di Alicia. Tirò un'altra boccata poi guardò in strada. Davanti a lui, pochi metri più avanti c'era Alicia. Seduta sul marciapiede che piangeva, singhiozzava, quasi a vomitare quel cancro che lui le aveva instillato. Più piangeva, più urlava la sua rabbia, più cercava di spingere fuori quel male, quel dolore. E mentre si tirava indietro i capelli Tommaso vide sul suo collo bianco i segni delle sue dita.
All'improvviso Alicia lo guardò. Si guardarono, intensamente, per quei minuti di silenzio assordante, di caos perfetto. Come se il mondo per un attimo potesse sparire. Potesse davvero cessare di esistere, senza neanche toccarsi, senza neanche stare vicini.
Solo... guardandosi.
Leggera la neve cominciò a scendere. Tommaso scese dalla macchina e continuò a guardare Alicia. La neve sempre più fitta continuava a cadere e si posava sulla pelle di Alicia sciogliendosi, quasi a unirsi al suo candore. Continuarono a guardarsi senza muoversi, senza dire nulla. Occhi negli occhi, anima nell'anima. Alicia si alzò e diede un'ultima occhiata all'uomo che amava e decise che era ora di andare. Di partire, di lasciarlo alle spalle. Si avvicinò a lui e gli accarezzò il viso, sempre in silenzio, parlando solo attraverso lo sguardo.
"Faresti una cosa per me?" disse allora quasi sottovoce. Circondati ormai da un bianco paesaggio, tutto era scomparso in pochi minuti. "Sì." disse lui.
"Lasciami andare."
Poi si girò e prese a camminare, senza voltarsi, senza guardare indietro, lasciandosi dietro solo le orme dei suoi passi e il vuoto dell'anima di Tommaso.
mercoledì 7 agosto 2013
Cosa faresti per me? parte 3
Alicia si lasciò andare sulla poltroncina del bar e riprese a fissare il bicchiere di birra, ormai vuoto. "Altro giro?" "No." Lo spinse via, poi si alzò e si diresse verso l'uscita.
Faceva tanto freddo. Era quasi tempo da neve, ma non le importava. Si sedette sul gradino del marciapiede e guardò la strada confondersi con il buio della notte.
Tommaso le aveva mandato una decina di messaggi in tre giorni.
Era passato dagli insulti, alle preghiere, per poi ritornare al solito comportamento sbruffone.
All'ultimo messaggio Alicia aveva deciso di cambiare numero.
"Dai Chicca, divertiamoci un po'. Sei sparita, ha fatto il suo effetto. Adesso smettila. Che ne dici?" Alicia aveva preso la scheda e l'aveva gettata nella spazzatura.
Aveva dato il numero solo a poche persone, facendosi promettere di non darlo mai a nessuno.
Delle voci la risvegliarono da quella foschia. Alzò lo sguardo e lo vide. Tommaso era a pochi metri da lei. Al suo fianco una delle solite ragazzotte. Poco le importava. Si girò dall'altra parte, si alzò e rientrò.
Andò dritta al bancone e cercò di attirare l'attenzione del ragazzo che stava servendo. Ma lui sembrava intenzionato fino in fondo a ignorarla così si appoggiò sul bancone e sospirò.
Sentì qualcuno che le sfiorava i fianchi e si girò, infastidita.
Tommaso stava lì con il suo sorrisetto e i suoi occhi neri.
La prese per mano e, stringendola forte, la portò nei bagni.
"Perchè fai così?" Cercò di dire lui sovrastando la musica alta. "Lasciami andare." Alicia cercò di dimenarsi ma le mani di Tommaso la tennero ferma contro il muro. "Chicca perchè fai così? Ci divertivamo tanto assieme. Non ti va di continuare?" "No." Alicia tentò di nuovo di divincolarsi ma Tommaso per l'ennesima volta la spinse contro il muro. "Cos'è cambiato dall'ultima volta? Perchè sei sparita??" "Mi hai fatto sentire vuota come te." Queste parole uscirono da Alicia come un fiume in piena. Due lacrime rigarono il suo viso mentre lei si accucciò per terra. "E io non mi ci voglio più sentire Tommy. Ci sono passata sopra così tante volte ma non posso più farlo. Non riesco più a gestire quella paura." Tommaso si allontanò da lei e la guardò per la prima volta in modo diverso.
Vide per la prima volta le lacrime che rigavano il viso di Alicia e sentì un dolore dentro di sè che nessuna striscia avrebbe mai assopito. "Smettila." Disse quasi sotto voce, quasi a zittire sè stesso. "Smettila Alicia, SMETTILA!" La prese per le spalle e la sbatté con forza contro il muro. Sentì persino le sue ossa scricchiolare in quella stretta. "Tu non sei niente. Tu sei solo una puttanella da quattro soldi. Sei solo un ripiego, un passatempo, tu per me non sei mai stata nulla. Solo qualcosa che usavo quando avevo voglia di scopare e non c'era niente in giro." Alicia alzò la testa, una sola lacrima solcava la sua guancia. Poi piano disse guardandolo negli occhi: "Io invece ti ho amato." Quattro semplici parole. Ma quelle uniche quattro parole che ebbero l'effetto di colpire Tommaso dritto al cuore. "Bugiarda." Disse lui crudelmente continuando a stringere. "Sei bugiarda. Anche io ero un semplice giochetto per te. Ti piaceva giocare con il fuoco." "No ti sbagli." Alicia era triste, sconvolta, ma ferma. Decisa. Tommaso non riuscì a trovare niente da dire per poter contrastare quel dolore. Alzò semplicemente la mano e la strinse attorno al collo di Alicia. "Mi amavi eh?" Spietato continuò a stringere il collo di lei. "Rispondimi, mi amavi?" Lei cercò di dire sì. "Mi amavi tanto?" "Si.." La fievole voce di Alicia se ne andò con l'ossigeno che ormai le mancava. "E avresti fatto di tutto per me vero? Si l'avresti fatto. Allora moriresti per me?" Le sue lunghe dita scheletriche ma forti si strinsero ancora di più attorno al collo che così tante volte aveva baciato. Alicia ormai cianotica tentò per l'ultima volta di spostarle, di vivere, di lottare contro il buio. Alla fine Tommaso lasciò e lei cadde per terra, tossendo. "Mi dispiace." Disse lui confuso. "Mi dispiace Alicia, mi dispiace.. " Corse via, lasciando quel corpo fragile da solo, quei polmoni che cercavano aria, quel cuore che cercava di ritrovare i pezzi ormai infranti da Tommaso.
