mercoledì 23 maggio 2012

Giovanni Falcone

Popolo italiano, non scordarti dei tuoi eroi.
Non lasciarti affascinare da falsi idoli coperti di lustrini,
non lasciarti distrarre da balletti e musichette.
Ricorda chi per te, popolo, ha donato la sua vita
chi non ha avuto paura di combattere
e morire, per te, popolo ingrato.
Ingrato, si, ingrato, perchè non meriti eroi come lui.
Non meriti eroi che mettono sull'altare del sacrificio
se stessi, il loro cuore, il loro amore.
Ricordali, popolo italiano, perchè quel giorno a Capaci,
codardi uomini di mafia, altro che d'onore,
decisero che un uomo doveva morire,
perchè chi si alza e combatte, anche se da solo,
fa paura.
Perchè al suo fianco se ne potrebbero alzare altri,
e allora le cose potrebbero davvero cambiare.
Ricorda Giovanni.
Io ricordo e sorrido all'idea che quell'uomo
sia per me il motivo che mi spinge ad aprire ogni nuovo libro,
a studiare
e ad amare quello che faccio.
Io mi alzo.
E ricordo.

venerdì 11 maggio 2012

Giri l'angolo e....

Giri un angolo, uno qualsiasi e poof dal nulla misteriosamente può spuntare qualcuno, un'apparizione, un miraggio, un soggetto vero e proprio.
Liberi la tua mente per un istante, un solo istante, e allora capisci. Capisci che intorno a te c'è un mondo di svariati pesci (occhiolino occhiolino) che sono lì, in quel mare e che nuotano nuotano attorno a te.
E allora rifletti e dici io che sono stata qui, chiusa dentro questo cazzo di anemone, continuando a pungermi e a farmi male quando PROPRIO QUI, c'era qualcuno che merita un pò di attenzione.
Eh beh ma alla fine è così no? Fosse semplice, l'amore non sarebbe così bello e intrigante, fosse lineare e senza problemi sarebbe banale e noioso e forse i poeti avrebbero preferito scrivere di altro.
Perchè in fondo è così, ammettiamolo tutti, donne e uomini, è veramente così: a noi piace incasinarci, renderci la vita difficile, ci piacciono le sfide.
A noi donne piace il bastardo, ci piace pensare che per noi si trasformerà miracolosamente in Mister Perfezione, che ci coccolerà, ci amerà e smetterà di essere il figlio di puttana che in sostanza è.
Diciamolo, ammettiamolo una buona volta. Speriamo che lui cambi per noi, che rimanga un pò rude si, ma dolce e romantico. Insomma vogliamo un soggetto schizofrenico.
E gli uomini? Beh qui è ancora più difficile: o gli piacciono le stronze, quelle che se la tirano manco ce l'avessero firmata dal padre eterno e ricoperta d'oro, quelle che li ignorano e che li usano come zerbini, e allora diventano veri e propri zerbinetti con tanto di scritta benvenuti sulla fronte, o incontrano una ragazza dolce e gentile e allora fanno loro gli stronzi.
Poi c'è l'incastro perfetto ed è quando seriamente due persone non cercano affatto, non vogliono niente e nessuno a fianco e misteriosamente voltando l'angolo trovano qualcuno di perfetto o quasi.
Ho voltato l'angolo, proprio oggi.
E ho trovato quel misterioso individuo di cui parlavo proprio nell'ultimo post, Vorrei.
Quello dagli occhi intensi e dalla voglia di vivere. Dal sorriso solare e dalla voglia di cambiare questo mondo.
Ma dov'era finito in tutto questo tempo??????

giovedì 10 maggio 2012

Vorrei

Vorrei tanto....
...un pò di tranquillità
...un abbraccio, sincero.
...un pò di tempo per me, solo per me, in tranquillità, senza pensare a niente.
...avere qualcosa per cui sorridere davvero
...un ragazzo di cui innamorarmi, qualcuno per cui valga davvero la pena distrarsi mentre si studia, per cui valga la pena ascoltare una canzone d'amore e pensare a lui, uno che oltre lo sguardo intenso abbia un'idea per cui vivere, che abbia la voglia di fare qualcosa per cambiare questo mondo, un ragazzo gentile, che sorride e che nel suo sorriso abbia la dolcezza e la forza di chi vuole davvero vivere.
...la forza di non innamorarmi di un semplice stronzo solo perchè spende due parole buone per me
...la forza di capire che c'è davvero quel qualcuno che cerco.
...vedere un mondo migliore, almeno per i miei figli.
...smettere di piangere ogni sera.

