Alicia si rigirò nel letto stringendo a sé le coperte. Cercò di coprirsi il più possibile mentre Tommaso nel bagno si guardava allo specchio e scuoteva la testa. Uscì dal bagno, completamente nudo e si infilò sotto le coperte con Alicia.
"Io andrei tesoro. Devo svegliarmi presto." disse accarezzandola. "Va bene." "Però ti chiamo." Tanto non lo farai, pensò Alicia. Non finchè non avrai di nuovo bisogno di me.
Alicia guardò in penombra Tommaso mentre si rivestiva. Il suo corpo non era esattamente scultoreo, ma aveva il suo fascino e sapeva tirare fuori la giusta forza quando serviva. In penombra non si vedeva la moltitudine di tatuaggi che ricoprivano il suo corpo, ma Alicia avrebbe saputo descriverli ad occhi chiusi. Finì di vestirsi e guardò ancora verso di lei. Il suo sguardo era quasi vuoto. Si avvicinò e le diede un bacio a fior di labbra. "Allora ciao." "Ciao." Prese il corridoio e in silenzio uscì. Alicia si alzò e senza vestirsi si affacciò alla finestra per vederlo entrare in macchina.
Ancora una volta l'aveva sopraffatta, l'aveva stretta tra quelle braccia e l'aveva divorata, non lasciando nulla di lei. Ma stavolta qualcosa era cambiato. Alicia aveva notato i suoi occhi vuoti e ne aveva avuto paura.
"Mai più." Aveva preso il cellulare e aveva cancellato il suo numero. Tommaso era finito.
Sentiva un vago terrore in quello che stava facendo.
Stare da soli non è facile e quando hai qualcuno, per quanto sia cattivo come compagno, tendi a volerlo sempre tenere con te.
Anche se vuol dire aspettare in silenzio per giorni interi, anche se vuol dire farsi del male. Procurarsi cicatrici così profonde nell'anima, che alla fine persino le lacrime cominciano a sanguinare. Alicia si addormentò per la disperazione, come faceva sempre dopo che lui se n'era andato.
Tommaso si distese sul suo letto e si accese l'ennesima sigaretta. Guardò il soffitto della sua camera e si chiese come mai in quel momento si sentiva così vuoto. Che succede? Qualcosa è cambiato? No, non mi sembra, rispose a sé stesso.
Era stato bellissimo. Intenso, eccitante, un vortice dal quale non si poteva uscire una volta imboccata quella strada. La sua pelle aveva sempre quel sapore dolce, le sue carezze erano sempre tenere, affettuose. I suoi baci, oh quei baci.
Sembrava che non ci fosse domani per Alicia.
Allora perchè si sentiva così? Si alzò a sedere e si fece una striscia sulla sua scrivania. Ma un'ora dopo era ancora lì, ancora vuoto. Ancora senza una ragione.
Perchè mi serve una ragione?
Perchè? Non mi serve. Io sto bene così. Da solo. Non mi serve nessuno.
Tanto meno lei. Una stupida, romantica ragazzina che non ha capito un cazzo della vita.
Tommaso guardò sopra la sua scrivania. Tra le tante foto ce n'era una.
Una un po' sfocata. Ma a lui piaceva. Alicia era lì accanto a lui e sorrideva guardandolo. Lui era lì, l'immancabile sigaretta in bocca, un braccio attorno alle spalle di quella ragazzina.
Stupida.
Ma cosa vuoi da me?
Prese il cellulare in mano e scrisse: "Basta eh, sono stufo. E' finita Alicia."
Posò il cellulare e riprese a fumare.
Ma questa volta Alicia non rispose.
Provò a farle uno squillo e il cellulare squillò.
"Perchè non rispondi?" Urlò.
Alicia guardò il messaggio, poi come se niente fosse gettò il cellulare nel cassetto e si voltò dall'altra parte.