Faceva tanto freddo. Era quasi tempo da neve, ma non le importava. Si sedette sul gradino del marciapiede e guardò la strada confondersi con il buio della notte.
Tommaso le aveva mandato una decina di messaggi in tre giorni.
Era passato dagli insulti, alle preghiere, per poi ritornare al solito comportamento sbruffone.
All'ultimo messaggio Alicia aveva deciso di cambiare numero.
"Dai Chicca, divertiamoci un po'. Sei sparita, ha fatto il suo effetto. Adesso smettila. Che ne dici?" Alicia aveva preso la scheda e l'aveva gettata nella spazzatura.
Aveva dato il numero solo a poche persone, facendosi promettere di non darlo mai a nessuno.
Delle voci la risvegliarono da quella foschia. Alzò lo sguardo e lo vide. Tommaso era a pochi metri da lei. Al suo fianco una delle solite ragazzotte. Poco le importava. Si girò dall'altra parte, si alzò e rientrò.
Andò dritta al bancone e cercò di attirare l'attenzione del ragazzo che stava servendo. Ma lui sembrava intenzionato fino in fondo a ignorarla così si appoggiò sul bancone e sospirò.
Sentì qualcuno che le sfiorava i fianchi e si girò, infastidita.
Tommaso stava lì con il suo sorrisetto e i suoi occhi neri.
La prese per mano e, stringendola forte, la portò nei bagni.
"Perchè fai così?" Cercò di dire lui sovrastando la musica alta. "Lasciami andare." Alicia cercò di dimenarsi ma le mani di Tommaso la tennero ferma contro il muro. "Chicca perchè fai così? Ci divertivamo tanto assieme. Non ti va di continuare?" "No." Alicia tentò di nuovo di divincolarsi ma Tommaso per l'ennesima volta la spinse contro il muro. "Cos'è cambiato dall'ultima volta? Perchè sei sparita??" "Mi hai fatto sentire vuota come te." Queste parole uscirono da Alicia come un fiume in piena. Due lacrime rigarono il suo viso mentre lei si accucciò per terra. "E io non mi ci voglio più sentire Tommy. Ci sono passata sopra così tante volte ma non posso più farlo. Non riesco più a gestire quella paura." Tommaso si allontanò da lei e la guardò per la prima volta in modo diverso.
Vide per la prima volta le lacrime che rigavano il viso di Alicia e sentì un dolore dentro di sè che nessuna striscia avrebbe mai assopito. "Smettila." Disse quasi sotto voce, quasi a zittire sè stesso. "Smettila Alicia, SMETTILA!" La prese per le spalle e la sbatté con forza contro il muro. Sentì persino le sue ossa scricchiolare in quella stretta. "Tu non sei niente. Tu sei solo una puttanella da quattro soldi. Sei solo un ripiego, un passatempo, tu per me non sei mai stata nulla. Solo qualcosa che usavo quando avevo voglia di scopare e non c'era niente in giro." Alicia alzò la testa, una sola lacrima solcava la sua guancia. Poi piano disse guardandolo negli occhi: "Io invece ti ho amato." Quattro semplici parole. Ma quelle uniche quattro parole che ebbero l'effetto di colpire Tommaso dritto al cuore. "Bugiarda." Disse lui crudelmente continuando a stringere. "Sei bugiarda. Anche io ero un semplice giochetto per te. Ti piaceva giocare con il fuoco." "No ti sbagli." Alicia era triste, sconvolta, ma ferma. Decisa. Tommaso non riuscì a trovare niente da dire per poter contrastare quel dolore. Alzò semplicemente la mano e la strinse attorno al collo di Alicia. "Mi amavi eh?" Spietato continuò a stringere il collo di lei. "Rispondimi, mi amavi?" Lei cercò di dire sì. "Mi amavi tanto?" "Si.." La fievole voce di Alicia se ne andò con l'ossigeno che ormai le mancava. "E avresti fatto di tutto per me vero? Si l'avresti fatto. Allora moriresti per me?" Le sue lunghe dita scheletriche ma forti si strinsero ancora di più attorno al collo che così tante volte aveva baciato. Alicia ormai cianotica tentò per l'ultima volta di spostarle, di vivere, di lottare contro il buio. Alla fine Tommaso lasciò e lei cadde per terra, tossendo. "Mi dispiace." Disse lui confuso. "Mi dispiace Alicia, mi dispiace.. " Corse via, lasciando quel corpo fragile da solo, quei polmoni che cercavano aria, quel cuore che cercava di ritrovare i pezzi ormai infranti da Tommaso.
venerdì 24 maggio 2013
Per lo zio
La verità è che mi manca.
Mi manca così tanto che non riesco a smettere di piangere. Mi manca così tanto che non riesco a smettere di guardare la porta, perchè ancora mi aspetto di vederlo entrare.
Mi manca la sua voce roca, un po' imbronciata.
Mi manca il suo sorriso.
Quel sorriso un po' di traverso, ma così luminoso.
Mi manca quel bacio sulla fronte, quell'ultimo bacio sulla fronte che mi ha dato e che ancora sento bruciare sulla pelle.
Mi mancano le sue battute taglienti.
Mi manca il suo modo di fumare la sigaretta fino al filtro.
E il suo modo di porgere agli altri la fiamma dell'accendino.
Mi mancano i suoi disegni.
Mi manca il suo umorismo così differente, così originale.
Mi mancano i giorni in cui appariva ed era così triste che non voleva parlare con nessuno.
Ma mi lasciava sedere al suo fianco e non era necessario parlare.
Non era necessario riempire il vuoto di parole.
Mi mancano i suoi occhi tristi.
Mi mancano le sue cuffiette sempre distrutte.
Non ascolterò mai più Iggy Pop allo stesso modo.
Non ascolterò mai più una sola canzone allo stesso modo.
Non berrò più una birra senza pensare a te, senza pensare al tuo modo di buttarla giù, come a placare una sete infinita.
Non spegnerò mai più una sigaretta per terra.