Me, solo me, intensamente me...

Errori. Quanti errori ho fatto.
Il primo è stato essere completamente me stessa, non ho innalzato muri ne preso distanze.
Come direbbe un mio amico, hai dato troppo Federì!
Mi sono aperta e credevo fosse bello. Eppure no, quando mi avvicinavo tu ti allontanavi, te ne fregavi, quando io mi allontanavo tu tornavi per poi tornare a essere glaciale.
I tira e molla non mi piacciono. Sono complicati, faticosi e stupidi.
Non mi piacciono neanche le strategie. Sono semplice e diretta.
Sono stata me stessa e non sono una di quelle che se la tirano, che fanno le fighette, non sono proprio così.
Sono limpida.
Quello che penso è quello che dico. Evidentemente non sei così.
E dico quello che penso quando lo penso e se ho dei problemi o delle cose non chiare con una persona io le chiarisco. Più semplice di così non può essere cazzo.
Non sono pippe mentali, sono solo una ragazza che nota certe cose e se te le chiedo vuol dire che con poco, con un no non è vero, puoi uscirne e cavartela.
Puoi tranquillizzarmi. oppure dirmi si è così.
Scegli tu. Ma ho chiesto solo chiarezza e ho ottenuto indifferenza e noncuranza e io odio sia l'una che l'altra.
E odio il fatto che tu continui a tornarmi in mente e continuano a tornarmi in mente quelle parole odiose LE TUE SOLITE PIPPE MENTALI, NON HO VOGLIA DI PARLARNE.
E odio il fatto che ho deciso di mollare, ma lo faccio per me stessa. Ho deciso di ignorarti, di far finta che la parentesi che si è aperta non sia mai esistita. E forse tu un giorno tornerai a parlarmi.
Ma odio il fatto che so già che quel giorno, sarò io a non risponderti.

martedì 8 maggio 2012

17 anni (una dedica speciale)