Non guarderò mai più un film dei fratelli Marx senza pensare a te.
Senza pensare che eri l'unico ad ascoltarmi.
Senza pensare che eri l'unico a capire anche solo i piccoli gesti, i piccoli segnali.
Eri l'unico a notare i miei occhi lucidi.
In pochi ti hanno capito.
In pochi hanno capito davvero cosa significava averti accanto.
Mi manchi terribilmente.
Non credo riuscirò mai a guarire la ferita che mi ha lasciato la tua partenza.
So che soffrivi. So che stavi tanto male.
Ma spero che in quel momento, in quell'ultimo momento in cui hai lasciato andare tu abbia capito quanto bene ti volevo. Quanto bene ti vorrò sempre, perchè questo bene non morirà mai. La morte non basta per far sparire questo bene che io ti volevo e ti voglio.
Ti voglio bene Zio.
Sarai sempre parte di me.
Mi manca così tanto che non riesco a smettere di piangere. Mi manca così tanto che non riesco a smettere di guardare la porta, perchè ancora mi aspetto di vederlo entrare.
Mi manca la sua voce roca, un po' imbronciata.
Mi manca il suo sorriso.
Quel sorriso un po' di traverso, ma così luminoso.
Mi manca quel bacio sulla fronte, quell'ultimo bacio sulla fronte che mi ha dato e che ancora sento bruciare sulla pelle.
Mi mancano le sue battute taglienti.
Mi manca il suo modo di fumare la sigaretta fino al filtro.
E il suo modo di porgere agli altri la fiamma dell'accendino.
Mi mancano i suoi disegni.
Mi manca il suo umorismo così differente, così originale.
Mi mancano i giorni in cui appariva ed era così triste che non voleva parlare con nessuno.
Ma mi lasciava sedere al suo fianco e non era necessario parlare.
Non era necessario riempire il vuoto di parole.
Mi mancano i suoi occhi tristi.
Mi mancano le sue cuffiette sempre distrutte.
Non ascolterò mai più Iggy Pop allo stesso modo.
Non ascolterò mai più una sola canzone allo stesso modo.
Non berrò più una birra senza pensare a te, senza pensare al tuo modo di buttarla giù, come a placare una sete infinita.
Non spegnerò mai più una sigaretta per terra.
Non guarderò mai più un film dei fratelli Marx senza pensare a te.
Senza pensare che eri l'unico ad ascoltarmi.
Senza pensare che eri l'unico a capire anche solo i piccoli gesti, i piccoli segnali.
Eri l'unico a notare i miei occhi lucidi.
In pochi ti hanno capito.
In pochi hanno capito davvero cosa significava averti accanto.
Mi manchi terribilmente.
Non credo riuscirò mai a guarire la ferita che mi ha lasciato la tua partenza.
So che soffrivi. So che stavi tanto male.
Ma spero che in quel momento, in quell'ultimo momento in cui hai lasciato andare tu abbia capito quanto bene ti volevo. Quanto bene ti vorrò sempre, perchè questo bene non morirà mai. La morte non basta per far sparire questo bene che io ti volevo e ti voglio.
Ti voglio bene Zio.
Sarai sempre parte di me.
domenica 12 maggio 2013
La Casa (remake)
Bisogna fare una premessa: odio i remake. Odio i sequel fatti vent'anni dopo e odio i prequel.
Essendo un fenomeno puramente horror ( i remake negli altri generi si trovano ma sono molto più rari) ed essendo io un amante degli horror (ma molto schizzinosa a riguardo, tanto che sono veramente pochi quelli che possono vantarsi di essere nella mia lista), alla fine mi sono convinta e ho detto va bene, andiamo a vederlo.
Due cose mi hanno fatto sperare per il meglio.
La prima è che di recente un regista è riuscito a farmi cambiare idea su un remake: il nome del mito è Rob Zombie che ha preso il mio serial killer preferito (Michael Myers) e ne ha fatto un film, ripartendo dall'inizio, un nuovo Halloween. E per quanto avessi fiducia nel suddetto regista (La casa dei mille corpi è un piccolo capolavoro, pieno di citazioni cinematografiche da me molto gradite, ma soprattutto strutturato bene. se non l'avete visto è caldamente consigliato) francamente cominciai a vedere il film con grande scetticismo.
Fortunatamente Rob non mi ha deluso.
La seconda cosa che mi ha fatto sperare è che tra i produttori del film figura proprio Sam Raimi, regista dell'originale La Casa. Mi sono detta beh Sam sarà stato attento. Avrà vigilato sul remake del suo capolavoro.
(In tutta sincerità ha pesato molto il fatto che in questi giorni il cinema costa 3 euro. Difficilmente avrei scelto questo film se avessi dovuto pagarlo a prezzo pieno..)
Quindi entriamo in sala pieni di buoni propositi. Mi sono anche imposta di guardare il film pensandolo sì come un remake, ma anche come un film a sé, un nuovo film, per evitare pregiudizi vari.
L'inizio promette abbastanza bene. In questo remake sono stati aggiunti nuovi particolari, nuove storie, ma tutto sommato sono aggiunte che piacciono, che ti fanno sobbalzare un po' dalla sedia.
Ok, come molti dei miei amici sanno, io sono una che si spaventa non facilmente, ma quasi. Quindi sì è probabile che quello che a me è sembrato spaventoso a voi potrebbe sembrare ridicolo.
Comunque il film continua.
C'è da sottolineare una cosa positiva del film: le musiche. Roque Banos ha fatto un ottimo lavoro.
Ma proseguiamo.
Il mio cuore sobbalza, ma per la noia, quando incontriamo i protagonisti. I soliti adolescenti o quasi che si ritrovano nel bosco per aiutare la sorella di uno di loro a disintossicarsi.
Espediente banale e stupido, ma nel film alla fine viene ripetuto solo un paio di volte, quindi cerco di passarci sopra.
Il film comincia sempre di più a distanziarsi dall'originale, nella trama, nei protagonisti, in tutto. Se non per il fatto che 1) i protagonisti sono in uno chalet con una botola al centro di un bosco, nel bel mezzo del nulla 2) al centro della storia c'è questo libro (qui però nessuno ne cita il nome né l'origine) 3) la possessione dei protagonisti.
Peccato che per quanto questo film sia "ispirato" (perchè ormai di ispirazione si tratta!) alla Casa del 1981, in realtà è un film a sé. Totalmente a sé.
Al centro della storia c'è Mia, ragazza fragile, drogata, un po' indifesa, che cerca disperatamente di uscire dalla droga e che si ritrova invece posseduta. La scena tra gli alberi devo dire è stata fatta bene. L'attrice alla fine si comporta bene. Non è la solita protagonista tettona che ansima nei boschi alla ricerca della salvezza.
E di questo ringrazio il regista Fede Alvarez.
Lo stesso non posso dire del protagonista maschile che fino all'ultimo non mi ha convinto. Neanche un po'.
Il tipico eroe travagliato, con dei problemi grossi come una casa, un po' oscuro, un po' dolce.
Per niente credibile.
E arriviamo alla vera e propria parte horror.
Possessioni, esorcismi, diavolo eccetera per me sono sempre stati un grosso problema da affrontare.
Il film che in assoluto mi ha spaventato di più è stato l'Esorcista, tanto che in tutti questi anni non ho mai avuto il coraggio di rivederlo. E' così.
Figuratevi la mia sorpresa quando nel film comincia a intravedersi il demone che prende possesso dell'anima di Mia.
Essendo un fenomeno puramente horror ( i remake negli altri generi si trovano ma sono molto più rari) ed essendo io un amante degli horror (ma molto schizzinosa a riguardo, tanto che sono veramente pochi quelli che possono vantarsi di essere nella mia lista), alla fine mi sono convinta e ho detto va bene, andiamo a vederlo.
Due cose mi hanno fatto sperare per il meglio.
La prima è che di recente un regista è riuscito a farmi cambiare idea su un remake: il nome del mito è Rob Zombie che ha preso il mio serial killer preferito (Michael Myers) e ne ha fatto un film, ripartendo dall'inizio, un nuovo Halloween. E per quanto avessi fiducia nel suddetto regista (La casa dei mille corpi è un piccolo capolavoro, pieno di citazioni cinematografiche da me molto gradite, ma soprattutto strutturato bene. se non l'avete visto è caldamente consigliato) francamente cominciai a vedere il film con grande scetticismo.
Fortunatamente Rob non mi ha deluso.
La seconda cosa che mi ha fatto sperare è che tra i produttori del film figura proprio Sam Raimi, regista dell'originale La Casa. Mi sono detta beh Sam sarà stato attento. Avrà vigilato sul remake del suo capolavoro.
(In tutta sincerità ha pesato molto il fatto che in questi giorni il cinema costa 3 euro. Difficilmente avrei scelto questo film se avessi dovuto pagarlo a prezzo pieno..)
Quindi entriamo in sala pieni di buoni propositi. Mi sono anche imposta di guardare il film pensandolo sì come un remake, ma anche come un film a sé, un nuovo film, per evitare pregiudizi vari.
L'inizio promette abbastanza bene. In questo remake sono stati aggiunti nuovi particolari, nuove storie, ma tutto sommato sono aggiunte che piacciono, che ti fanno sobbalzare un po' dalla sedia.
Ok, come molti dei miei amici sanno, io sono una che si spaventa non facilmente, ma quasi. Quindi sì è probabile che quello che a me è sembrato spaventoso a voi potrebbe sembrare ridicolo.
Comunque il film continua.
C'è da sottolineare una cosa positiva del film: le musiche. Roque Banos ha fatto un ottimo lavoro.
Ma proseguiamo.
Il mio cuore sobbalza, ma per la noia, quando incontriamo i protagonisti. I soliti adolescenti o quasi che si ritrovano nel bosco per aiutare la sorella di uno di loro a disintossicarsi.
Espediente banale e stupido, ma nel film alla fine viene ripetuto solo un paio di volte, quindi cerco di passarci sopra.
Il film comincia sempre di più a distanziarsi dall'originale, nella trama, nei protagonisti, in tutto. Se non per il fatto che 1) i protagonisti sono in uno chalet con una botola al centro di un bosco, nel bel mezzo del nulla 2) al centro della storia c'è questo libro (qui però nessuno ne cita il nome né l'origine) 3) la possessione dei protagonisti.
Peccato che per quanto questo film sia "ispirato" (perchè ormai di ispirazione si tratta!) alla Casa del 1981, in realtà è un film a sé. Totalmente a sé.
Al centro della storia c'è Mia, ragazza fragile, drogata, un po' indifesa, che cerca disperatamente di uscire dalla droga e che si ritrova invece posseduta. La scena tra gli alberi devo dire è stata fatta bene. L'attrice alla fine si comporta bene. Non è la solita protagonista tettona che ansima nei boschi alla ricerca della salvezza.
E di questo ringrazio il regista Fede Alvarez.
Lo stesso non posso dire del protagonista maschile che fino all'ultimo non mi ha convinto. Neanche un po'.
Il tipico eroe travagliato, con dei problemi grossi come una casa, un po' oscuro, un po' dolce.
Per niente credibile.
E arriviamo alla vera e propria parte horror.
Possessioni, esorcismi, diavolo eccetera per me sono sempre stati un grosso problema da affrontare.
Il film che in assoluto mi ha spaventato di più è stato l'Esorcista, tanto che in tutti questi anni non ho mai avuto il coraggio di rivederlo. E' così.
Figuratevi la mia sorpresa quando nel film comincia a intravedersi il demone che prende possesso dell'anima di Mia.
Amanti dell'horror vi ricorda qualcosa?
Dai coraggio che ci siete..
Eh si.
Io ho fatto un balzo alto tre metri. Il mio accompagnatore (povera anima) è uscito dal cinema con la mano stritolata e i segni delle mie unghie.
TERRIFICANTE.
Assolutamente terrificante.
Ma assolutamente copiato.
Buona parte del secondo tempo mi sono chiesta più volte se stavamo vedendo La Casa o un remake dell'Esorcista.
Trucco splendido, per non parlare dell'attrice che ha tutta la mia stima, perchè da sola, solo lei, riesce a salvare il film.
Peccato per i dementi che le stanno attorno che fanno da cornice alle sue apparizioni, una cornice scontata e vista e rivista in decine di teen horror.