Siamo la generazione di internet. Per noi ormai è ancora più normale usare il computer che il telefono. Ormai più che i messaggi si inviano le email. Per chiamare? Si usa Skype, chiaro. 
Qualche anno fa, nei miei teneri 17 anni, mi capitò proprio su internet di conoscere un ragazzo. Una persona che per me è stata davvero fondamentale, che fin dall'inizio mi ha dato l'idea di qualcuno che c'ha i controcoglioni. Stasera l'ho risentito dopo tanto tempo, mi ha fatto una domanda: ma hai scritto anche di me nei tuoi blog? Io gli ho risposto di no, per un semplice motivo, un motivo che può sembrare banale, stupido, ma che è reale: non ho niente da recriminargli. 
Mi ricordo ancora i primi mesi in cui ho parlato con lui, tramite IRC, tramite il vecchio msn, poi quelle telefonate fino all'alba. Dall'una alle sette di mattina, anche magari parlando di stronzate, ma parlando veramente, ridendo, a volte scontrandoci, perchè siamo diversi, ma quante ore, quante? 
Posso scrivere la reale verità qui, perchè lui mi legge come un libro aperto. A volte questa non è una cosa buona, ma è davvero così. 
Mi sono innamorata di lui. 
Gli ho voluto davvero bene, quel bene, o meglio quell'amore (chiamiamo le cose con il loro nome) che solo nell'adolescenza si può provare. Quel sognarlo ad occhi aperti. 
E non lo conoscevo. Conoscevo solo il suo nick, il suo vero nome e la sua voce. 
Sembra da pazzi vero? 
Eppure è così. Lo ammetto, senza problemi, visto che lui lo sa, vero? (adesso starai sorridendo, pensando questa è proprio fuori!) 
La prima volta che l'ho visto era agosto. Faceva un caldo maledetto e mi ricordo ancora che io indossavo una maglietta dei Clairvoyants e che abbiamo passeggiato per una Milano deserta. Io ero in imbarazzo. Non sapevo cosa dire o cosa fare. 
Lui aveva ancora i capelli lunghi. E da qualche parte c'è ancora una vecchia foto di lui quel pomeriggio. 
E mi ricordo gli sms di quell'estate. A centinaia. Che per anni ho tenuto gelosamente nel mio cellulare, fino a che li ho lasciati andare, così come ho lasciato andare quel ricordo romantico di te. 
E ricordo le rare volte in cui ti ho visto. Una manciata di ore passate assieme. Delle risate, qualche birra, qualche sigaretta, molti silenzi, ma mai imbarazzanti. 
E mi ricordo di te, mi ricordo di come comunque siamo diventati amici. 
E mi ricordo anche di poco tempo fa (forse un anno e mezzo, forse di meno, forse di più) in cui tu mi hai detto che sapevi cosa provavo. Sapevi, perchè sai leggermi dentro. Te lo dico, mi sono sentita morire. Mi sono sentita male, perchè avevo un segreto, uno solo, e l'avevo portato dentro per anni con fatica e con tanta pazienza e tu l'avevi semplicemente capito.
Forse da quegli abbracci. Di quegli addii in metropolitana, in cui io mi aggrappavo a te e trattenevo quei singhiozzi, ma sono sicura che sai anche questo. 
Ho parlato di te in passato, in altri luoghi. 
Ho parlato di te così tanto in passato che credevo di non avere più nulla da dire. 
E invece questo fiume di parole mi è venuto fuori violento e dolce, solo a risentirti, solo a ricordare quel pomeriggio assolato di agosto. 
E a pensare a quante volte ho ascoltato Think about you, a ripetizione, pensando davvero a te. 
E a pensare adesso a quanto non serve sentirti ogni giorno, perchè ogni volta riprendiamo da dove abbiamo interrotto. 
Quell'ultima birra in quel freddo glaciale, in quel pub quasi fuori Milano. I silenzi. Che non hanno bisogno di essere riempiti. Perchè essere vicini, da amici, e volersi bene, vuol dire anche questo. Lasciare che il vento scorra gelido e che i silenzi seguano il loro corso. 
Non c'è bisogno di parole per dirti che per me sei stato importante, che per te si ho sofferto, ma che non ho mai desiderato tornare indietro, perchè le lacrime che ho versato sono il vero simbolo di quanto tu sei stato importante per me. Perchè non sono mai e dico MAI cadute a causa di un tuo gesto o di una tua parola. 
Non è necessario scrivertelo, ma ho deciso di farlo. Perchè in fondo qui ho scritto di tante persone che neanche meritano una sola parola. E non scrivere di te, sarebbe ingiusto. 
E non scrivere quanto è bello adesso averti accanto, amico, Ramarro (ti ricordi?) sarebbe sbagliato. Sarebbe mentire. 

Scusa (ma anche no) se non ti chiamo SINDACO

I risultati ormai ci sono. Alcuni andranno al ballottaggio.
Ma chi non ci andrà è la ridente cittadina di Rosello, 322 anime, in provincia di Chieti, piccola, tranquilla, situata nell'entroterra abruzzese, che può vantare Chiese e tanto altro.
Un paesino come tanti altri che però da oggi, anzi in realtà da ieri, può vantare (?) di avere come sindaco Federico Moccia. Per chi non lo conoscesse (oh tu essere fortunato fuggi da questa pagina e rimani in quel fortunato limbo!) è lo scrittore che a detta di quasi tutti fa sognare le teen ager italiane con i suoi libri.
Tre metri sopra il cielo, Scusa ma ti chiamo amore, Amore 14. Da cui poi sono stati tratti i film omonimi CHE HA GIRATO LUI e che hanno lanciato attori come Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti (di cui francamente potevo fare a meno, almeno io).
Con l'89% dei voti Moccia si porta a casa la striscia tricolore, ma ha scatenato in me una domanda alquanto semplice: chi sono i dementi che l'hanno votato?
Ora niente da dire, se vuoi leggerti Moccia invece di leggerti qualcosa d'altro, fatti tuoi. Non sono contro i romanzetti d'amore. Proprio oggi discutendo di libri è saltato fuori il nome di Sophie Kinsella, una scrittrice leggera, carina, divertente e i suoi libri parlano d'amore in tutte le salse, con qualche accenno al comico. Lei mi piace, perchè non è scontata. I libri di Moccia sono scontati.
Sono davvero ma davvero scontati. Gli Harmony in confronto sono grandi classici del novecento. E ho detto veramente tutto. Ma ripeto ognuno è libero di fare quello che vuole. Vuoi leggere Moccia e sognare che il bastardo di turno in realtà sia un cucciolone che non aspetta altro che te per trasformarsi misteriosamente nel principino azzurro? Ok, fallo.
Ma la gestione di una città è tutt'altra cosa. Rosello, cara cittadina, ridente villaggio abruzzese, sei proprio nella melma. Perchè davvero se Moccia ha intenzione di fare il sindaco come scrive i suoi libri, sei proprio nella merda.
Mi sembrava corretto dirtelo, cara Rosello, anche se non sono mai stata nelle tue vie e non credo che d'ora in poi lo farò. La città di Moccia, casualmente la moglie è proprio di quel paesino, ma tu guarda che coincidenza, non credo la vedrò mai. Ma spero vivamente che almeno questo impegno istituzionale impedisca a quel PAGLIACCIO CHE SI DEFINISCE SCRITTORE di pubblicare altri disastri letterari.
Lo spero con tutto il cuore.