Insomma un film che dovrebbe essere il remake di un classico, di un capolavoro, ma che attinge secondo me, troppo poco e in modo troppo superficiale da quella gemma, e prende invece da altri film in modo troppo diretto.
La fine del film è poi davvero deludente. Giustamente, come mi ha ricordato quell'anima santa che è venuta con me a vedere il film, non mi potevo aspettare una fotocopia. Però mi aspettavo originalità e mi aspettavo un finale da urlo.
Invece no. Non vi racconterò ovviamente cosa succede. Per saperlo dovrete vederlo.
(Odio gli spoilers e odio chi mi rovina i finali)
Concludendo il film meriterebbe la sufficienza, forse anche un sette, se dovessi vederlo come un film a sé. Uno dei tanti horror che escono durante tutto l'anno.
Peccato che questo sia un remake e per quanto sia fatto bene, per quanto abbia apprezzato persino le scene splatter perchè fatte a regola d'arte e non piazzate a caso, non posso dargli una sufficienza piena.
Ho apprezzato l'intento, ho apprezzato il fatto che forse questo remake spingerà le generazioni di oggi a vedere l'originale e ad apprezzare Sam Raimi, ho apprezzato persino alcuni rimandi alla vecchia trilogia, ma la cornice, il contorno è troppo sciapo. Troppo debole.
E non ho assolutamente apprezzato i "piccoli furti" che il regista ha commesso da altri film.
Poteva essere un capolavoro, i presupposti c'erano.
Ma come ogni remake, sono uscita con quella sensazione di Mmmh beh si insomma.
Terrorizzata, ma per niente convinta.
martedì 30 aprile 2013
Cosa faresti per me? Parte 2
Alicia si rigirò nel letto stringendo a sé le coperte. Cercò di coprirsi il più possibile mentre Tommaso nel bagno si guardava allo specchio e scuoteva la testa. Uscì dal bagno, completamente nudo e si infilò sotto le coperte con Alicia.
"Io andrei tesoro. Devo svegliarmi presto." disse accarezzandola. "Va bene." "Però ti chiamo." Tanto non lo farai, pensò Alicia. Non finchè non avrai di nuovo bisogno di me.
Alicia guardò in penombra Tommaso mentre si rivestiva. Il suo corpo non era esattamente scultoreo, ma aveva il suo fascino e sapeva tirare fuori la giusta forza quando serviva. In penombra non si vedeva la moltitudine di tatuaggi che ricoprivano il suo corpo, ma Alicia avrebbe saputo descriverli ad occhi chiusi. Finì di vestirsi e guardò ancora verso di lei. Il suo sguardo era quasi vuoto. Si avvicinò e le diede un bacio a fior di labbra. "Allora ciao." "Ciao." Prese il corridoio e in silenzio uscì. Alicia si alzò e senza vestirsi si affacciò alla finestra per vederlo entrare in macchina.
Ancora una volta l'aveva sopraffatta, l'aveva stretta tra quelle braccia e l'aveva divorata, non lasciando nulla di lei. Ma stavolta qualcosa era cambiato. Alicia aveva notato i suoi occhi vuoti e ne aveva avuto paura.
"Mai più." Aveva preso il cellulare e aveva cancellato il suo numero. Tommaso era finito.
Sentiva un vago terrore in quello che stava facendo.
Stare da soli non è facile e quando hai qualcuno, per quanto sia cattivo come compagno, tendi a volerlo sempre tenere con te.
Anche se vuol dire aspettare in silenzio per giorni interi, anche se vuol dire farsi del male. Procurarsi cicatrici così profonde nell'anima, che alla fine persino le lacrime cominciano a sanguinare. Alicia si addormentò per la disperazione, come faceva sempre dopo che lui se n'era andato.
Tommaso si distese sul suo letto e si accese l'ennesima sigaretta. Guardò il soffitto della sua camera e si chiese come mai in quel momento si sentiva così vuoto. Che succede? Qualcosa è cambiato? No, non mi sembra, rispose a sé stesso.
Era stato bellissimo. Intenso, eccitante, un vortice dal quale non si poteva uscire una volta imboccata quella strada. La sua pelle aveva sempre quel sapore dolce, le sue carezze erano sempre tenere, affettuose. I suoi baci, oh quei baci.
Sembrava che non ci fosse domani per Alicia.
Allora perchè si sentiva così? Si alzò a sedere e si fece una striscia sulla sua scrivania. Ma un'ora dopo era ancora lì, ancora vuoto. Ancora senza una ragione.
Perchè mi serve una ragione?
Perchè? Non mi serve. Io sto bene così. Da solo. Non mi serve nessuno.
Tanto meno lei. Una stupida, romantica ragazzina che non ha capito un cazzo della vita.
Tommaso guardò sopra la sua scrivania. Tra le tante foto ce n'era una.
Una un po' sfocata. Ma a lui piaceva. Alicia era lì accanto a lui e sorrideva guardandolo. Lui era lì, l'immancabile sigaretta in bocca, un braccio attorno alle spalle di quella ragazzina.
Stupida.
Ma cosa vuoi da me?
Prese il cellulare in mano e scrisse: "Basta eh, sono stufo. E' finita Alicia."
Posò il cellulare e riprese a fumare.
Ma questa volta Alicia non rispose.
Provò a farle uno squillo e il cellulare squillò.
"Perchè non rispondi?" Urlò.
Alicia guardò il messaggio, poi come se niente fosse gettò il cellulare nel cassetto e si voltò dall'altra parte.
"Io andrei tesoro. Devo svegliarmi presto." disse accarezzandola. "Va bene." "Però ti chiamo." Tanto non lo farai, pensò Alicia. Non finchè non avrai di nuovo bisogno di me.
Alicia guardò in penombra Tommaso mentre si rivestiva. Il suo corpo non era esattamente scultoreo, ma aveva il suo fascino e sapeva tirare fuori la giusta forza quando serviva. In penombra non si vedeva la moltitudine di tatuaggi che ricoprivano il suo corpo, ma Alicia avrebbe saputo descriverli ad occhi chiusi. Finì di vestirsi e guardò ancora verso di lei. Il suo sguardo era quasi vuoto. Si avvicinò e le diede un bacio a fior di labbra. "Allora ciao." "Ciao." Prese il corridoio e in silenzio uscì. Alicia si alzò e senza vestirsi si affacciò alla finestra per vederlo entrare in macchina.
Ancora una volta l'aveva sopraffatta, l'aveva stretta tra quelle braccia e l'aveva divorata, non lasciando nulla di lei. Ma stavolta qualcosa era cambiato. Alicia aveva notato i suoi occhi vuoti e ne aveva avuto paura.
"Mai più." Aveva preso il cellulare e aveva cancellato il suo numero. Tommaso era finito.
Sentiva un vago terrore in quello che stava facendo.
Stare da soli non è facile e quando hai qualcuno, per quanto sia cattivo come compagno, tendi a volerlo sempre tenere con te.
Anche se vuol dire aspettare in silenzio per giorni interi, anche se vuol dire farsi del male. Procurarsi cicatrici così profonde nell'anima, che alla fine persino le lacrime cominciano a sanguinare. Alicia si addormentò per la disperazione, come faceva sempre dopo che lui se n'era andato.
Tommaso si distese sul suo letto e si accese l'ennesima sigaretta. Guardò il soffitto della sua camera e si chiese come mai in quel momento si sentiva così vuoto. Che succede? Qualcosa è cambiato? No, non mi sembra, rispose a sé stesso.
Era stato bellissimo. Intenso, eccitante, un vortice dal quale non si poteva uscire una volta imboccata quella strada. La sua pelle aveva sempre quel sapore dolce, le sue carezze erano sempre tenere, affettuose. I suoi baci, oh quei baci.
Sembrava che non ci fosse domani per Alicia.
Allora perchè si sentiva così? Si alzò a sedere e si fece una striscia sulla sua scrivania. Ma un'ora dopo era ancora lì, ancora vuoto. Ancora senza una ragione.
Perchè mi serve una ragione?
Perchè? Non mi serve. Io sto bene così. Da solo. Non mi serve nessuno.
Tanto meno lei. Una stupida, romantica ragazzina che non ha capito un cazzo della vita.
Tommaso guardò sopra la sua scrivania. Tra le tante foto ce n'era una.
Una un po' sfocata. Ma a lui piaceva. Alicia era lì accanto a lui e sorrideva guardandolo. Lui era lì, l'immancabile sigaretta in bocca, un braccio attorno alle spalle di quella ragazzina.
Stupida.
Ma cosa vuoi da me?
Prese il cellulare in mano e scrisse: "Basta eh, sono stufo. E' finita Alicia."
Posò il cellulare e riprese a fumare.
Ma questa volta Alicia non rispose.
Provò a farle uno squillo e il cellulare squillò.
"Perchè non rispondi?" Urlò.
Alicia guardò il messaggio, poi come se niente fosse gettò il cellulare nel cassetto e si voltò dall'altra parte.
giovedì 28 febbraio 2013
I 10 attori che amo di più
I seguenti attori non verranno messi in classifica. E' stato già molto difficile sceglierne solo dieci.
1) Michael Fassbender
Quando trovai per la prima volta sulla mia strada Michael Fassbender non si era ancora calato nei panni di uno degli uomini che più ammiro (Bobby Sands, se non sapete chi è correte a scoprirlo!).
La prima volta che trovai quegli occhi glaciali e quella recitazione piena e forte Michael Fassbender era vestito di pochi stracci, capelli lunghi, pelle bruciata dal sole, nel ruolo di Stelios in 300. Un film che ho adorato per i colori, per il suo essere crudo e per aver messo in un solo film Gerard Butler e Michael Fassbender. Grazie signor Snyder per averlo girato.
Ma non mi sono fermata lì. E allora ho scoperto un mondo. Ho scoperto un attore che può fare di tutto. Dal film supercomerciale ma di qualità (Come X Men l'inizio, splendido lui e splendido James McAvoy) al film quasi sconosciuto, ma che conosciuto dovrebbe esserlo, per la qualità e per la grande delicatezza e allo stesso tempo drammaticità con cui vengono trattati i temi (Fish Tank, da vedere assolutamente, una piccola chicca indipendente inglese). Dal film drammatico tratto dai classici (Jane Eyre, per quanto io non abbia apprezzato alcuni cambiamenti che sono stati fatti, tendo sempre a preferire la versione di Zeffirelli) all'horror splatter tipica americanata (Blood Creek). Persino Tarantino l'ha scelto per il suo Bastardi Senza Gloria.
Insomma se volete un tutti gusti, Michael Fassbender fa per voi. Per ogni momento della giornata, sarà credibile in qualsiasi ruolo lo mettiate.
Senza contare che i suoi occhi azzurri e il suo accento che è un miscuglio tra irlandese, inglese e tedesco, vi faranno sciogliere all'istante.
Film da vedere: Shame e Hunger.
2) Harpo, Chico, Groucho e Zeppo ovvero i favolosi Fratelli Marx
Chi mi conosce bene sa che se c'è una cosa di cui sono appassionata sono i film dei fratelli Marx. Li ho visti tutti, in inglese e in italiano, e li so a memoria. Perchè nessuno mi fa ridere come loro, nessuno mi fa tornare il sorriso come questi quattro scalmanati fratelli.
I Fratelli Marx non possono essere considerati come attori singolarmente, ma è un tutt'uno di gioia, di comicità, di esplosione. Considerando poi i tempi in cui questi film sono stati girati, hanno precorso il tempo, erano avanti cent'anni.
Film da vedere: Duck Soup e Animal Crackers, rigorosamente in inglese.
3)Ewan McGregor
La scena è la seguente: io ho dieci anni, forse undici. E' tardi e in tv stanno dando Trainspotting. Io giro per caso su italia 1 e assisto alla scena del bagno. Chi l'ha visto sa di cosa sto parlando: Renton si sta disintossicando e si trova a dover usare un bagno (Il peggior bagno di tutta la Scozia!). Il resto è storia (Se non l'avete visto, cambiate blog, non meritate di leggere il seguito). Era fatta. Ero innamorata. Di questo scozzese che faceva scelte molto azzardate ma assolutamente azzeccate.
Che mi ha fatto impazzire in Piccoli omicidi tra amici, sempre di Danny Boyle, che mi ha spinto a divorare i libri di Irvine Welsh, che ho amato in Velvet Goldmine. Potrei stare qui all'infinito. Invece vi dirò di vedere i suoi film, sopratutto quelli meno famosi e di capire perchè questo ragazzo merita la più totale attenzione.