lunedì 7 maggio 2012

Un sincero vaffanculo, con tutto il mio cuore

A volte bisogna levarsi i sassolini dalle scarpe, perchè a lungo, a tenerli lì, rischiano di farti veramente male...
Perciò oggi voglio essere generosa e voglio spargere un pò di vaffanculo:

-a te che ti senti tanto superiore da credere che io non capisca quando parli di ME... FUCK YOU!
-a te che ti senti tanto figa da potermi guardare male in metropolitana e ridere con le tue amichette stupide, tre teste vuote  che capiscono solo Firmato=compra, tutto il resto schifo... FUCK YOU
-a te che a lezione ti occupi metà aula per i tuoi amici che non si prendono neanche la briga di arrivare non dico prima, ma almeno puntuali, mentre io e tre mie compagne dobbiamo a)litigare con te per ottenere tre posti o b) sederci sulle scale o per terra... FUCK YOU
-a te che dici tanto votare non serve a nulla, sono tutti uguali, e poi ti lamenti di chi è stato eletto.. VAI A VOTARE LA PROSSIMA VOLTA STRONZO! (e comunque sempre Fuck You!)
-a te che fai l'alternativo, il diverso postando cose idiote sulla tua bacheca di Facebook e poi fai su una storia atroce, come un bambino di due anni, per uno scudetto... MA CHE PENA!
-a te che pensi che sia sufficiente dire ho fatto il classico per essere una persona di spessore... NON HAI CAPITO UN CAVOLO DELLA VITA!
-a te che pensi che sia sufficiente scrivere Giurisprudenza tra le cose che hai fatto per far pensare agli altri che sei una persona seria e colta.. MA PER FAVORE!
-a te che pensi che Giurisprudenza sia solo la base per il lavoro e non una reale passione (e nonostante tutto ti ci iscrivi) FUCK YOU
-a chi pensa seriamente che giurisprudenza sia una facoltà per lobotomizzati o per gente stupida e senza valore (mentre invece ho trovato delle persone straordinarie) e che non si possa avere un reale amore e una reale passione per questa materia NON CAPISCI PROPRIO NIENTE. VAI A FARE ALTRO ALLORA!
-a te che mi hai usato, buttato, ripreso e poi buttato di nuovo, che mi ignori, che non capisci che magari anche io ho dei problemi e magari parlarne con te, che sei esterno a tutto, mi aiuterebbe, e che TE NE FREGHI CAVOLO, TE NE FREGHI E NON TE N'è MAI FREGATO UNO STRACAVOLO DI NIENTE.... Non ti dico neanche vaffanculo. Non te lo meriti.
-a quegli amici che ogni tanto spariscono, ricompaiono quando hanno bisogno e poi spariscono di nuovo... un pò come le zanzare..
-a te e non perchè tu sia stronzo, o perfido, o abbia fatto qualcosa di male, ma perchè sei fottutamente lontano anni luce da me, sei veramente lontanissimo da me, perchè sei bello, hai talento e io.. mi sento inferiore.. (e forse il vaffa dovrei pigliarmelo io).
-a te e anche a te che mi giudicate male, mi guardate male e credete con questo di avermi abbattuto, quando invece penso solo che una sia veramente una grandissima perdente che non farà mai nulla nella vita e l'altra che sia una con un grande talento che spende veramente troppo tempo ad odiare.
-e infine a te. Fratello, amico, maestro, signore, SEI STATO TUTTO. E io ancora ti voglio un bene dell'anima, ma le cicatrici che mi hai lasciato tu, internamente e non solo, non andranno mai via. Sono cicatrici permanenti che mi ricorderanno in eterno di non amare più così, dando tutto di me stessa, il 100%.
Ma non ti dirò vaffanculo. Ti dirò solo la verità: sei stato uno stronzo ma senza saperlo. E sono contenta di aver trovato un equilibrio con te.