Film da vedere: Trainspotting, Piccoli Omicidi Tra Amici, Little Voice, Velvet Goldmine.
4) David Thewlis
Un attore che non ha paura di fare il cattivo, di fare lo stronzo, anzi ci gode. Sono pochi gli attori che lo fanno e che lo fanno pure bene. Ma che nel film successivo, ti fanno comunque credere di essere buoni e gentili.
Da vedere: Linea Mortale, Il Momento di Uccidere, Ragazzi Perduti (per il trash americano anni 80)
7) Ralph Fiennes
Mai visto Strange Days? Ok. Fuori. Per chi ha risposto si: quel film sconvolge la mente.
Una realtà apocalittica, vicina al capodanno del millennio dove la gente invece di farsi di droga si fa di.. di clips. Cioè tu metti dei sensori sulla tua testa e vivi un'esperienza che in realtà è stata registrata da un altro. Un film fuori dagli schemi, da ogni concezione. Un film che mi ha travolto e così è stata la recitazione di Ralph Fiennes. Proveniente da una famiglia di attori (suo fratello, Joseph è quello che ha interpretato Shakespeare in Shakespeare in Love... vi ricorda qualcosa?) Ralph si è distinto per le scelte totalmente discordanti l'una dall'altra. E' passato da film appunto come Strange Days a fare Harry Potter (Voldemort, si si l'oscuro signore è proprio lui!), da film come Schindler's List a Un amore a cinque stelle (vi prego, giuratemelo, NON GUARDATE MAI QUEL FILM!).
Da vedere? Harry Potter, Schindler's List, Strange Days, Cime Tempestose e Red Dragon.
8) Joseph Gordon Levitt
Parliamo di giovani! E' giusto spronarvi a guardare anche qualche film giovane, ma non per questo meno importante.
Vi parlo di Joseph Gordon Levitt, attore dalla tenera età di 6 anni, l'avete probabilmente beccato facendo zapping qualche anno fa in un telefilm alquanto scadente (Una famiglia del terzo tipo).
Non faceva supporre nulla di buono. Invece da quel bimbo è venuto fuori un uomo che sa recitare e come sa farlo!!!
Io vi propongo un pezzo di un film che ho adorato, perchè è uno di quei film che capisci solo dopo averci ragionato tanto: Hesher è stato qui.
Se volete però partire con qualcosa di più semplice, allora partite da 10 cose che odio di te.
Nel nome del padre, Il mio piede sinistro, Gangs Of New York, L'ultimo dei Moicani.. Potrei davvero mettervi direttamente tutti i film di questo grandissimo attore. E non sbaglierei, perchè non c'è un solo millimetro di pellicola sprecata quando si parla di lui.
Intenso, potente, emozionante. Lui e l'attore che metterò dopo sono l'incarnazione dell'attore per eccellenza.
Di quello con la A maiuscola.
Da vedere: tutto.
10) Gary Oldman
Pazzo. Fuori da ogni controllo. Affascinante, pericoloso, subdolo in certi casi, immenso in ogni film.
Parlo dell'attore migliore. Del mio preferito. Di chi ha saputo interpretare un cattivo come questo:
1) Michael Fassbender
La prima volta che trovai quegli occhi glaciali e quella recitazione piena e forte Michael Fassbender era vestito di pochi stracci, capelli lunghi, pelle bruciata dal sole, nel ruolo di Stelios in 300. Un film che ho adorato per i colori, per il suo essere crudo e per aver messo in un solo film Gerard Butler e Michael Fassbender. Grazie signor Snyder per averlo girato.
Ma non mi sono fermata lì. E allora ho scoperto un mondo. Ho scoperto un attore che può fare di tutto. Dal film supercomerciale ma di qualità (Come X Men l'inizio, splendido lui e splendido James McAvoy) al film quasi sconosciuto, ma che conosciuto dovrebbe esserlo, per la qualità e per la grande delicatezza e allo stesso tempo drammaticità con cui vengono trattati i temi (Fish Tank, da vedere assolutamente, una piccola chicca indipendente inglese). Dal film drammatico tratto dai classici (Jane Eyre, per quanto io non abbia apprezzato alcuni cambiamenti che sono stati fatti, tendo sempre a preferire la versione di Zeffirelli) all'horror splatter tipica americanata (Blood Creek). Persino Tarantino l'ha scelto per il suo Bastardi Senza Gloria.
Insomma se volete un tutti gusti, Michael Fassbender fa per voi. Per ogni momento della giornata, sarà credibile in qualsiasi ruolo lo mettiate.
Senza contare che i suoi occhi azzurri e il suo accento che è un miscuglio tra irlandese, inglese e tedesco, vi faranno sciogliere all'istante.
Film da vedere: Shame e Hunger.
2) Harpo, Chico, Groucho e Zeppo ovvero i favolosi Fratelli Marx
Chi mi conosce bene sa che se c'è una cosa di cui sono appassionata sono i film dei fratelli Marx. Li ho visti tutti, in inglese e in italiano, e li so a memoria. Perchè nessuno mi fa ridere come loro, nessuno mi fa tornare il sorriso come questi quattro scalmanati fratelli.
Film da vedere: Duck Soup e Animal Crackers, rigorosamente in inglese.
3)Ewan McGregor
La scena è la seguente: io ho dieci anni, forse undici. E' tardi e in tv stanno dando Trainspotting. Io giro per caso su italia 1 e assisto alla scena del bagno. Chi l'ha visto sa di cosa sto parlando: Renton si sta disintossicando e si trova a dover usare un bagno (Il peggior bagno di tutta la Scozia!). Il resto è storia (Se non l'avete visto, cambiate blog, non meritate di leggere il seguito). Era fatta. Ero innamorata. Di questo scozzese che faceva scelte molto azzardate ma assolutamente azzeccate.
Che mi ha fatto impazzire in Piccoli omicidi tra amici, sempre di Danny Boyle, che mi ha spinto a divorare i libri di Irvine Welsh, che ho amato in Velvet Goldmine. Potrei stare qui all'infinito. Invece vi dirò di vedere i suoi film, sopratutto quelli meno famosi e di capire perchè questo ragazzo merita la più totale attenzione.
Film da vedere: Trainspotting, Piccoli Omicidi Tra Amici, Little Voice, Velvet Goldmine.
4) David Thewlis
Se come me siete grandi fan di Harry Potter lo conoscerete di sicuro. E' lui, è Remus Lupin. Se invece come me amate il cinema indipendente inglese lo conoscerete per Naked, di Mike Leigh, una storia straziante, a tratti comica, a tratti tutto.
David Thewlis è l'attore inglese completo. Quello che ti può fare tutto. Che non ha paura di farlo.
Un attore che, pur non essendo bello, ti affascina, ti attira nella sua tela e ti trattiene fino all'ultimo minuto.
Da vedere: Naked, L'assedio, Gangster n.1
5) Antonio De Curtis in arte Totò
Una maschera sul viso. Un personaggio completamente inventato. Eppure la mia infanzia è piena di questo personaggio. Delle risate che mi faceva e che mi fa ancora fare. Delle sue smorfie, di quelle scene delicate, di quelle piccole pietre preziose. Di quando alla fine di ogni film si rivolgeva al pubblico, quasi come se davvero fosse lì.
Da vedere suoi, ci sono tutti i film. Tutti. Dirne alcuni a scapito di altri sarebbe troppo difficile.
Fate così: andate su google digitate Totò e il primo film che vi arriva guardatelo. Non sarà una perdita di tempo. Ve lo assicuro.
6) Kiefer Sutherland
mettiamo in chiaro una cosa: non sono una fan di 24. No, proprio no. Ma se metto Kiefer in questa classifica è perchè grazie a lui sono cresciuta cinematograficamente parlando.
E' stato il primo attore per cui mi sono presa una cotta.
Il film che mi ha fatto innamorare? Flatliners, ovviamente.
In italiano, Linea Mortale.
Da vedere: Linea Mortale, Il Momento di Uccidere, Ragazzi Perduti (per il trash americano anni 80)
7) Ralph Fiennes
Una realtà apocalittica, vicina al capodanno del millennio dove la gente invece di farsi di droga si fa di.. di clips. Cioè tu metti dei sensori sulla tua testa e vivi un'esperienza che in realtà è stata registrata da un altro. Un film fuori dagli schemi, da ogni concezione. Un film che mi ha travolto e così è stata la recitazione di Ralph Fiennes. Proveniente da una famiglia di attori (suo fratello, Joseph è quello che ha interpretato Shakespeare in Shakespeare in Love... vi ricorda qualcosa?) Ralph si è distinto per le scelte totalmente discordanti l'una dall'altra. E' passato da film appunto come Strange Days a fare Harry Potter (Voldemort, si si l'oscuro signore è proprio lui!), da film come Schindler's List a Un amore a cinque stelle (vi prego, giuratemelo, NON GUARDATE MAI QUEL FILM!).
Da vedere? Harry Potter, Schindler's List, Strange Days, Cime Tempestose e Red Dragon.
8) Joseph Gordon Levitt
Parliamo di giovani! E' giusto spronarvi a guardare anche qualche film giovane, ma non per questo meno importante.
Vi parlo di Joseph Gordon Levitt, attore dalla tenera età di 6 anni, l'avete probabilmente beccato facendo zapping qualche anno fa in un telefilm alquanto scadente (Una famiglia del terzo tipo).
Non faceva supporre nulla di buono. Invece da quel bimbo è venuto fuori un uomo che sa recitare e come sa farlo!!!
Io vi propongo un pezzo di un film che ho adorato, perchè è uno di quei film che capisci solo dopo averci ragionato tanto: Hesher è stato qui.
Da vedere: Hesher è stato qui, 50 e 50, Mysterious Skin, Inception.
9) Daniel Day-Lewis
Intenso, potente, emozionante. Lui e l'attore che metterò dopo sono l'incarnazione dell'attore per eccellenza.
Di quello con la A maiuscola.
Da vedere: tutto.
10) Gary Oldman
Pazzo. Fuori da ogni controllo. Affascinante, pericoloso, subdolo in certi casi, immenso in ogni film.
Parlo dell'attore migliore. Del mio preferito. Di chi ha saputo interpretare un cattivo come questo:
Un grande musicista come questo:
E un grande meraviglioso Dracula come questo:
Sarebbe davvero da dedicargli un solo post. Un attore poliedrico, intenso e mai scontato.
Da vedere: Dracula, L'amata Immortale, Leon, Sid e Nancy, Harry Potter (eh si ha interpretato il mio personaggio preferito, Sirius Black!) e... tutti gli altri.
Per capirlo, dovete davvero andare oltre.
Vedere tutto, per comprenderne ogni lato, ogni ricco profilo.
Ogni sguardo.
sabato 5 gennaio 2013
Guardando indietro...
E' stato come se fosse caduto un velo.
Come se ci fosse sempre stato davanti ai miei occhi un velo, che adesso è sparito e mi ha rivelato chi sei davvero.
Ed è accaduto così velocemente che neanche me ne sono accorta.
Forse ti ho voluto lasciare andare.
Forse è stato un meccanismo di autodifesa.
Ma guardando tra le tue foto non riesco più a trovare quegli occhi.
Quegli occhi che mi hanno fatto innamorare.
Non ho più trovato quel ragazzo che mi faceva ribollire il sangue.
Non c'è più.
E io mi sono liberata di quel peso che mi angosciava l'anima.
Sono vissuta in un incubo fino ad adesso, ma mi sono liberata.
Mi sono ripresa quello che mi avevi tolto.
Come se ci fosse sempre stato davanti ai miei occhi un velo, che adesso è sparito e mi ha rivelato chi sei davvero.
Ed è accaduto così velocemente che neanche me ne sono accorta.
Forse ti ho voluto lasciare andare.
Forse è stato un meccanismo di autodifesa.
Ma guardando tra le tue foto non riesco più a trovare quegli occhi.
Quegli occhi che mi hanno fatto innamorare.
Non ho più trovato quel ragazzo che mi faceva ribollire il sangue.
Non c'è più.
E io mi sono liberata di quel peso che mi angosciava l'anima.
Sono vissuta in un incubo fino ad adesso, ma mi sono liberata.
Mi sono ripresa quello che mi avevi tolto.
Il potere di sorridere.
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