domenica 6 maggio 2012

Ira funesta

Ci sono molte cose che nella vita mi fanno incazzare.
Il caffè venuto male ad esempio. Niente mi rovina la giornata più del caffè venuto male, di quello che ti fa storcere il naso, la bocca e lo stomaco. E il peggio è non sapere cosa hai sbagliato. 
Hai fatto tutto quello che fai di solito quando prepari il caffè, niente di più niente di meno. Eppure alcune mattine viene benissimo, altre viene una poltiglia che non può neanche essere considerata fanghiglia. 
Un'altra cosa è uscire presto la mattina, prendere la metro e farmi sei fermata stipata come una sardina, beccando anche la tipa che solitamente si piazza davanti alla porta e non si scolla neanche con un calcio in culo. Figurarsi con un permesso. Scatena solitamente il mio peggior lato da misantropa. 
Un altro esempio? I ritardi. Non li sopporto. 
Ora nessuno vi dice di arrivare al livello maniacale e nevrotico della sottoscritta. Assolutamente no. 
Ma dico a meno che non ci sia un ritardo di un treno o simili (indipendenti dalla vostra volontà) arrivare puntuali è veramente semplice. 
Ne volete sapere altre? (beh direi si, visto che siete arrivati fino a questo punto) 
Eccole tutte per voi: 

1)la saccenza, specialmente se strutturata su una sana e robusta ignoranza. 

2) il falso moralismo di alcuni vegetariani (piccola spiegazione: non ho nulla contro il vegetarianesimo, anzi stimo coloro che sono vegetariani e li rispetto. Tuttavia c'è da fare un piccolo appunto: ci sono alcuni vegetariani in giro per il mondo che si ergono a eroi del rispetto per le altre creature, ma che nella riga dopo asseriscono di voler vedere morti coloro che mangiano la carne, o che comunque si dimostrano violenti e quanto mai irosi contro coloro che hanno scelto una via differente dalla loro. Io sono stata chiamata più volte su un sito, in cui peraltro ho cercato di intavolare un discorso serio, rispettoso e seriamente interessato, mangiacadaveri e non ho mai, se non per un caso, avuto una risposta che non fosse infarcita di insulti e di quant'altro.) 

3)I poser (chiamasi poser colui/colei che fa il metallaro plus e poi passa il suo tempo non ad ascoltare la musica, ma a pensare a cosa fare per atteggiarsi a metallaro.) 

4) Quelli che dicono che a giurisprudenza si impara tutto a memoria, sai che sforzo (tesoro passa diritto costituzionale e diritto privato al primo turno e forse allora potrò considerare di parlarti). 

5)Quelli che vedono film e leggono libri solo in base allo schieramento politico. 

6)CL (in generale.) 

7)Quelli che devono sempre dire "No ma tu non sai, io so. No ma tu non hai letto, io si. No ma io avevo un amico, un cugino, uno zio, una qualsiasi persona e quindi le cose le so e invece tu no." 

8) Il razzismo (lo so sembra frase fatta, ma è così, non lo concepisco.) IN TUTTE LE SUE FORME 

9)Quelli che ti ignorano, senza motivo, quando magari tu avresti bisogno solo di qualcuno che ti ascolti. Però quando hanno bisogno loro, allora ci devi essere. 

10) Questo dilagante voler essere alternativi, sempre alternativi a qualcosa, sempre alternativi all'alternativo, perchè se sei come sei veramente non sei alternativo, non sei cool. Ma cosa cazzo vi fumate???? 

(Post iniziato con seria e profonda voglia di scherzare e che invece boh.. è finito un pò più serio del previsto).